Nuova illuminazione per la Villa Romana di Desenzano del Garda

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Di Redazione

 

Il primo marzo si inaugura l’illuminazione dell’Area Archeologica della Villa Romana di Desenzano del Garda. Nel corso del 2015, grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia della Lombardia e il Rotary Club Salò e Desenzano del Garda, è stata realizzata l’illuminazione del settore residenziale della Villa Romana che rappresenta, ad oggi, la più importante testimonianza , nell’Italia Settentrionale, delle grandi ville tardo antiche.

La valorizzazione la fruibilità degli ambienti con pavimenti a mosaico, che si evidenziano per la varietà dei colori delle pietre impiegate, si arricchiscono grazie alla attuazione di questo intervento che si configura di grande rilevanza, in considerazione del fatto che la Villa Romana di Desenzano è la prima area archeologica, di proprietà dello Stato, illuminata in Lombardia. L’impianto di illuminazione, che consentirà le visite nelle ore serali e notturne, è stato approvato e sostenuto dalla Soprintendenza Archeologia della Lombardia. E’ stato progettato e dall’ingegner Renzo Dusi, presidente 2014-2015 del Rotary Salò Desenzano, scomparso il mese scorso. Il costo dell’intervento è stato sostenuto per lo più dal Rotary Club, insieme alla Soprintendenza e al contributo dell’azienda “Goccia” di Brescia che ha fornito i corpi illuminanti. L’esecuzione dell’impianto si deve a Impianti elettrici Goffi Gian Battista di Sarnico.

L’impianto di illuminazione permetterà di leggere, attraverso una nuova luce, l’eccezionale complesso di pavimentazioni a mosaico, scoperti a partire dal 1921-23. Il percorso si snoda attraverso il vestibolo ottagonale, il peristilio, l’atrio a forcipe e quindi il triclinio i cui pavimenti denotano ricchezza di temi figurativi: amorini vendemmianti, amorini su bighe in corsa con menadi e satiri, belve che assalgono animali selvatici, allegorie delle quattro stagioni, paesaggi bucolici e una serie di composizioni geometriche. Di particolare suggestione il viridario, affiancato da tre vani di soggiorno e chiuso sul fondo da un ninfeo. Sul lato opposto, una serie di piccoli vani di servizio e un pozzo.

Anche l’Antiquarium era stato oggetto di realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione nel 2014-2015, a cura della Soprintendenza. In tre sale sono esposti materiali provenienti dagli scavi: fra questi vi sono reperti in ceramica, bronzo, vetro, monete, pannelli con affreschi, statue e ritratti di II secolo d.C., in uso ancora nella villa tardoantica, che rappresentano il più cospicuo complesso di sculture relative a un edificio privato di età romana dell’Italia Settentrionale

 

 

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