Il D’Annunzio aprirà le porte d’Italia ai bambini di Chernobyl: a partire dal 20 marzo.

Nuove prospettive per l’aereoporto di Montichiari

29/02/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Graziano Guerrini

Il D’Annunzio aprirà le porte d’Italia ai bam­bi­ni di Cher­nobyl: a par­tire dal 20 mar­zo e per tut­to il peri­o­do pri­maver­ile ed esti­vo un centi­naio di voli con caden­za media di due alla set­ti­mana col­legherà lo sca­lo di Mon­tichiari con la cit­tad­i­na di Min­sk in Bielorus­sia. L’aeroporto di Mon­tichiari diven­ta così la por­ta di questi viag­gi del­la sper­an­za e del­la sol­i­da­ri­età, che vedono un filo sem­pre più forte legare la zona mar­to­ri­a­ta dall’incidente avvenu­to nel­la cen­trale atom­i­ca al ter­ri­to­rio bres­ciano ed a tut­ta l’Italia set­ten­tri­onale in genere (Bres­cia in quest’azione uman­i­taria è infat­ti capofi­la di una vas­ta zona che si allarga a molte regioni). Per la ver­ità l’arrivo di questi veliv­oli — la soci­età aerea che ha sot­to­scrit­to l’accordo con la Cat­ul­lo è la Com­pag­nia rus­sa Belavia — non è una novità in asso­lu­to per lo sca­lo di Mon­tichiari: col­lega­men­ti con la Bielorus­sia per trasportare i bam­bi­ni di Cher­nobyl sono sta­ti effet­tuati anche lo scor­so anno, ma a quel tem­po il D’Annunzio face­va le fun­zioni del Cat­ul­lo, chiu­so per il rifaci­men­to del­la pista. I voli di col­lega­men­to di quest’anno sono invece un ampli­a­men­to effet­ti­vo dell’attività dell’aeroporto bres­ciano. Sem­pre a mar­zo — pre­sum­i­bil­mente ver­so la fine del mese — dovreb­bero iniziare effet­ti­va­mente anche i voli per Satu Mare, la local­ità del­la Roma­nia per la quale nutrono inter­esse parec­chi impren­di­tori bres­ciani. Alla Fly Day, il tour oper­a­tor di Bus­solen­go che gestirà il col­lega­men­to tra Mon­tichiari e la Roma­nia, non si sbi­lan­ciano, soste­nen­do che gli accor­di non sono anco­ra con­clusi, ma pare assoda­to che ven­ga pos­to in orario almeno un volo set­ti­manale. Cir­ca il vet­tore usato le indi­cazioni sono con­trastan­ti: dopo che in un pri­mo momen­to si era par­la­to del­la Com­pag­nia rume­na Griv­co Air, ora sem­bra che le trat­ta­tive si siano strette con una Com­pag­nia ital­iana (tra le can­di­date più accred­i­tate è la soci­età pugliese Fed­eri­co II). Pas­so dopo pas­so l’aeroporto bres­ciano sta dunque crescen­do: «Sti­amo grad­ual­mente con­fer­man­do — affer­ma Gui­do Galper­ti, il con­sigliere bres­ciano del­la soci­età Cat­ul­lo — i pro­gram­mi pre­visti: una cresci­ta lenta, ma con­tin­ua, che tes­ti­mo­nia la bon­tà dell’investimento. Le dif­fi­coltà di avvi­a­men­to, dopo il peri­o­do eccezionale del­la sup­plen­za all’aeroporto di Vil­lafran­ca, era­no per­al­tro anch’esse pre­viste nel con­to. Siamo fiduciosi di pros­eguire, sia pure con la nec­es­saria grad­u­al­ità». Il D’Annunzio intan­to chi­ude feb­braio (e con questo il pri­mo anno di attiv­ità) con un’affluenza record per lo sca­lo bres­ciano: qua­si 6300 tran­si­ti con­tro i 6.088 di gen­naio. Domeni­ca lo sca­lo era par­ti­co­lar­mente affol­la­to: oltre ai 462 passeg­geri in parten­za per Lon­dra e Man­ches­ter ed i 332 arrivati dalle stesse local­ità (106 da Man­ches­ter, gli altri da Lon­dra) un’affluenza ele­va­ta anche sui voli da e per Roma. Sem­pre a mar­zo dovrebbe essere pron­to il prog­et­to per la cos­ti­tuzione di una soci­età di ges­tione speci­fi­ca, con ces­sione del ramo d’azienda bres­ciana ed aumen­to del cap­i­tale.