Una rotonda al posto dell'incrocio. Nel piano delle opere pubbliche del 2000 figura il primo stralcio per la realizzazione del piano urbano del traffico comunale.

Nuova rotonda

11/05/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una roton­da al pos­to del­l’in­cro­cio. Nel piano delle opere pub­bliche del 2000 figu­ra il pri­mo stral­cio per la real­iz­zazione del piano urbano del traf­fi­co comu­nale (Put). Si trat­ta del­la real­iz­zazione di una roton­da sug­li incro­ci tra la statale Garde­sana, la stra­da provin­ciale Croce e le comu­nali via San Zeno e Bor­go Cavour, arte­ria quest’ul­ti­ma che con­duce in cen­tro paese. La rota­to­ria dovrebbe snel­lire il traf­fi­co in un area par­ti­co­lar­men-te caot­i­ca nel peri­o­do esti­vo per via del con­cen­tra­men­to di mezzi che scen­dono dal­la zona col­linare per immet­ter­si sul­la statale 249 in direziono di Gar-da o Lazise. “Il prog­et­to pre­lim­inare è già sta­to approva­to. Dob­bi­amo ora acquisire le varie autor­iz­zazioni dal­l’Anas”, fan­no sapere dal­l’uf­fi­cio tec­ni­co. “Dif­fi­cil­mente l’opera sarà real­iz­za­ta entro il 2000, più facile pri­ma del­l’es­tate del prossi­mo anno”. L’in­ter­ven­to che si aggi­ra sui 200 mil­ioni prevede per ovvi motivi di spazio una parziale smus­satu­ra del­l’estrem­ità a nord del parcheg­gio Aldo Moro di fronte alla Cas­sa di Risparmio. “All’Am­min­is­trazione sta più a cuore la roton­da che la real­iz­zazione del­l’iso­la eco­log­i­ca in local­ità Cam­pazzi, oggi fuori legge”, ha chiosato in con­siglio comu­nale l’e­spo­nente di mino­ran­za Pietro Mesoni. “Per eseguire i lavori di sis­temazione del­la dis­car­i­ca si va ad attin­gere un mutuo, per l’ac­cen­sione del quale vi è una lun­gag­gine buro­crat­i­ca che ne pos­tic­i­pa l’ef­fet­ti­va real­iz­zazione, men­tre per la rota­to­ria si provvede con oneri di urban­iz­zazione. Viene da sé quin­di che il finanzi­a­men­to di questi due lavori andrebbe invertito”.“La scelta di uti­liz­zare per la costruzione del nuo­vo incro­cio oneri di urban­iz­zazioni nasce dal­la pos­si­bil­ità di ottenere del­la Regione un finanzi­a­men­to fino al 40 per cen­to del­la spe­sa”, ha rib­at­tuto l’asses­sore ai lavori pub­bli­ci Aris­tide Avanzi­ni. “Da qui deri­va che il cos­to del­l’­opera a cari­co del Comune ammon­terebbe a 120 mil­ioni men­tre i restanti 80 sareb­bero pagati dal­la Regione. In mer­i­to alla sis­temazione del cen­tro di rac­col­ta rifiu­ti il ter­reno su cui sorge la dis­car­i­ca è uti­liz­za­to in for­ma di comoda­to gra­tu­ito. L’ap­provazione del bilan­cio comu­nale crea ora le con­dizioni per pot­er pas­sare all’iter pro­ce­du­rale al fine di attuare l’e­spro­prio del­l’area inter­es­sa­ta speran­do però nel con­tem­po di addi­venire ad una ces­sione bonar­ia. L’Am­min­is­trazione, con­sapev­ole del­l’im­por­tan­za di quest’­opera, ha tutte le inten­zioni di real­iz­zare l’in­ter­ven­to nel minor tem­po pos­si­bile”, ha con­clu­so Avanzini.“La Regione avrebbe con­tribuito nelle spese di real­iz­zazione del­l’in­cro­cio anche nel caso si fos­se ricor­si alla con­trat­tazione di un mutuo”, ha repli­ca­to Meschi. “Purtrop­po la sen­si­bil­ità del Comune in mate­ria di tutela ambi­en­tale e dei rischi d’in­quina­men­to delle falde acquifere è pres­soché uguale a zero”.Stefano Joppi