Bruxelles vara le norme in conformità a quelle degli Usa

Nuova etichetta del vino per l’anidride solforosa

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Di Luca Delpozzo

Entra in vig­ore da oggi l’obbligo, per i pro­dut­tori di dell’Unione Euro­pea, di seg­nalare l’eventuale pre­sen­za di anidride sol­forosa nelle bot­tiglie qualo­ra essa superi la soglia di dieci mil­ligram­mi per litro. Quel­lo che da dal 25 novem­bre di un anno fa era facolta­ti­vo, diven­ta obbli­ga­to­rio, seguen­do l’esempio degli Sta­ti Uni­ti, gra­zie a due rego­la­men­ti comu­ni­tari inser­i­ti a sal­va­guardia del dirit­to all’informazione del con­suma­tore. L’anidride sol­forosa ha una fun­zione anti­set­ti­ca e serve a con­ser­vare le qual­ità del , a lim­itare lo svilup­po dei bat­teri e a pre­venirne l’ossidazione e il deper­i­men­to. I solfi­ti ven­gono in genere aggiun­ti sot­to for­ma di gas o com­presse di potas­sio metabisolfi­to che, reagen­do con gli aci­di del , svilup­pano anidride sol­forosa. Questi com­posti sono respon­s­abili di lesioni alla mucosa intesti­nale e del­la riduzione dei liv­el­li di vit­a­mine B1 e cau­sano reazioni aller­giche nei sogget­ti asmati­ci. Il loro uso è autor­iz­za­to dall’Unione Euro­pea e dall’Oiv (Organ­i­sa­tion Inter­na­tion­al de la Vigne et du Vin). La nuo­va dis­po­sizione comu­ni­taria, sec­on­do la Coldiret­ti, osta­col­erà la com­mer­cial­iz­zazione dei vini ed è di dif­fi­cile appli­cazione in quan­to ogni bot­tiglia esporta­ta dovrà avere l’etichetta nel­la lin­gua del paese dell’Unione des­ti­natario. Al riguar­do la Coldiret­ti con­siglia l’inserimento di un logo o di un sim­bo­lo facil­mente intu­ibile da ogni cit­tadi­no comu­ni­tario, come ad esem­pio la for­mu­la chim­i­ca del com­pos­to (So2). I prodot­ti attual­mente in com­mer­cio privi di etichet­ta per­ché imbot­tigliati prece­den­te­mente alla nor­ma potran­no invece essere lib­era­mente com­mer­cia­bili.

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