Il percorso messo a punto da Italo Bazzani, Narciso e Giambattista Usardi. Partenza da Gaino. Itinerario con un dislivello di oltre mille metri, quattro o cinque ore di cammino

Nuova via per la salita al monte Pizzoccolo

19/01/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Fausto Camerini

Monte Piz­zoc­co­lo, mon­tagna panoramiche come poche altre. Facili e fre­quen­tati sen­tieri seg­nalati da un ver­sante; aspri pendii roc­ciosi e imper­vi canaloni dall’altro. Su quest’ultimo ver­sante, quel­lo ori­en­tale, tre ami­ci han­no trac­cia­to un nuo­vo itin­er­ario di sali­ta che copre un dis­liv­el­lo di oltre 1000 metri e pre­sen­ta trat­ti di arrampi­ca­ta impeg­na­ti­va su roc­ce ed erba; i pun­ti più esposti e più peri­colosi sono sta­ti attrez­za­ti con cavi metallici.Lo splen­di­do lavoro è sta­to fat­to da Ita­lo Baz­zani di Roè Vol­ciano, acca­d­e­mi­co del Club Alpino e da Nar­ciso e Giambat­tista Usar­di di Gaino. I tre han­no lavo­ra­to alacre­mente per vari mesi; han­no addirit­tura seg­nala­to il per­cor­so con omet­ti e bol­li rossi e gial­li. L’itinerario è ora per­cor­ri­bile, in cir­ca 4 o 5 ore, da parte di alpin­isti ed escur­sion­isti esper­ti. È lo stes­so Ita­lo Baz­zani che descrive l’itinerario: «Da Gaino di Toscolano si entra in Val delle Cam­er­ate e poi in Val Arch­esane da dove si rag­giunge local­ità Perseg­no e local­ità Colosi­na dove si può parcheg­gia­re. Si prende l’ampio sen­tiero — con­tin­ua Baz­zani — che sale dirit­to e ripi­do, sen­za pos­si­bil­ità di sbagliare per cir­ca 20 minu­ti, si devia poi a sin­is­tra. Seguen­do un sen­tiero molto ben puli­to si giunge sul­lo spigo­lo sopra un gen­darme denom­i­na­to Pola a quo­ta 760. Si pros­egue poi seguen­do i bol­li rossi che si inter­val­lano ora sul­la roc­cia ora sulle piante, fino ad un pic­co­lo rip­i­ano di roc­cia dove infis­so c’è un bas­tone con un pez­zo di stof­fa che fa da bandiera, a quo­ta 860. Sem­pre dirit­ti sen­za dif­fi­coltà fino a quo­ta 1150. Poi alcu­ni pic­coli trat­ti neces­si­tano di atten­zione per le roc­ce fri­abili e ricop­erte di erba. Due trat­ti attrez­za­ti con corda.Si arri­va ora ad un gen­darme, lo si aggi­ra a sin­is­tra seguen­do una pic­co­la cen­gia erbosa (cavo di acciaio per cir­ca 30 metri). Di li a poco si arri­va ad una specie di antici­ma del Piz­zo­co­lo, che potrebbe essere chia­ma­ta cima di Perseg­no dato che la si può rag­giun­gere dal canalone nord appun­to di Perseg­no, l’altezza è di 1410 metri. Panora­ma stra­or­di­nario. Si segue ora la cres­ta che poco dopo finisce con­tro una parete di roc­cia lis­cia, la si aggi­ra allo­ra sul­la destra scen­den­do per cir­ca 60 metri, entran­do nel­la parte ter­mi­nale del canalone nord di Persegno,(corda fis­sa). Sal­i­to in cima al canalone seguen­do i seg­nali e devian­do sem­pre ver­so destra, si super­a­no i pic­coli salti di roc­cia. Un tra­ver­so con cor­da metal­li­ca por­ta ad un larice, da qui un po’ dirit­ti poi a destra si entra nel­la parte erbosa che por­ta diret­ta­mente in vet­ta a godere lo spet­ta­co­lo del lago sot­to di noi» con­clude Baz­zani. Attrez­zatu­ra con­sigli­a­ta per chi vuole ripetere il sen­tiero «dei tre Ami­ci»: cas­co, imbra­catu­ra, moschet­toni, cor­da.

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