Nuovi cloni frutto di ricerche bresciane

25/05/1999 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Luigi Del Pozzo

Sem­pre più inter­es­san­ti appaiono i pro­gram­mi di ricer­ca in atto da parte degli esper­ti e tec­ni­ci del Cen­tro Vitivini­co­lo Provin­ciale di Bres­cia. Sper­i­men­tazioni, molte delle quali si pro­trag­gono da molti anni, i cui risul­tati ven­gono poi ripor­tati diret­ta­mente in cam­po, o meglio nei vigneti sper­i­men­tali del­la nos­tra provincia.Da tem­po è in atto una selezione clonale vol­ta a met­tere a dis­po­sizione dei viti­coltori mate­ri­ale viti­co­lo selezion­a­to, in gra­do cioè di garan­tire un’uniformità sia veg­e­ta­ti­va che pro­dut­ti­va del vigne­to stes­so. Ques­ta selezione viene real­iz­za­ta attra­ver­so l’individuazione di biotipi nell’ambito di vigneti esisten­ti che pre­sen­tano carat­teri veg­e­ta­tivi e pro­dut­tivi par­ti­co­lar­mente inter­es­san­ti ai fini di perseguire un miglio­ra­men­to qual­i­ta­ti­vo del­la piattafor­ma ampel­o­grafi­ca provinciale.Dal 1981 al 1990, ad esem­pio, sono sta­ti allesti­ti e sper­i­men­tati, nei ter­reni gesti­ti dal Cen­tro Vitivini­co­lo pres­so l’Istituto Pas­tori, com­p­lessi­va­mente 426 cloni di cir­ca 40 vari­età, con con­trol­li e rilievi riguardan­ti le fasi feno­logiche, il numero di grap­poli per cep­po, il peso medio dei grap­poli, la fer­til­ità delle gemme, la pro­duzione per cep­po, gli zuc­cheri totali, l’acidità tito­la­bile, il pH, l’acido tar­tari­co e l’acido malico.Da questi cloni recen­te­mente sono sta­ti indi­vid­uati 7 cloni, equa­mente sud­di­visi per le due prin­ci­pali zone pro­dut­tive, Gar­da e Fran­ci­a­cor­ta: 2 Treb­biano, 1 Marzemi­no, 2 Chardon­nay e 2 Pinot nero. Da questi cloni sarà pos­si­bile pas­sare alla pro­duzione di bar­batelle che ver­ran­no prodotte da quei vivaisti che ne faran­no richi­es­ta al Cen­tro Vitivini­cole e che si impeg­n­er­an­no poi a dif­fonder­le sul mer­ca­to, a nome del Cen­tro, sod­dis­facen­do pri­ma le richi­este dei pro­dut­tori bres­ciani e poi quelle prove­ni­en­ti al di fuori delle zone del­la nos­tra provincia.In un prossi­mo futuro sicu­ra­mente dalle sper­i­men­tazioni in atto potran­no sca­turire altri nuovi cloni che andran­no a rin­vig­orire l’attenzione dei viti­coltori. Già dal prossi­mo anno sarà pos­si­bile avere disponi­bili delle bar­batelle dei vit­ig­ni citati da met­tere a dimo­ra inizian­do cosi anche la real­iz­zazione di nuovi impianti con mate di orig­ine locale.I nuovi cloni saran­no pre­sen­tati prossi­ma­mente nel cor­so di un con­veg­no che si svol­gerà nel­la nuo­va sede di Vil­la Bar­boglio L’attuale poten­zial­ità del Cen­tro con­s­ta di cir­ca 100 piante-madri, pro­dut­tri­ci di gemme per l’innesto, per ogni tipo di clone, il che per­me­tte, una vol­ta in piena pro­duzione, la disponi­bil­ità annua di cir­ca 2/3 mila bar­batelle per clone.