II progetto è ambizioso, sia urbanisticamente che economicamente visto che si parla di un investimento di alcuni miliardi di lire.

Nuovo centro natatorio

04/02/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Paolo Liserre

II prog­et­to è ambizioso, sia urban­is­ti­ca­mente che eco­nomi­ca­mente vis­to che si par­la di un inves­ti­men­to di alcu­ni mil­iar­di di lire. Real­iz­zare nel­l’area del­l’ex Colo­nia Mirala­go un “cen­tro nata­to­rio” alter­na­ti­vo o in sos­ti­tuzione del­l’at­tuale strut­tura del Rione Due Giug­no, ormai giun­ta al liv­el­lo di sat­u­razione. Per il momen­to nel­la relazione pro­gram­mat­i­ca che accom­pa­gna il bilan­cio di pre­vi­sione 2000 e quel­lo pluri­en­nale 2000–2002 si par­la uni­ca­mente di “una nuo­va pisci­na”, sen­za speci­fi­care se cop­er­ta (cir­ca 5 mil­iar­di la spe­sa pre­vista in questo caso) o sem­plice­mente scop­er­ta, usu-fruibile quin­di esclu­si­va­mente nel­la sta­gione cal­da. L’asses­sore alla cul­tura e allo sport Lui­gi Mari­no par­la però di “due piscine, una cop­er­ta e una scop­er­ta, la pri­ma ovvi­a­mente servi­ta anche da una tri­buna oltre che dal rel­a­tivi servizi”. In ques­ta prospet­ti­va, due piscine per coprire tut­to l’ar­co del­l’an­no, diven­ta molto prob­a­bile se non sicu­ra la dis­mis­sione del­l’at­tuale pisci­na “Meroni”, “recu­peran­do ‑osser­va anco­ra l’asses­sore Mari­no — spazi impor­tante per il Rione Due Giug­no, spazi con­sis­ten­ti oltre­tut­to vici­ni al polo scolastico”.Da Palaz­zo Pre­to­rio si affret­tano a pre­cis­are che si trat­ta per il momen­to solo di “un’ipote­si polit­i­ca”, rilan­ci­a­ta nelle ultime set­ti­mane in par­ti­co­lare dal­l’asses­sore all’ur­ban­is­ti­ca , pri­mo sosten­i­tore di ques­ta soluzione. “Un prog­et­to politi­co — pros­egue il verde Mari­no — per il quale comunque c’è spazio di azione e che inten­di­amo con­cretiz­zare entro la fine di ques­ta leg­is­latu­ra (2005). Non è un sog­no, anche se ovvi­a­mente allo sta­to attuale delle cose non si può essere pre­cisi sui tem­pi di real­iz­zazione”. Sta di fat­to che comunque il prog­et­to rien­tra nel pro­gram­ma di gov­er­no del­la mag­gio­ran­za di cen­trosin­is­tra ed è sta­to inser­i­to, sep­pur sen­za alcun stanzi­a­men­to con­cre­to, nel­la relazione pro­gram­mat­i­ca di bilan­cio. Il Piano Rego­la­tore Gen­erale prevede del resto nel­la zona un par­co (com­pren­dente anche la zona sud del­l’area ex Cat­toi) con piscine e con la demolizione dei volu­mi del­la Colo­nia Mirala­go. La quale però è attual­mente di pro­pri­età del­la Provin­cia che potrebbe entrare nel­la “Lido di Riva Spa” con­fer­en­do l’area in ques­tione nel cap­i­tale del­la soci­età e quin­di pas­san­dola di fat­to tra le pro­pri­età del Comune. Bisogn­erà vedere poi cosa ne pen­sa in mer­i­to alla pre­vi­sione urban­is­ti­ca la Provin­cia, se è con­traria o favorev­ole in sostan­za all’ab­bat­ti­men­to dei volu­mi del­la Mirala­go. Deci­sione che si potrà conoscere solo quan­do a Tren­to avran­no approva­to il nuo­vo piano rego­la­tore (la pre­vi­sione di ritorno a Riva è per il prossi­mo autunno).“In questo prog­et­to comunque ci cre­di­amo” aggiunge il vicesin­da­co e asses­sore alle opere pub­bliche Pietro Mat­teot­ti. Res­ta da capire se l’in­ten­zione reale, e il risul­ta­to finale, è quel­la di real­iz­zare due strut­ture, una cop­er­ta e una scop­er­ta, indipen­den­ti tra loro. Alcu­ni sis­te­mi per­al­tro, di mar­ca francese, preve­dono strut­ture “flessibili” e di con­tenu­to impat­to ambi­en­tale con­sid­er­a­to che siamo a pochi metri dal­la fas­cia lago.Luciano Rigat­ti, pres­i­dente dell’ ”Ami­ci Nuo­to Riva” e diri­gente fed­erale, è ovvi­a­mente entu­si­as­ta di ques­ta prospet­ti­va. “Tren­to ha 4 piscine, Rovere­to ne ha 5 nel cen­tro nata­to­rio più due sco­las­tiche e stan­no pen­san­do ad un’al­tra pisci­na — osser­va Rigat­ti — A Riva l’impianto attuale del­la Meroni è ormai a liv­el­lo di sat­u­razione e in ogni caso è da adeguare. Il mer­ca­to richiede nuovi spazi, pen­sare quin­di ad una nuo­va strut­tura non può che essere pos­i­ti­vo. Ovvi­a­mente ci sono da affrontare alcu­ni prob­le­mi, come i costi di ges­tione innanz­i­tut­to ma anche il prob­le­ma parcheg­gi nel­la zona del lun­go­la­go. L’im­por­tante comunque è che se ne par­li. E anche dal pun­ti di vista finanziario riten­go che il Cen­tro Stu­di Coni sarà atten­to ad una pro­pos­ta del genere”.

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