A nuovo il monumento ai caduti

19/04/2014 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Tut­to è pron­to per la grande gior­na­ta di mart­edì 22 aprile per i volon­tari delle asso­ci­azioni d’ar­ma che rac­coglien­do l’in­vi­to del pres­i­dente del­l’AN­CR locale Alessan­dro Fil­ip­pi han­no deciso di rip­ulire e riportare all’an­ti­co splen­dore il mon­u­men­to ai cadu­ti col­lo­ca­to sul por­to vec­chio, di fronte alla stor­i­ca .

Pron­ti con tan­ti arne­si in mano sono i soci del grup­po , degli artiglieri, dei cara­binieri, dei mari­nai, dei fan­ti e dei para­cadutisti con in tes­ta gli ex com­bat­ten­ti e reduci. Questi ulti­mi soprat­tut­to spal­leg­giati dai soci sim­pa­tiz­zan­ti per­ché gli ulti­mi reduci anco­ra vita non più delle dita di una mano e “l’età è quel­la che fa”, come recita un vec­chio ada­gio popo­lare.

Abbi­amo deciso di dare una sis­temazione ed una rip­uli­tu­ra dai seg­ni del tem­po al vec­chio mon­u­men­to ai cadu­ti — spie­ga il seg­re­tario del­l’AN­CR Ser­gio Mar­coni — in occa­sione del­la fes­ta del­la Lib­er­azione non dimen­ti­can­do comunque che fra pochi mesi cad­ran­no i cen­to anni dal­l’inizio del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale. Va ricorda­to che il man­u­fat­to è sta­to real­iz­za­to nel lon­tano 1924 ed è opera del­lo scul­tore Fer­ruc­cio Rec­chia di San­ta Lucia. Han­no bisog­no di una pulizia pro­fon­da soprat­tut­to le lapi­di che ricor­dano i cadu­ti e mor­ti a causa di guer­ra, non da meno la stat­ua del milite igno­to ed anche il tap­peto erboso col­lo­ca­to ai pie­di del mon­u­men­to. Per il momen­to, dopo l’au­tor­iz­zazione del sin­da­co Luca Sebas­tiano — con­tin­ua Mar­coni — abbi­amo sta­bil­i­to di dare cor­so alla pulizia gen­erale. Suc­ces­si­va­mente sis­te­mer­e­mo il ter­reno, pianter­e­mo delle essen­ze fior­ifere con i col­ori rosso e bian­co che con il tap­peto verde for­mano il tri­col­ore. Ovvi­a­mente tut­to con l’opera dei volon­tari e quin­di nes­suna spe­sa a cari­co del comune.”

L’opera è sta­ta inau­gu­ra­ta il 28 set­tem­bre 1924. L’erezione del mon­u­men­to cos­ti­tuì anche il sec­on­do degli inter­ven­ti nove­cen­teschi di rin­no­va­men­to del­l’ur­ban­is­ti­ca del cen­tro stori­co. Il pri­mo fu il banchi­na­men­to del trat­to merid­ionale del por­to vec­chio. L’im­pre­sa com­portò l’ab­bat­ti­men­to del­la corti­na mer­la­ta del por­to e la demolizione del­la torre del Cadenòn. Abbat­ti­men­to e demolizione , volu­ti a furor di popo­lo ed al suono di una cam­pana a martel­lo. Il mon­u­men­to raf­figu­ra un fante in atto di portare nel­la mano destra una Vit­to­ria ala­ta e nel­la sin­is­tra una coro­na di alloro. Mano ora qua­si com­ple­ta­mente dis­trut­ta pri­va quin­di del­la coro­na di alloro. Il basa­men­to, toz­zo e soli­do, sostiene un ammas­so di roc­ce che va a finire in una diag­o­nale las­tra di pietra recante in cima un faro. A metà obelis­co sono incisi i nomi dei Cadu­ti del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale. Ai pie­di una las­tra in mar­mo, col­lo­ca­ta dopo la fine del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale reca i nomi di 18 cadu­ti e di ben 15 dis­per­si in terre lon­tane.

Ser­gio Baz­er­la

 

 

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