Prosegue con grande positività il triunvirato artistico creatosi fra "Il poeta del lago" Eugenio Farina, il pittore Athos Faccincani e il maestro orafo Luigi Quaglia

Nuova raccolta di poesie gardesane

28/04/2000 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Luigi Del Pozzo

Pros­egue con grande pos­i­tiv­ità il tri­un­vi­ra­to artis­ti­co cre­atosi fra “Il poeta del lago” Euge­nio Fari­na, il pit­tore Athos Fac­cin­cani e il mae­stro orafo Lui­gi Quaglia. Dopo il suc­ces­so rin­con­tra­to New York e Fran­co­forte dai tre, in occa­sione delle cel­e­brazioni dei 50 anni di attiv­ità orafa di Lui­gi Quaglia, assieme alle poe­sie di Fari­na e la pre­sen­za di dip­in­ti del veronese Athos Fac­cin­cani. L’al­tra sera a Soiano, pres­so un noto ris­torante, Euge­nio Fari­na ha pre­sen­ta­to l’ul­ti­mo vol­ume delle sue rac­colte di poe­sie che, giunte alla dec­i­ma pub­bli­cazione, rac­con­tano la vita e l’at­mos­fera che si res­pi­ra sulle sponde garde­sane. “Le agavi” si inti­to­la questo ele­gante vol­ume che vede in cop­er­ti­na la ripro­duzione di un mag­nifi­co dip­in­to del Fac­cin­cani che rie­vo­ca l’aria del lago di Gar­da con agavi e fiori vari e, sul­lo sfon­do, le azzurre acque garde­sane sulle quali veleg­giano alcun barche a vela. Un’im­mag­ine forse un po’ sur­reale ed atipi­ca quel­la trasporta­ta su tela dal­l’artista Fac­cin­cani anche per­ché l’an­go­lo “rac­con­ta­to” dal­l’artista veronese, cer­ta­mente non risponde alla attuale realtà delle sponde lacus­tri dove l’at­tiv­ità edi­fi­ca­to­ria ha tolto spazio a fiori, piante e verde immag­i­na­to da Fac­cin­cani. Tra l’al­tro Fac­cin­cani sarà pre­sente con le sue opere sul Gar­da, a Desen­zano, in una per­son­ale allesti­ta pres­so il Palaz­zo del Tur­is­mo dal 17 giug­no 2000 al 30 luglio 2000.Nelle poe­sie di Fari­na invece tri­on­fa, pros­eguen­do un suo prece­dente rac­con­to poet­i­co avvi­a­to con le cartelle litogra­fiche “Gli ole­an­dri” edite nel 1998. “Non sapen­do dipin­gere — scrive in una sua nota biografi­ca Fari­na — ho prova­to con le parole a creare dei pic­coli acquerel­li, cer­can­do di sot­to­lin­eare quei par­ti­co­lari, quelle per­sone comu­ni e gli even­ti, che spes­so, nel­la fre­n­e­sia del quo­tid­i­ano, ci sfug­gono o ci restano impercettibili”. E cosi Fari­na ded­i­ca odi ad alcu­ni per­son­ag­gi a cui local­ità garde­sane come Desen­zano han­no tito­la­to vie “Via Gen. A. Papa”, “Via San­ta Maria”, “Por­to Vec­chio”. Oppure poe­sie scritte in occa­sione di avven­i­men­ti od even­ti, o in occa­sione di una tap­pa gas­tro­nom­i­ca in un ris­torante con par­ti­co­lare atten­zione ed affezione a quelle realtà del medio e bas­so Gar­da. “L’es­tate”, ad esem­pio, vista da una fines­tra di una casa di Soiano sec­on­do il poeta Fari­na altro non è che “Sveg­liar­si una mat­ti­na / dopo una notte / di piog­gia pic­chi­et­tante / sui tet­ti / osser­vare / le gran­di masse nuvolose / mosse gof­fa­mente / da un ven­to / che ha per­so l’ori­en­ta­men­to / un fred­do improvvi­so / fuori luogo/ si perde lo sguar­do / su un lago sornione / nel suo pri­mo / giorno d’Es­tate / nel­l’ir­reale prospet­ti­va / di un quo­tid­i­ano / immer­so / nel­la fol­lia / cre­ati­va / di una di una natu­ra / biz­zarra. Come per tutte le sue prece­den­ti pub­bli­cazioni anche questo vol­ume non è in ven­di­ta, ma dis­tribuito gra­tuita­mente ad ami­ci ed appas­sion­ati di ver­si poet­ai che inducono a med­itare tuffan­do il let­tore in una sor­ta di realtà impal­pa­bile ma pre­sente, attorno a noi: chi­ud­ere gli occhi e sognare!