Rinvenuti i resti di una abitazione del sesto secolo e un pavimento di origine romana

Nuovi tesori nel sottosuolo di Sirmione

23/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sirmione

Come la più mis­te­riosa del­la matriosche la tom­ba lon­go­b­ar­da scop­er­ta a Sirmione il mese scor­so ha sve­la­to altri tesori arche­o­logi­ci: i resti di un’abitazione del­l’inizio del ses­to sec­o­lo e quel­li di un pavi­men­to di epoca romana. La scop­er­ta è avvenu­ta nel­la Piaz­za San Sal­va­tore, all’al­tez­za del civi­co numero cinque, pro­prio sot­to quel­la tom­ba che ave­va ospi­ta­to le spoglie di una don­na lon­go­b­ar­da vis­su­ta nel ses­to sec­o­lo dopo Cristo. «La zona — spie­ga l’arche­ol­o­go Ange­lo Ghi­rol­di autore del­la scop­er­ta — si era pre­sen­ta­ta fin dal­l’ap­proc­cio iniziale ric­ca di ele­men­ti arche­o­logi­ci inter­es­san­ti, suf­fi­cien­te­mente con­ser­vati nonos­tante vi fos­sero già sta­ti altri inter­ven­ti final­iz­za­ti all’in­stal­lazione di tuba­ture per i servizi. Oltre alla tom­ba lon­go­b­ar­da abbi­amo rin­venu­to i resti di un’abitazione risalen­ti all’inizio del ses­to sec­o­lo. E’ una strut­tura abbas­tan­za tipi­ca con al cen­tro un foco­lare con lat­er­izi e ciot­toli». Inoltre l’arche­ol­o­go Ghi­rol­di, il cui lavoro è sta­to diret­to dal­la dot­tores­sa Elis­a­bet­ta Rof­fia, ha rin­venu­to una notev­ole quan­tità di mate­ri­ale ceram­i­co con pezzi ritenu­ti sig­ni­fica­tivi quali inter­es­san­ti bor­di di ogget­ti attual­mente allo stu­dio dei ricer­ca­tori. Ma sot­to quel­lo stra­to di mate­ri­ale ceram­i­co mis­to a ter­ra un’al­tra sor­pre­sa atten­de­va gli arche­olo­gi: un pavi­men­to romano in coc­cio pesto». La vil­la, che è una strut­tura dis­tin­ta dalle , si esten­de­va dal­l’at­tuale Piazzetta Mosaici fino a piaz­za San Sal­va­tore ed è parzial­mente vis­i­bile negli apposi­ti pavi­men­ti traspar­en­ti costru­iti in alcune strut­ture ricettive e com­mer­ciali sirmione­si. Par­ti­co­lar­mente sig­ni­fica­tivi sono quel­li vis­i­bili dal­l’al­ber­go Corte Regi­na, dal negozio denom­i­na­to Strav­a­gario (sot­to il quale vi è il tipi­co pavi­men­to romano costru­ito in modo tale da pot­er essere riscalda­to), dal­la zona vic­i­na alla chiesa di San­ta Maria Mag­giore, dal negozio Alexan­der. A com­ple­ta­men­to di una scop­er­ta davvero notev­ole vi è sta­to il ritrova­men­to di alcune antiche monete.

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