Undicimila pazienti all’anno

Nuovo mammografoalla clinica Pederzoli

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

L’ar­ri­vo del mam­mo­grafo dig­i­tale ha dato un nuo­vo impul­so al Servizio di diag­nos­ti­ca seno­log­i­ca del­la Casa di cura Pederzoli.«Anche nel nos­tro cam­po ques­ta tec­nolo­gia, sem­pre più dif­fusa, si tra­duce in molti van­tag­gi: dal­la riduzione dal 30 al 50 per cen­to del dosag­gio di radi­azioni, al fornire immag­i­ni con mag­gior con­trasto dunque più nitide delle indagi­ni effet­tuate. E questo anche nel caso di donne gio­vani», spie­ga Mara Tonegut­ti, medico radi­ol­o­go respon­s­abile del Servizio che lei stes­sa ha atti­va­to 15 anni fa a Peschiera. «Oggi vedi­amo cir­ca 11.000 pazi­en­ti l’anno, che arrivano anche da fuori la provin­cia di Verona. Il mam­mo­grafo dig­i­tale instal­la­to in queste set­ti­mane com­ple­ta la stru­men­tazione di cui disponi­amo e che include la riso­nan­za seno­log­i­ca e il mam­mo­tome: quest’ultima apparec­chiatu­ra, in par­ti­co­lare», sot­to­lin­ea la dot­tores­sa, «serve, evi­tan­do la sala oper­a­to­ria, a fare diret­ta­mente in ambu­la­to­rio la biop­sia gui­da­ta dal­la mam­mo­grafia alla for­mazione sospet­ta. E nel giro di pochi giorni si ha la rispos­ta isto­log­i­ca. Per questo quel­la del nos­tro Servizio non é solo un’attività di screen­ing ma anche di tipo clinico».L’ultimo accen­no di nuo­vo al mam­mo­grafo dig­i­tale. «Oltre a ren­dere più sem­plice l’archiviazione dei dati del­la paziente per­me­t­ten­do così negli anni di creare una specie di “sto­ria clin­i­ca” sul­lo sta­to di salute del­la stes­sa, ques­ta tec­nolo­gia che invia diret­ta­mente allo scher­mo del com­put­er l’e­same effet­tua­to ci con­sente di pot­er leg­gere indagi­ni fat­te in luoghi diver­si da qui: che si trat­ti di altre cit­tà o degli screen­ing mam­mo­grafi­ci su camper pro­mossi sul ter­ri­to­rio», con­clude Tonegut­ti, «le immag­i­ni arrivano alle nos­tre postazioni e pos­sono essere val­u­tate dai medici sen­za far muo­vere la paziente. Un grande aiu­to per noi e una riduzione sen­si­bile di dis­a­gi per la paziente.