S’inaugura oggi pomeriggio a Villa Carlotti

Nuovo museo più grande con reperti di tutta la zona

05/06/2004 in Avvenimenti
Parole chiave: - -
Di Luca Delpozzo
a.j.

È sta­to final­mente rior­ga­niz­za­to ad ampio rag­gio il che ha sede al munici­pio. Il comi­ta­to dell’istituzione museo ha infat­ti provve­du­to a recu­per­are, cat­a­log­a­re e quin­di pro­porre al pub­bli­co una serie di mate­ri­ali, da lun­go tem­po con­ser­vati, ma che per svariati e com­p­lessi motivi non è sta­to fino­ra pos­si­bile mostrare, che per­me­t­tono di seguire un per­cor­so tem­ati­co che va dai fos­sili dell’Era Terziaria all’età medio­e­vale. Ques­ta «nuo­va» collezione sarà inau­gu­ra­ta oggi pomerig­gio alle 17 pres­so nel­la sua col­lo­cazione nat­u­rale: Vil­la Car­lot­ti sede del munici­pio. La collezione pale­on­to­log­i­ca com­prende fos­sili di ammoni­ti, belem­ni­ti, granchi, bivalvi, echini­di, piante e coral­li che pre­sen­ta­vano rag­guarde­voli esem­plari: quel­la arche­o­log­i­ca con­tiene reper­ti del Pale­oliti­co e del Mesoliti­co che tes­ti­mo­ni­ano le più antiche fre­quen­tazioni umane del­la zona. Il Neoliti­co pro­pone due splen­dide accette in pietra verde levi­ga­ta e il corre­do di una sepoltura ritrovati alla Roc­ca di Riv­o­li e a Gaon. L’Età del Bron­zo è pre­sente con ciotole dec­o­rate, due asce ad alette e un rasoio prove­niente da Pesina, San Michele e Riv­o­li. I reper­ti dell’Età del Fer­ro sono sta­ti rin­venu­ti a Cas­tel di Pesina e a La Mot­ta e tra di loro spic­ca in par­ti­co­lare una spa­da celti­ca a doppio taglio; un corre­do com­ple­to di una tom­ba con due lucerne, una cop­pet­ta, due bal­samari in vetro e varie mon­ete tes­ti­mo­ni­ano l’epoca romana. L’edilizia del peri­o­do offre esem­pi di con­dut­ture per aria e acqua e colon­nine e fram­men­ti rin­venu­ti nel cor­so di scavi pres­so piaz­za San Mar­co nel cen­tro stori­co di Capri­no. «Il museo nel suo insieme», evi­den­ziano i due cura­tori, Mar­ti­na Benati e Gio­van­ni Riolfi «mostra uno spac­ca­to abbas­tan­za com­ple­to del­la sto­ria di Capri­no e del­la zona del , riper­cor­ri­bile gra­zie alle schede sui siti di ritrova­men­to e a una car­ta di dis­tribuzione topografi­ca delle local­ità». Annacar­la Brunel­li, pres­i­dente dell’istituzione bib­liote­ca museo, evi­den­zia come «dopo lunghe attese e numerosi sforzi» si sia rius­ci­ti final­mente a offrire al pub­bli­co un per­cor­so tem­ati­co più com­ple­to «che fino­ra non era sta­to pos­si­bile met­tere in mostra per vicende ammin­is­tra­tive e burocratiche».

Parole chiave: - -