Franceschini ricostruisce le tappe del progetto da 300 posti-barca: «Per ora è stato nel piano d’area regionale». Il sindaco conferma: «Presentata domanda da La Caravella»

«Nuovo porto fermo in Regione»

24/01/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il por­to fan­tas­ma di cui in Comune fino a qualche tem­po fa nes­suno sape­va si è mate­ri­al­iz­za­to e per il momen­to ha get­ta­to l’ancora. A dis­tan­za di mesi dal mor­morio del­la gente su un nuo­vo por­to con 300 posti bar­ca pre­vis­to nel­la sche­da por­tu­al­ità del piano d’area regionale sul­la lin­ea di con­fine con Bar­dolino, al cen­tro nau­ti­co «La Car­avel­la», il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni ha sci­olto il silen­zio stam­pa. «Abbi­amo affronta­to il tema a liv­el­lo di piano d’area quin­di per il momen­to siamo anco­ra alla fase di pura ipote­si», ha spie­ga­to, «pos­so solo dire che a metà dell’anno scor­so l’amministrazione ha avu­to un incon­tro a Gar­da con i diri­gen­ti region­ali dove si è par­la­to del­la por­tu­al­ità del lago». «Per Lazise», ha pre­cisato il sin­da­co, «abbi­amo fat­to parte­cipi la Regione di due pro­poste pri­vate che ci sono giunte: la pri­ma dal­la Nau­ti­ca Mod­e­na 2, che gestisce il pic­co­lo por­to sot­to il parcheg­gio La Mar­ra, per il quale è sta­to chiesto un adegua­men­to per l’assestamento dei muri perime­trali, un riordi­no inter­no ed un allarga­men­to del por­to. Il sec­on­do, appun­to, dal cen­tro nau­ti­co La Car­avel­la che ha chiesto la real­iz­zazione di un por­to pri­va­to su area dema­niale. I pri­vati han­no pre­sen­ta­to i prog­et­ti all’amministrazione, la quale però non era com­pe­tente ad esprimer­si, così ha svolto solo un ruo­lo di tramite con i rap­p­re­sen­tan­ti del piano d’area». «A questo pun­to», sot­to­lin­ea Frances­chi­ni, «è la Regione che dovrà esprimer­si. Noi siamo fer­mi a ques­ta fase, inter­ver­re­mo quan­do avre­mo, se le avre­mo, delle risposte da Venezia e, dal momen­to che si trat­ta di una scelta isti­tuzionale supe­ri­ore, noi respon­s­abil­mente rispon­der­e­mo in base a ciò che arriverà».Convocare delle assem­blee per sen­tire se le pro­poste sono accolte favorevol­mente dal­la popo­lazione non sem­bra al momen­to rien­trare nelle inten­zioni del sin­da­co, che però pun­tu­al­iz­za: «Per i pas­sag­gi suces­sivi a ques­ta fase si farà il nec­es­sario, inclusa l’informazione alla cit­tad­i­nan­za». Anche il vicesin­da­co Luca Sebas­tiano, che non più tar­di di un mese fa ave­va dichiara­to di non sapere nul­la del por­to, rib­adisce che a tutt’oggi non ne sa di più: «da quel­lo che pos­so capire l’amministrazione appro­va questo prog­et­to e lo por­ta avan­ti. Lo pos­so anche con­di­videre ma sic­come non lo conosco nel mer­i­to, non pos­so dare un giudizio».Giudizio net­ta­mente con­trario, invece, han­no espres­so i con­siglieri comu­nali di mino­ran­za a inizio gen­naio, quan­do han­no indet­to un’assemblea orga­niz­za­ta dal cir­co­lo Legam­bi­ente Terre del Gar­da di cui sono cofonda­tori. A dar voce al dis­senso il pres­i­dente provin­ciale di Legam­bi­ente, Michele Bertuc­co, che spie­ga: «In ques­ta vicen­da il Comune abdi­ca al pro­prio ruo­lo, per­ché spet­ta all’amministrazione fare scelte sul pro­prio ter­ri­to­rio ed even­tual­mente anche con­trastar­le se non le ritiene oppor­tune. La Regione non ha potere di vita o di morte sul ter­ri­to­rio e le scelte region­ali van­no fat­te sul­la base di un con­fron­to sul­la piani­fi­cazione del Comune. Altri­men­ti diven­ta una soluzione pilatesca, nel sen­so che l’amministrazione decide di non scegliere e si adegua alle deci­sioni prese da altri». «Il Comune», pros­egue Bertuc­co, «deve dichiarare cosa vuol fare e ha lo stru­men­to per far­lo: il Pat, piano ambi­en­tale ter­ri­to­ri­ale, nel quale dovreb­bero essere inserite queste indi­cazioni. Per noi questo por­to alla Car­avel­la è sbaglia­to per­ché sul Gar­da nuovi por­ti non ser­vono, come dice­va la Regione già 20 anni fa nel piano di coor­di­na­men­to regionale. Inoltre è un inter­ven­to pri­va­to che non affronta la razion­al­iz­zazione del­la por­tu­al­ità del lago». «Quin­di», con­clude Bertuc­co, «si cre­ano solo van­tag­gi per i pri­vati. Noi con­tinuiamo a ripetere da anni che il lago è un eco­sis­tema che non può sop­portare il peso di con­tin­ue immis­sioni di nuovi mezzi a motore, mag­a­ri con dimen­sioni e prestazioni stratos­feriche, come quel­lo che è sta­to ormeg­gia­to pochi giorni fa al por­to I Piop­pi».