Edificio ristrutturato a tempo di record

Nuova Villa Toblini rifugio per gli anziani

21/11/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una cer­i­mo­nia sem­plice ma toc­cante. Nel pomerig­gio di saba­to è sta­ta uffi­cial­mente inau­gu­ra­ta la nuo­va casa di riposo Vil­la Tobli­ni, com­ple­ta­mente ristrut­tura­ta a tem­po record. Ven­ti mesi per con­seg­nare alla comu­nità locale ma soprat­tut­to ai cinquan­ta­tré anziani pre­sen­ti, qua­si tut­ti non auto­suf­fi­ci­en­ti, una strut­tura all’avanguardia adegua­ta agli stan­dard nazion­ali. La celer­ità nel­la con­seg­na dei lavori, la cura del par­ti­co­lare nel­la real­iz­zazione dell’edificio di piaz­za Boc­chera sono state più volte ricor­date nei dis­cor­si e nei salu­ti por­tati dalle tante autorità locali, provin­ciali e region­ali con­venute a con­di­videre un momen­to impor­tante per Mal­ce­sine, la sua gente e i suoi anziani. «È sta­to fat­to un otti­mo lavoro», ha esor­di­to Ange­lo Fior­in vicepres­i­dente del con­siglio regionale. «Lo pos­so dire per­ché ricor­do bene come era la Vil­la pri­ma che si mettesse mano alla ristrut­turazione». È toc­ca­to al pres­i­dente del­la casa di riposo Michele Bena­mati, dopo un breve excur­sus stori­co, ringraziare enti pub­bli­ci, pri­vati e asso­ci­azioni locali che a vario tito­lo han­no con­tribuito in maniera deter­mi­nante alla sis­temazione del Tobli­ni, fino al 1978 sede ospedaliera. Momen­ti par­ti­co­lar­mente sen­ti­ti il ricor­do di Pietro Tomei, medico di famiglia e pri­mario dell’allora noso­comio e del pro­fes­sor Gior­gio Zan­ot­to. All’ex pres­i­dente del­la Ban­ca Popo­lare di Verona è sta­ta inti­to­la­ta la pic­co­la cap­pel­la del­la casa di riposo. Alla cer­i­mo­nia era­no pre­sen­ti anche la vedo­va del com­pianto Zan­ot­to e il dot­tor Tomei. Mesco­lati tra gli anziani anche il gio­vanis­si­mo asses­sore provin­ciale Davide Bendinel­li, Car­lo Sal­ve­tat del­la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio, il vicepres­i­dente del­la Ban­ca Popo­lare Alber­to Bauli, il sin­da­co di Mal­ce­sine Giuseppe Lom­bar­di e don Nico­la Azza­li, già par­ro­co del cen­tro lacus­tre. Il pres­i­dente Michele Bena­mati non ha poi man­ca­to di riv­ol­gere un sen­ti­to gra­zie al locale grup­po volon­tario fem­minile, «che ha dona­to i ven­tot­to tele­vi­sori col­lo­cati nelle stanze» e la gen­erosità di Domeni­ca Guar­nati (ha offer­to 48 mil­ioni) e di Elis­a­bet­ta Scala, recen­te­mente scom­parsa, che ha las­ci­a­to al Tobli­ni 15 mil­ioni. In rap­p­re­sen­tan­za dei famil­iari degli ospi­ti ha pre­so la paro­la Alessan­dro San­tagosti­no. Dopo aver sot­to­lin­eato i mer­i­ti del sin­da­co, del con­siglio di Ammin­is­trazione e del­la direzione del­la casa di cura non ha volu­to dimen­ti­care la silen­ziosa ma impaga­bile opera del per­son­ale del­la casa di cura e dei volon­tari che por­tano un apprez­za­to aiu­to e con­for­to agli anziani.