Il lotto del Comune è bloccato da settimane. Se ne riparlerà nel 2004. In difficoltà l’impresa edile, i tempi si allungano

Nuovo porto a singhiozzo

30/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò, i lavori per la costruzione del nuo­vo por­to alla Can­ot­tieri e la sis­temazione del piaz­za­le ester­no han­no subito (da un lato) un’accelerazione e (dall’altro) uno stop. Nel com­p­lesso si trat­ta di un’opera da quat­tro mil­iar­di (cir­ca) di vec­chie lire, che avrebbe dovu­to essere ulti­ma­ta nel prossi­mo aprile ma che, vista la situ­azione, slit­terà alla pri­mav­era 2004. Il lot­to bloc­ca­to da set­ti­mane è quel­lo del Comune. La «Sub­work» di Caselle di Som­macam­pagna (Verona), un’azienda edile spe­cial­iz­za­ta in lavori sub­ac­quei e opere in acqua, ave­va vin­to la gara d’appalto per la real­iz­zazione del trat­to sul retro dell’ospedale. Base d’asta: un mil­ione e 83 mila euro, equiv­alen­ti a due mil­iar­di e 98 mil­ioni di vec­chie lire. Diret­tori: lo stu­dio Udarch di Bres­cia, la Engi­neer­ing di Gavar­do e l’Ufficio tec­ni­co del Comune. Real­iz­za­to il molo ester­no, l’impresa avrebbe dovu­to sis­temare l’intero piaz­za­le ester­no, sca­v­an­do tra l’altro un canale largo quat­tro-cinque metri per met­tere in risalto i vec­chi bas­tioni. Ridot­ti ai min­i­mi ter­mi­ni i posti auto (ne rimar­ran­no una venti­na, davan­ti all’ufficio postale), al ter­mine dell’operazione i pedoni potran­no uti­liz­zare il gia­r­dinet­to arreda­to, costeggia­re il canale, entrare nel­la Can­ot­tieri, pros­eguire su una passerel­la e sbu­care sul molo del­la Sire­na o nel gia­rdi­no Ebra­nati. E, da qui, accedere al parcheg­gio Mar­tiri del­la Lib­ertà, conosci­u­to per il mer­ca­to del saba­to. La Sub­work ave­va 14 mesi di tem­po per effet­tuare i suoi lavori, dal 18 feb­braio 2002 al 17 mar­zo 2003. Ma una serie di con­trat­tem­pi e di lun­gag­gi­ni han­no indot­to il Munici­pio a inter­rompere il rap­por­to. E’ sta­ta trova­ta una soluzione amichev­ole, evi­tan­do cause civili. Adesso, però, bisogna effet­tuare il col­lau­do delle opere ese­gui­te e quan­tifi­care con esat­tez­za la parte com­ple­ta­ta. Poi occor­rerà redi­gere un nuo­vo ban­do e ripar­tire con un’altra gara d’appalto. Il che induce a ritenere che l’ultimazione avver­rà, appun­to, nel­la pri­mav­era dell’anno prossi­mo. Per il lot­to di com­pe­ten­za del­la Can­ot­tieri (la spe­sa sarà di altri due mil­iar­di di vec­chie lire) non esistono invece prob­le­mi. Una parte delle cab­ine erette nel dopoguer­ra è sta­ta abbat­tuta pro­prio in questi giorni, in modo da col­le­gare la passeg­gia­ta al gia­rdi­no delle mag­no­lie, ret­rostante il Palaz­zo delle Entrate. Il sta posan­do le con­dut­ture fog­nar­ie, sos­tituen­do così il tubo (fatis­cente) che cor­re­va sul fon­do. Già sis­temati i pon­tili, da attrez­zare con colon­nine per l’acqua e l’elettricità. Il por­to dis­porrà di 85 posti, di cui 20 per imbar­cazioni fino a 8 metri e mez­zo, 55 entro i dieci metri e 10 fino a dod­i­ci. Altre 25–30 rimar­ran­no «a sec­co», nel cor­tile. Per la diga foranea si è sce lta una tec­nolo­gia inno­v­a­ti­va ma al tem­po stes­so col­lau­da­ta. Una serie di cas­soni in cemen­to arma­to, di sette metri di larghez­za e assem­blati per post com­pres­sione, gal­leg­ger­an­no for­man­do un cor­po uni­co, immer­si in acqua per i due terzi del­la loro altez­za. L’ancoraggio sarà garan­ti­to da due pun­ti di vin­co­lo alle estrem­ità. «I fon­dali pro­fon­di del gol­fo — ripete Bruno Marel­li, diret­tore del­la Can­ot­tieri — non con­sen­ti­vano di real­iz­zare un impianto con la tradizionale tec­nolo­gia su pali. Così si è opta­to per i moli gal­leg­gianti pre­fab­bri­cati, che han­no un bas­so impat­to ambi­en­tale, emer­gono dal pelo dell’acqua per soli ses­san­ta cen­timetri, man­ten­gono sem­pre la stes­sa altez­za (indipen­den­te­mente dalle escur­sioni sta­gion­ali dei liv­el­li) e sono mod­i­fi­ca­bili o addirit­tura rimovi­bili». La Can­ot­tieri si è riv­ol­ta al geome­tra Enri­co Cor­ra­di, velista nel Mediter­ra­neo e pro­fon­do conosc­i­tore del lago, agli ingeg­neri Alvaro Savol­di e Anto­nio Ped­er­si­ni, affi­dan­do l’incarico dell’esecuzione alla «Sis­tema Wal­con srl». Poi si è finanzi­a­ta attra­ver­so due strade. Da un lato i soci, che han­no acquisi­to i posti bar­ca e che pagher­an­no una tar­if­fa annua di ormeg­gio oscil­lante tra 2.250 e 4.200 euro, in base alle dimen­sioni dell’imbarcazione. Dall’altro l’aiuto del­la «Aquadolce», il cui nome è scrit­to strana­mente sen­za la c. La spa, ammin­is­tra­ta da Orazio Rag­gi (il big del­la Sait di Cunet­tone ne è il pres­i­dente), Nico­la Tolet­ti­ni, Mari­no Cresci­ni, Dario Alessi, Mar­co Bion­do, Elio Fer­rari, Mau­ro Sal­vadori e Rober­to Zani­ni, rag­grup­pa un centi­naio di impren­di­tori del­la zona e ha un cap­i­tale ver­sato di dieci mil­iar­di di vec­chie lire. Effet­tua inves­ti­men­ti diver­si­fi­cati, e ha con­ces­so un presti­to a tas­so zero di 500 mila euro. La Can­ot­tieri dovrebbe rien­trare dall’investimento effet­tua­to in un arco di tem­po com­pre­so tra i cinque e i dieci anni.

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