«Comunità del Garda un punto di riferimento da rilanciare da subito»

«Nuovi contenuti dalla futura gestione della navigazione»

Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Quale futuro per la ? Se lo chiedono in molti, quan­ti cioè seguono con atten­zione i prob­le­mi del baci­no bena­cense. Alle vec­chie défail­lances di alcu­ni comu­ni del­la spon­da veronese, si aggiun­gono ora le rin­unce di Sirmione e di Desen­zano. Eppure la Comu­nià cos­ti­tu­isce un pun­to di rifer­i­men­to indis­pens­abile per l’in­tero baci­no. Un esem­pio è il servizio di Guardia costiera pro­mosso dal­la stes­sa Comu­nità e che ha trova­to subito l’ade­sione del Min­is­tero dei Trasporti e del­la Mari­na mil­itare la quale ha este­so a sei mesi — ven­ti­quat­tro ore su ven­ti­quat­tro — la per­lus­trazione delle acque del lago con una motovedet­ta d’al­tura. I risul­tati, in cinque anni, sono sta­ti notevoli. Basti pen­sare, oltre alla sorveg­lian­za delle sponde, alle oper­azioni di sal­vatag­gio di naufraghi fra cui quel­la di una quar­an­ti­na di tur­isti nel­lo scor­so 2003 al largo di Gargnano. La Comu­nità potrebbe aspi­rare a svol­gere anche altri servizi assai impor­tan­ti per l’in­tero baci­no, pri­mo fra tut­ti quel­lo del­la ges­tione dei trasporti attual­mente effet­tuati dal­la . La nuo­va legge, infat­ti, ha dis­pos­to che tale ges­tione pas­si alle Regioni. E per­ché non affi­dare alla Comu­nità, trasfor­ma­ta in Con­sorzio di Comu­ni, tale fon­da­men­tale servizio per risol­vere anche il prob­le­ma di un even­tuale con­flit­to ges­tionale che potrebbe nascere fra le tre Regioni del baci­no? Inoltre gli utili derivati dal­l’im­pre­sa ridur­reb­bero sen­si­bil­mente la quo­ta di parte­ci­pazione attual­mente ver­sa­ta dai Comu­ni, ragione pri­maria delle dis­dette asso­cia­tive. Va det­to anche che il pas­sag­gio del­la Nav­i­gar­da alla Comu­nità del Gar­da non inciderebbe sul­l’at­tuale realtà orga­niz­za­ti­va direzionale che ha già dato ampia pro­va di otti­ma ges­tione. Tale pas­sag­gio — dai molti aspet­ti pos­i­tivi — non dipende, comunque, dal­la sola volon­tà del­la Comu­nità stes­sa, ma innanzi tut­to da quel­la delle Regioni com­pe­ten­ti. Tut­to ciò ed altro ver­rà dis­cus­so a metà gen­naio all’an­nun­ci­a­to forum che si svol­gerà a Gar­done Riv­iera, con­clu­si­vo del­l’ap­pro­fondi­men­to delle prob­lem­atiche del­la Comu­nità esam­i­nate in tre riu­nioni, l’ul­ti­ma del 20 set­tem­bre e che l’assem­blea potrebbe fare pro­prie. Dal­l’in­con­tro di gen­naio uscirà, dunque, la scelta sul­l’as­set­to giuridi­co del­la Comu­nità del Gar­da, e pre­cisa­mente quel­la di trasfor­mar­la in Asso­ci­azione volon­taria di Comu­ni, o Con­sorzio di servizi, fra cui, appun­to, la ges­tione del­la che già da sola darebbe un forte con­tenu­to all’ente rin­no­va­to. Si trat­terebbe, quin­di, di rin­sal­dare, con nuovi con­tenu­ti, una realtà vara­ta mez­zo sec­o­lo fa, rap­p­re­sen­ta­ti­va del­l’i­den­tità garde­sana che affon­da le radi­ci nel­la storia.