Comincioli: «Tariffe da adeguare»

Nuovo depuratore: i cantieri apriranno nel mese di settembre

16/07/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Il nuo­vo depu­ra­tore di Tremo­sine com­pleterà il sis­tema di rac­col­ta garde­sano delle acque nere por­tan­do a regime la situ­azione anche per quan­to con­cerne i comu­ni del­l’Al­to Gar­da. Il depu­ra­tore avrà la poten­zial­ità di 25 mila abi­tan­ti ed andrà a chi­ud­ere il cer­chio del col­let­ta­men­to pri­mario sul lago di Gar­da. «E’ la grande scommes­sa per il futuro del Gar­da» affer­ma il pres­i­dente di Gar­da Uno, . L’azienda — ha spie­ga­to — inve­stirà 5 mil­ioni di euro per i pri­mi due lot­ti di lavori (su un totale di tre lot­ti): l’operazione avrà la for­ma del project financ­ing inte­gran­do fon­di pub­bli­ci e pri­vati. Entro una quindic­i­na di giorni sarà pub­bli­ca­to il ban­do di con­cor­so. Il sogget­to pri­va­to che ha già avan­za­to la pro­pos­ta a Gar­da Uno rimar­rà comunque vin­co­la­to alla real­iz­zazione e alla ges­tione del­l’­opera anche qualo­ra la gara d’ap­pal­to andasse deser­ta. Dunque «entro set­tem­bre i cantieri per la real­iz­zazione del depu­ra­tore di Tremo­sine ver­ran­no sicu­ra­mente aper­ti» assi­cu­ra una nota di Gar­da Uno. A questo inter­ven­to se ne affi­ancher­an­no di miglio­ra­tivi sul depu­ra­tore di Peschiera (già appal­tati) per adeguare idrauli­ca­mente la capac­ità del depu­ra­tore e miglio­rare la qual­ità del­lo scari­co finale. A fronte di queste impor­tan­ti novità, Com­in­ci­oli non man­ca di esprimere pre­oc­cu­pazione per i ritar­di del­l’A­to (Ambito Ter­ri­to­ri­ale Otti­male) in mate­ria di affi­da­men­to del­la ges­tione del ciclo idri­co. «E’ una deci­sione che non è più pos­si­bile riman­dare» ha det­to. Questo pas­sag­gio «deve anche coin­cidere con l’adegua­men­to del­la tar­if­fa del ciclo idri­co. Gar­da Uno — ha det­to — sta anco­ra lavo­ran­do sulle tar­iffe medie di quat­tro anni fa, ma con i costi di oggi. E questo non è più pens­abile in una situ­azione del­i­ca­ta come quel­la garde­sana, dove il man­ca­to adegua­men­to delle tar­iffe mette a ris­chio anche fon­da­men­tali inves­ti­men­ti sul ciclo idrico».

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