Tre associazioni ambientaliste criticano il progetto di Cecchetto

«Nuova fascia lago: troppo cemento»

11/05/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«Il prog­et­to Cec­chet­to per la riqual­i­fi­cazione del­la fas­cia lago? Poche luci, molte ombre». Le idee del­l’ar­chitet­to veneziano sul futuro del­l’area ex Cat­toi, di por­to San Nicolò, del cen­tro con­gres­si, del­la Colo­nia Mirala­go o di viale Rovere­to pos­sono aver anche riscos­so l’ap­provazione del con­silio comu­nale, ma «Gli ami­ci del­la Ter­ra del­l’Al­to Gar­da e Ledro», il «Comi­ta­to per lo Svilup­po Sosteni­bile» e il «Wwf» del bas­so Sar­ca sono di altro avvi­so. I per­ché li han­no rias­sun­ti in un cor­poso documento.«Troppo cemen­to» è la con­clu­sione a cui giun­gono i rap­p­re­sen­tan­ti delle tre asso­ci­azioni che, dopo aver appro­fon­di­ta­mente esam­i­na­to tut­ti gli “ambiti” affrontati dal­lo stu­dio Cec­chet­to, han­no redat­to un elab­o­ra­to di una quindic­i­na di pagine. Ecces­si­va, sec­on­do loro, la pre­vi­sione edi­fi­ca­to­ria in un trat­to di fas­cia lago lun­go solo poche centi­na­ia di metri che — con l’am­pli­a­men­to del Palaz­zo dei Con­gres­si, del­l’Ho­tel Lido e del­la Mirala­go, un nuo­vo ten­nis club, tre parcheg­gi di cui due com­ple­ta­mente nuovi nel par­co Lido e all’area Ex Cat­toi, più un’area res­i­den­ziale sem­pre all’ex Cat­toi — rischia di peg­gio­rare la già pes­si­ma situ­azione attuale. Cemen­tifi­cazione che andrebbe nel­la direzione oppos­ta a quel­la espres­sa dal­la Com­mis­sione Urban­is­ti­ca Provin­ciale la quale, nelle osser­vazioni al Piano rego­la­tore inter­co­mu­nale di Riva e Nago-Tor­bole, affer­ma che l’in­torno ter­ri­to­ri­ale è «ormai sat­uro e con­ges­tion­a­to da un miope con­sumo tur­is­ti­co». «Nes­suno di noi — scrivono — pre­tende fare di quest’area una ris­er­va nat­u­rale inte­grale dove non sia pre­vis­to alcun inter­ven­to: il non far niente si tradur­rebbe in un degra­do indeco­roso sia per i rivani che per gli ospi­ti». Svilup­po sì, ma “cum gra­no salis”, entro lim­i­ti che devono essere sta­bil­i­ti da tut­ti gli abi­tan­ti e non solo da deter­mi­nate cat­e­gorie, mag­a­ri eco­nomi­ca­mente inter­es­sate. In questo, un mer­i­to viene riconosci­u­to a Cec­chet­to e al suo piano: quel­lo di aver offer­to un momen­to di rif­les­sione e di aver dato il via ad un dibat­ti­to a più voci sul des­ti­no del­la fas­cia lago e, quin­di, anche di Riva e di tut­to l’al­to Gar­da. Questo al di là del giudizio sui con­tenu­ti del prog­et­to che in alcu­ni pun­ti, quel­li riguardan­ti il cen­tro con­gres­si, il Lido e la Mirala­go, risul­ta quan­to mai det­taglia­to men­tre, di con­tro, su ambiti come por­to S. Nicolò e Hotel Du Lac, risul­ta assai vago. Le deci­sioni di oggi, insom­ma, peser­an­no sulle future gen­er­azioni, sia dal pun­to di vista eco­nom­i­co che per la qual­ità del­la vita: «reput­erem­mo utile — scrivono — e anche eti­ca­mente cor­ret­to, intrapren­dere la stra­da di un ref­er­en­dum con­sul­ti­vo». In alter­na­ti­va, pro­pon­gono anche un con­cor­so d’idee tra i cit­ta­di­ni, asso­ci­azioni e imp­rese, e un con­cor­so tra architet­ti almeno a liv­el­lo nazionale.