La nuova Emy Boutique di Marina e Fabrizio

21/04/2012 in Gardacool
Di Redazione

Riapre  “Emy Bou­tique”, avvi­a­ta negli anni ‘60 dall’estro dell’amata Emil­ia Croveg­lia, purtrop­po man­ca­ta il mese scor­so. Dopo essere sta­to chiu­so per qualche anno, il negozio riv­ive gra­zie al figlio Fab­rizio e alla sua ele­gan­tis­si­ma moglie Mari­na, in ricor­do di Emy. “Abbi­amo deciso di far riv­i­vere in chi­ave mod­er­na il negozio del­la mam­ma, rispet­tan­do il suo gus­to raf­fi­na­to e il grande amore per i pel­la­mi di lus­so, che da sem­pre con­trad­dis­tingue la nos­tra famiglia”, spie­ga Fabrizio.

Aprire un’attività in questo momen­to dif­fi­cile può sem­brare molto azzarda­to, chiedo per­tan­to loro, quale sia il seg­re­to per avere suc­ces­so nell’ambito di un’attività com­mer­ciale: entram­bi con­cor­dano nel­la neces­sità di “puntare sul­la qual­ità dei prodot­ti e di non avere fret­ta, bisogna atten­dere che passi­no min­i­mo tre anni, per­ché solo dopo un po’ di tem­po si capisce se è gius­to quel­lo che stai facen­do all’interno del tuo negozio”.

Loro, per la nuo­va “Emy Bou­tique” han­no per­tan­to pun­ta­to sulle mas­sime eccel­len­ze Ital­iane, quali San­toni, Bar­ba, il pel­lame pre­giatis­si­mo di Het­tabrez, Capo­bian­co e Jacob Coen.

Ma come è pos­si­bile, chiedo a Mari­na, per una don­na madre di due figlie pic­cole con­cil­iare lavoro e famiglia?

Cer­to, è molto dif­fi­cile ma alla fine vince la pas­sione per ciò che ti piace fare, io pen­so che le donne che fan­no il lavoro che amano poi trasmet­tano ques­ta pos­i­tiv­ità anche in casa ai pro­pri figli, e inevitabil­mente tut­ta la famiglia ne trae beneficio”.

Molte donne pen­sano che lavo­rare accan­to al pro­prio com­pag­no, alla lun­ga pos­sa riv­e­lar­si dan­noso per il rap­por­to di cop­pia. Le chiedo cosa ne pen­sa a riguar­do. Lei non con­cor­da, anzi affer­ma che, tra di loro c’è sem­pre sta­to molto feel­ing sul lavoro, e – rimar­ca Mari­na — “è sta­ta pro­prio la diver­sità carat­te­ri­ale che ci ha per­me­s­so di rag­giun­gere nel cor­so degli anni dei buoni risultati”.

Chi è la don­na “Emy Bou­tique”? “È la don­na che ama l’artigianalità, in gra­do di abbina­re una giac­ca clas­si­ca con un jeans, una don­na che desidera essere como­da man­te­nen­do però allo stes­so tem­po la pro­pria ele­gan­za, la definirei dandy”.

Esiste un “mai”? “Mai arren­der­si davan­ti a niente, mai diventare pes­simisti e mai cadere nel­la volgarità”.

E un “sem­pre”? “La famiglia e l’eleganza”.

Da gran­di esper­ti di stile e di ele­gan­za come Mari­na e Fab­rizio, non pos­so con­gedar­mi sen­za chieder almeno un con­siglio su cosa indos­sare in occa­sioni differenti.

Per una ser­a­ta spe­ciale, pun­tano su “uno stile molto sobrio, ele­gante e non trop­po appariscente, un min­i­mal puli­to, sen­suale sen­za però eccedere”. In caso di cer­i­monie par­ti­co­lari, invece, “è meglio puntare sui blu o sui gri­gi e beige abbinati con acces­sori di classe”.

Per tut­ti i giorni invece, pro­pon­gono un mocassi­no o una bal­le­ri­na, pan­talone capri e un bel gioiel­lo. Per un pri­mo appun­ta­men­to impor­tante, infine, “è d’obbligo uno stile molto sem­plice, essere se stes­si e a pro­prio agio, con un jeans e una cam­i­cia, pun­tan­do sui pic­coli det­tagli tipo un orecchi­no par­ti­co­lare o una borset­ta gius­ta”.  E con­cludono Mari­na e Fab­rizio: “Mai dimen­ti­care di essere se stes­si, poi le cose arrivano da sole!”.

 

Eve­lyn Ballardini