Smettere di russare? A tutto c’è rimedio

Nuovi servizi in ospedale

Di Luca Delpozzo

E’ sem­pre più alto il numero delle per­sone che rus­sano nel son­no. Oltre a creare dis­a­gi e situ­azioni tal­vol­ta imbaraz­zan­ti, l’«apnea not­tur­na» può causare in deter­mi­nati casi anche patolo­gie gravi. Per questo dal 1 feb­braio nel repar­to di Otori­no­laringoia­tria dell’ospedale di Desen­zano par­tirà un nuo­vo servizio per risol­vere i prin­ci­pali dis­tur­bi res­pi­ra­tori del son­no, gra­zie alla dotazione di due apparec­chia­ture, il «Polison­n­i­grafo» ed il «Rino­manometro», costate cir­ca 10 mila euro. «Il paziente giun­to in repar­to — spie­ga il pri­mario del repar­to Orl dott. Vit­to­rio Gar­rub­ba — dovrà indos­sare un guan­to «intel­li­gente», che è il polison­n­i­grafo. La mat­ti­na seguente la smart card inseri­ta nell’apparecchio viene col­le­ga­ta ad un appos­i­to soft­ware che provvede a mostrare tut­ti i dati anal­iz­za­ti durante la notte. Il com­put­er elab­o­ra i dati, quin­di il paziente deve sot­to­por­si a due esa­mi: uno endo­scop­i­co delle vie aeree, l’altro di val­u­tazione delle ossa craniche e dei tes­su­ti mol­li rino­faringei». Questi dati per­me­t­ter­an­no poi ai san­i­tari del repar­to di trac­cia­re la situ­azione clin­i­ca del paziente, soprat­tut­to i rischi car­diores­pi­ra­tori, e di for­mu­la­re una ter­apia otti­male. Le soluzioni pos­sono essere diverse. Per esem­pio cor­reg­gere le abi­tu­di­ni ali­men­ta­ri o di vita del paziente, o appli­car­gli di notte una maschera, che con­sen­ta l’immissione di pres­sione pos­i­ti­va per dilatar­gli le vie aeree o, in casi estre­mi, un inter­ven­to chirur­gi­co. I casi, insom­ma, van­no trat­tati sin­go­lar­mente a sec­on­da del­la patolo­gia man­i­fes­ta­ta. Il nuo­vo trat­ta­men­to diag­nos­ti­co-ter­apeu­ti­co all’ospedale Mon­te­croce è un’importante novità per la zona del Gar­da. In provin­cia ne è dota­to l’ospedale di Chiari. Tor­nan­do al nuo­vo servizio, il paziente, pri­ma di entrare in repar­to, è chiam­a­to ad un col­lo­quio con lo spe­cial­ista in ambu­la­to­rio, durante il quale viene com­pi­la­to un ques­tionario che rac­coglie tutte le notizie che risul­tano inter­es­san­ti per una cor­ret­ta diag­nosi. Una vol­ta ter­mi­na­ta ques­ta fase, il paziente deciderà se accettare o meno la ter­apia e il suo ricovero in day hos­pi­tal, con ingres­so serale.