Un gruppo inglese specializzato in grandi infrastrutture si candida a realizzare il presidio sanitario. I privati sono pronti ad investire 70 miliardi in cambio della gestione

Nuovo ospedale, il progetto è già realtà

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Roà Vol­ciano — La Bovis Lend Lease, pri­mario oper­a­tore inglese di project financ­ing nel mon­do, ha deposi­ta­to all’Azien­da ospedaliera di Desen­zano una pro­pos­ta per costru­ire (in regime di con­ces­sione) la nuo­va strut­tura di Roè Vol­ciano, che dovrebbe sos­ti­tuire Salò e il S.Corona di Fasano. L’im­por­to com­p­lessi­vo del­l’in­ves­ti­men­to supera i 70 mil­iar­di, com­pre­sa la for­ni­tu­ra delle attrez­za­ture mediche, ma esclusi i servizi. Il prog­et­to, pre­sen­ta­to uni­ta­mente alla soci­età Elyo Italia srl e Sir­cas spa, che oper­a­no nel set­tore impiantis­ti­co, nel­la ges­tione e nel­la manuten­zione, prevede la costruzione ex novo di una nuo­va unità da 122 posti let­to, des­ti­na­ta prin­ci­pal­mente alla riabil­i­tazione e alla dial­isi per un peri­o­do di 26 anni, con erogazione di tut­ti i servizi acces­sori, inclusa la manuten­zione, la pulizia e la parte alberghiera. Esclusa, invece, l’at­tiv­ità di tipo san­i­tario. Un’­op­er­azione stu­di­a­ta con l’as­sis­ten­za dell’avvocato Fed­eri­co Scot­ti, del­la Coud­ert Broth­ers di , occu­patosi del­la parte legale, e del­lo stu­dio Fer­rari di Lev­a­ta (Cur­ta­tone), che ha cura­to l’aspet­to tec­ni­co. I pro­mo­tori sono sta­ti assis­ti­ti anche dal­la soci­età di con­sulen­za Mazars & Guerani. Il piano eco­nom­i­co-finanziario è sta­to assev­er­a­to da Cre­diop. Sec­on­do quan­to pre­vis­to dal­l’art. 37 del­la Mer­loni ter, entro il 31 otto­bre dovreb­bero esprimere una val­u­tazione la e l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano. Nel caso di parere favorev­ole, si pro­ced­erebbe poi alla gara per l’ag­giu­di­cazione finale. L’an­no scor­so la Bovis Lend Lease ave­va pre­sen­ta­to un piano per la parziale ristrut­turazione e l’am­pli­a­men­to di un’ala degli Spedali Civili Riu­ni­ti di Bres­cia, con suc­ces­si­va ges­tione in con­ces­sione. Si è trat­ta­to del pri­mo prog­et­to approva­to in Italia ai sen­si del­la Mer­loni ter (delib­era del­la Giun­ta regionale del­lo scor­so 18 mag­gio). Adesso il ten­ta­ti­vo di fare il bis. La soci­età inglese è un colos­so impeg­na­to in tut­to il mon­do in impor­tan­ti real­iz­zazioni: le Tor­ri gemelle di Kuala Lumpur, la nuo­va sala con­feren­ze del Par­la­men­to europeo a Stras­bur­go, il ter­mi­nal aero­por­tuale di Pal­ma de Major­ca e il nuo­vo sca­lo inter­nazionale di Oak­land, negli Usa, gli ospedali di Bris­bane in Aus­tralia e Fort Laud­erdale, in Flori­da, solo per citare alcune opere. Nei giorni scor­si il con­siglio comu­nale di Roè Vol­ciano ha det­to di sì al nuo­vo ospedale, ponen­do una serie di palet­ti: certez­za del­la cop­er­tu­ra finanziaria del­l’­opera e tem­pi cer­ti di real­iz­zazione; nes­sun cos­to diret­to o indi­ret­to sulle spalle del munici­pio; la via­bil­ità non dovrà gravare su quel­la comu­nale, ma essere indipen­dente; soluzione dei prob­le­mi di inser­i­men­to ambi­en­tale. Ques­ta la delib­era approva­ta dal con­siglio, con 13 voti favorevoli, due con­trari (Lui­gi Ros­cia, Mar­co Quar­an­ta) e due usci­ti dal­l’aula (Clelia Mas­coli, Mario Apol­lo­nio). «Le strut­ture di Fasano e di Salò sono fatis­cen­ti, e non più idonee a garan­tire la qual­ità dei servizi e i liv­el­li di sicurez­za pre­visti dal­la nor­ma­ti­va attuale — ha affer­ma­to Gio­van­ni Momoli, medico, asses­sore ester­no -. La pro­pos­ta prevede di real­iz­zare 160 posti let­to, così sud­di­visi: Orto­pe­dia, Car­di­olo­gia e Geri­a­tria per la strut­tura Riabil­i­ta­ti­va, Med­i­c­i­na di natu­ra onco­log­i­ca e Hos­pice per la degen­za, Emodi­al­isi, Lab­o­ra­tori e cen­tro pre­lievi, Diag­nosi per immag­ine (radi­ografie, mam­mo­grafia, Tac, ecografie) e ambu­la­tori per il Pri­mo inter­ven­to». «Non dob­bi­amo dis­cutere il prog­et­to — ha aggiun­to il sin­da­co Mas­si­mo Ronchi -, ma dichiarare solo se disponi­bili o no ad accogliere la strut­tura». L’ex sin­da­co Giu­liano Scarpelli­ni: «E’ nec­es­sario creare posti per la lun­gode­gen­za, in quan­to non esistono strut­ture idonee per queste patolo­gie». Loren­zo Gabrieli: «Se non ver­ran­no for­nite le nec­es­sarie garanzie da parte del­l’Asl, il comune potrà negare la vari­ante al Piano rego­la­tore». Il capogrup­po Gian­vit­to­rio Peliz­zari ha espres­so l’im­peg­no a favore del­l’inizia­ti­va. Le mino­ranze. Clelia Mas­coli: «Gavar­do e Salò non sono in gra­do di fornire prestazioni adeguate. Ma sarebbe più oppor­tuno riqual­i­fi­care l’e­sistente. Roè è il luo­go meno adat­to, in quan­to il ter­ri­to­rio è già urban­iz­za­to. Inoltre l’in­ter­ven­to richiederà ulte­ri­ori strut­ture, a sup­por­to dei famil­iari dei degen­ti. In futuro si potrebbe indire un ref­er­en­dum». Lui­gi Ros­cia: «E’ dif­fi­cile non vol­ere il nuo­vo ospedale. Ma esistono dub­bi per la notev­ole inci­den­za sul ter­ri­to­rio. Inoltre non si conoscono i tem­pi di real­iz­zazione. Spero vengano real­iz­za­ti ambu­la­tori con servizi mod­erni ed effi­ci­en­ti, e non resti un luo­go gri­gio dove saran­no curati cit­ta­di­ni al 90% non bresciani».

Parole chiave: -