Nell’ultimo incontro tra Comuni e Regione sono state messe a confronto le previsioni di Venezia con i progetti comunali. Brenzone, Torri e Peschiera pronti a crearli, Bardolino aspetta. Passionelli: «Approdo tra il Castello e il traghetto e 80 posti in p

Nuovi porti, in gioco 1500 posti

02/01/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Alla vig­ilia del­la delib­era di fine anno, con cui la giun­ta regionale ha del­e­ga­to ai comu­ni la ges­tione dei por­ti pub­bli­ci del­la spon­da veronese del lago di Gar­da, i sin­daci si sono incon­trati a Gar­da con i diri­gen­ti del set­tore por­tu­al­ità e mobil­ità di Venezia.A mar­gine dell’incontro, è sta­to gio­co forza chiedere ai rap­p­re­sen­tan­ti isti­tuzion­ali quali prog­et­ti abbiano in pro­gram­ma per la costruzione di nuovi porti.I sin­daci han­no con­fer­ma­to le prospet­tive ripor­tate nel­la sche­da por­tu­al­ità inseri­ta nel piano d’area Gar­da-Bal­do. Nel­la sche­da i posti bar­ca pre­visti in nuovi por­ti sono: 200 ad Acquafres­ca e 200 al cir­co­lo nau­ti­co Castel­let­to, a Bren­zone; 300 a Tor­ri; 300 alla Car­avel­la, Lazise; 200 a Lun­gom­in­cio, Peschiera. A questi dovreb­bero aggiungersene altri con il por­to di Bar­dolino, anco­ra in fase di stu­dio. In tut­to, cir­ca 1500 posti barca.I pri­mi cit­ta­di­ni non nascon­dono affat­to le inten­zioni. , sin­da­co di Tor­ri, con­fer­ma sen­za indu­gio l’idea del nuo­vo por­to, anzi due: «Vogliamo real­iz­zar­lo nel­la zona sud del paese, nell’area tra il Castel­lo e l’attracco dei traghet­ti, con 300 posti bar­ca. Abbi­amo già inser­i­to l’opera nel piano lavori pub­bli­ci 2007: il comune mette a dis­po­sizione l’area ed un pri­va­to real­iz­za il por­to, con una ges­tione mista pub­bli­co-pri­va­to. Vogliamo anche però, ampli­are il por­to esistente a Pai, aggiun­gen­do 80 nuovi posti barca».La con­fer­ma arri­va dal vicesin­da­co Pietro Sabai­ni e dall’assessore ai lavori pub­bli­ci di Bren­zone, Davide Benedet­ti, che illus­tra­no la situ­azione. «Abbi­amo in prog­et­to appun­to i due por­ti inser­i­ti nel piano d’area di Acquafres­ca, vici­no ad Assen­za e al cir­co­lo nau­ti­co di Castel­let­to. Sono in cor­rispon­den­za dei due cen­tri veli­ci, dove esistono già adeguati servizi a ter­ra. Li vogliamo real­iz­zare per togliere le boe cir­costan­ti che ad Acquafres­ca sono ormai in tripla fila e per rego­lar­iz­zare alcune situ­azioni ormai al lim­ite. La nos­tra è una volon­tà polit­i­ca vol­ta a riqual­i­fi­care la ricezione turistico-sportiva».Anche il sin­da­co di Peschiera, , con­fer­ma: «Nel piano d’area è inser­i­to il por­to Lun­gom­in­cio, ma questo non sarebbe un vero e pro­prio por­to, ben­sì una banchi­na flu­viale, da real­iz­zare tra i pon­ti del­la fer­rovia e dell’autostrada nel canale del Min­cio. In quell’area ci sono già oltre 200 boe abu­sive che vor­rem­mo rego­lar­iz­zare con un servizio fun­zionale. Poichè il fiume è di per­ti­nen­za regionale e la Regione non ha mai pen­sato di far­ci un’area attrez­za­ta, da sem­pre esistono queste barche abu­sive, alle quali nes­suno può andare a chiedere il canone di con­ces­sione. Se Venezia invece ci autor­iz­zasse alla real­iz­zazione del por­to flu­viale, si met­terebbe in rego­la la situazione».Pietro Meschi, sin­da­co di Bar­dolino, invece non è per niente disponi­bile a fare chiarez­za sulle inten­zioni dell’amministrazione, sebbene di un nuo­vo por­to ne abbia già par­la­to pub­bli­ca­mente ed in con­siglio comu­nale. Lacon­i­ca la dichiarazione: «Non abbi­amo anco­ra deciso niente, sti­amo facen­do degli stu­di di approfondimento».Ancora avvolto dal mis­tero anche il por­to pri­va­to di Lazise al cen­tro nau­ti­co La Car­avel­la, per il quale il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni non ha anco­ra sci­olto il ris­er­bo. Dunque sebbene il respon­s­abile regionale del­la prog­et­tazione del piano d’area, architet­to Romeo Tofano, abbia recen­te­mente dichiara­to che molto dif­fi­cil­mente questi por­ti si tradur­ran­no in realtà, poichè le schede del piano d’area sono solo dei brogli­ac­ci di lavoro e che per l’approvazione del piano deve anco­ra pas­sarne di acqua sot­to i pon­ti, i sin­daci invece, sem­bra­no avere già dis­eg­na­to sul­la car­ta la dis­tribuzione di cir­ca 1500 nuovi posti bar­ca lun­go la spon­da veronese del Gar­da.