Ha sede a Padenghe e nasce per difendere l'attività e la tradizione del pescatore di professione.

Nuova associazione di pescatori del Garda

Di Francesca Gardenato

È nata da poco e già con­ta una cinquan­ti­na di asso­ciati. L’obiettivo è chiaro, garde­sano: «vogliamo parte­ci­pare anche noi alle deci­sioni che riguardano il Gar­da e il suo futuro». La neona­ta asso­ci­azione di pesca­tori ha sede a Padenghe e rac­coglie pro­fes­sion­isti di tut­to il lago. Dal­la spon­da veronese a quel­la bres­ciana e trenti­na.

Pres­i­dente del comi­ta­to cen­trale di questo sodal­izio è Gio­van­ni Bel­tra­mi det­to “Nadir” e seg­re­tario Ennio Miori det­to “San­to”.

L´associazione nasce per difend­ere l’at­tiv­ità e la tradizione del pesca­tore di pro­fes­sione. Negli ulti­mi anni i pesca­tori han­no subito, dichiara­no, scelte penal­iz­zan­ti, come l’ultimo rego­la­men­to per la pesca lacuale, che è sta­to «redat­to sen­za inter­pel­lare i diret­ti inter­es­sati. Scelte che dan­neg­giano noi e favoriscono i pesca­tori dilet­tan­ti», che spes­so rap­p­re­sen­tano «una con­cor­ren­za sleale». Sono tan­ti e purtrop­po non rispet­tano le regole. E a ren­dere dura la vita dei pesca­tori pro­fes­sion­isti ci sono anche i vari divi­eti, dall’anguilla alle sar­dine alle troppe aree pro­tette che impedis­cono la pesca del luc­cio. Poi a peg­gio­rare la situ­azione c’è l’inquinamento. L’habitat cam­bia e molte specie spariscono e non si rive­dran­no più.