Un tunnel dai Tormini al Garda trentino, addirittura a Rovereto, con tre o quattro svincoli che portano ai comuni della riviera bresciana del Benaco.

Nuova galleria per il Garda?

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Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Un tun­nel dai Tormi­ni al Gar­da trenti­no, addirit­tura a Rovere­to, con tre o quat­tro svin­coli che por­tano ai comu­ni del­la riv­iera bres­ciana del Bena­co. È la soluzione che molti sog­nano quale rispos­ta ai quo­tid­i­ani prob­le­mi di inadeguatez­za e peri­colosità del­la Garde­sana. Un vero e pro­prio traforo, che sec­on­do gli esper­ti avrebbe anche il mer­i­to di non intac­care i pre­giati val­ori pae­sag­gis­ti­ci e nat­u­rali del Par­co altog­a­rde­sano e che garan­ti­rebbe col­lega­men­ti sicuri e prati­ci tra i pae­si del­la riv­iera bres­ciana. Per impo­nen­za, costi e dif­fi­coltà tec­niche il prog­et­to par­rebbe sem­plice­mente un sog­no, una boutade come tante soprat­tut­to in quest’Italia che imp­ie­ga un decen­nio per aprire un trat­to di stra­da già real­iz­za­to, come la nuo­va 45 bis a Vil­lan­uo­va. Eppure da qualche tem­po se ne sta par­lan­do con insis­ten­za e non cer­to al bar, ben­sì nelle sedi isti­tuzion­ali, ovvero lad­dove si pren­dono le deci­sioni. Su inizia­ti­va del sin­da­co di Toscolano Mader­no, ing. Pao­lo Ele­na, nei giorni scor­si si è infat­ti svol­ta una riu­nione tra i sin­daci dei Comu­ni del Par­co per dare avvio ad un ragion­a­men­to costrut­ti­vo su un’alternativa alla statale 45bis, opera con­sid­er­a­ta ormai indis­pens­abile per il futuro svilup­po socioe­co­nom­i­co del­la zona. Il vec­chio «Mean­dro» (così lo bat­tez­zò ) è ormai inadegua­to alla mole di traf­fi­co del tur­is­mo mod­er­no, e le frane degli ulti­mi anni han­no mes­so in luce tut­ti i suoi lim­i­ti. Il dibat­ti­to sul prog­et­to di una Garde­sana alter­na­ti­va è innesca­to da anni, ma l’eventualità di real­iz­zare un tun­nel non è sta­ta sino­ra pre­sa in con­sid­er­azione per i costi astro­nomi­ci dell’impresa, anche se una soluzione di questo tipo sarebbe prob­a­bil­mente la più rispet­tosa del pat­ri­mo­nio nat­u­rale del Par­co. Quan­to alla spe­sa essa appare dif­fi­cil­mente sosteni­bile dalle casse pub­bliche e nel­la riu­nione i tra sin­daci è sta­ta prospet­ta­ta una soluzione di tipo pri­vatis­ti­co. In Europa esistono infat­ti imp­rese che costru­is­cono queste opere (pon­ti, viadot­ti, gal­lerie) e poi le gestis­cono per un cer­to numero di anni, incas­san­do ovvi­a­mente il pedag­gio. E, a quan­to si dice, un pri­mo con­tat­to con una di queste ditte c’è sta­to ed è sta­to pure foriero di ipote­si di lavoro par­ti­co­lar­mente pos­i­tive. Per ora il sin­da­co di Toscolano, l’ing. Ele­na, mantiene il più stret­to ris­er­bo, anche se ammette che con i col­leghi altog­a­rde­sani è sta­to deciso di appro­fondire la ques­tione. Si trat­ta insom­ma di pre­dis­porre uno stu­dio di fat­tibil­ità. Voci bene infor­mate con­fer­mano però che non sareb­bero man­cati nep­pure i con­tat­ti con aziende spe­cial­iz­zate del set­tore per ver­i­fi­care i costi e, sul­la base di quel­li, met­tere in cam­po un prog­et­to di finanzi­a­men­to o di rim­bor­so dei sol­di nec­es­sari all’investimento. «Ora — si limi­ta a dire Ele­na — siamo in procin­to di coin­vol­gere Provin­cia e Regione». Con la soluzione tun­nel, la com­pe­ten­za dei Comu­ni sarebbe infat­ti in un cer­to sen­so «scav­al­ca­ta» ed occor­rerebbe il parere vin­colante appun­to di Provin­cia e Regione. A trenta metri di pro­fon­dità ci si tro­va infat­ti un ter­ri­to­rio dema­niale e non più comu­nale. L’idea base del traforo altog­a­rde­sano con­tem­pla la real­iz­zazione, oltre ques­ta pro­fon­dità, di due tun­nel a più cor­sie, uno per ogni sen­so di mar­cia, dal­lo svin­co­lo dei Tormi­ni (cro­ce­via tra la cit­tà di Bres­cia, il Gar­da tur­is­ti­co e la pro­dut­ti­va Valle Sab­bia), fino alla cit­tad­i­na trenti­na di Rovere­to, dove si tro­va lo svin­co­lo per il Bena­co dell’autostrada del Bren­nero. I pro­po­nen­ti fan­no anche notare che per il Gar­da bres­ciano un traforo di questo tipo sarebbe un vero e pro­prio cor­done ombe­l­i­cale con l’Europa, che diver­rebbe anco­ra più vic­i­na. E il flus­so vacanziero prove­niente dal­la Baviera (il mag­gior ser­ba­toio tur­is­ti­co del Gar­da) potrebbe rag­giun­gere la local­ità del sog­giorno fine set­ti­mana ed esti­vo in modo più rapi­do e pratico.

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