Siglato in Provincia, auspice Cavalli, l’accordo di intenti fra il Comune bassaiolo e il Brescia calcio. 30mila posti alla Fascia d’oro, con corredo di «terziario»

Nuovo stadio, Montichiari dice sì

20/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Massimo Tedeschi

Niente mat­toni o sec­chi di cemen­to. Niente elmet­ti e caz­zuole. Eppure, ieri mat­ti­na in Bro­let­to, il sin­da­co di Mon­tichiari Gianan­to­nio Rosa e il pres­i­dente del Bres­cia cal­cio Gino Cori­oni han­no davvero posato una pri­ma pietra: la pri­ma di un lun­go iter politi­co-ammin­is­tra­ti­vo che dovrebbe portare, tem­po un anno e mez­zo o poco più, all’inaugurazione del nuo­vo sta­dio di Bres­cia. Ormai non ci sono più dub­bi: il Rig­a­mon­ti-bis, se nascerà, nascerà alla Fas­cia d’Oro, su un’area da 200mila metri qua­drati a est dell’area del­la ex Vul­ca­nia, a nord del­la Statale Goitese, di rimpet­to alla sede dell’ex spon­sor del Bres­cia Cal­cio, la Ris­to­ra. Ieri alla pre­sen­za del pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li (gran tes­si­tore dell’intesa) e degli asses­sori provin­ciali Bet­tin­soli (Ter­ri­to­rio) e Sala (Sport), Rosa e Cori­oni han­no sot­to­scrit­to un doc­u­men­to che va sot­to il tito­lo di “Accor­do di inten­ti per la real­iz­zazione del nuo­vo sta­dio di cal­cio”. Il lavorìo tec­ni­co fra gli uffi­ci comu­nali, quel­li provin­ciali e i tec­ni­ci del Bres­cia cal­cio, in realtà, è molto avan­za­to, e la Con­feren­za dei servizi che dovrebbe dare il via lib­era al maxi-inter­ven­to potrebbe persi­no riu­nir­si già entro l’anno. Ieri però i pro­tag­o­nisti dell’avventura-stadio han­no prefer­i­to ten­er­si sulle gen­er­ali. La fir­ma dell’«accordo di inten­ti», tut­tavia, ha una sua indub­bia ril­e­van­za e una sua solen­nità. Dice infat­ti che non si tor­na più indi­etro, e che munici­pio mon­te­clarense e Bres­cia cal­cio sono ormai sol­i­dali nell’impegno a real­iz­zare lo sta­dio. E alla svelta. La pre­mes­sa del doc­u­men­to (cinque pagine fitte di testo) ricor­da che, al giorno d’oggi, gli sta­di pos­sono per­me­t­ter­si di costru­ir­li solo i pri­vati. E lo pos­sono fare se, accan­to allo sta­dio, pos­sono real­iz­zare strut­ture per il tem­po libero assai più remu­ner­a­tive. A seguire viene per­ciò la clau­so­la che più inter­es­sa ai due con­traen­ti: il Bres­cia di Cori­oni si impeg­na a real­iz­zare uno sta­dio da 30mila posti nonchè «spazi a des­ti­nazione ludi­co, ricre­ati­va, direzionale, recetti­va e pro­dut­ti­va». Da parte sua il munici­pio di Mon­tichiari si assi­cu­ra che da questo corre­do siano esclusi «pun­ti di ven­di­ta indi­vidu­a­bili in pic­cole e/o medio-gran­di e/o gran­di strut­ture di ven­di­ta di tipo ali­menta­re, sal­vo il caso di trasfer­i­men­ti, pre­vio assen­so dell’amministrazione comu­nale di Mon­tichiari, da altre aree del ter­ri­to­rio comu­nale, di sif­fat­ti eser­cizi e pun­ti ven­di­ta». Insom­ma: il Bres­cia cal­cio potrà real­iz­zare strut­ture red­di­tizie (oltre a ris­toran­ti e negozi sportivi si par­la di una mul­ti­sala cin­e­matografi­ca da 11 scher­mi, di palestre e negozi sportivi, forse di uno show-room per diverse con­ces­sion­ar­ie d’auto) ma non scar­dinare gli equi­lib­ri com­mer­ciali di Mon­tichiari. In più, dovrà accol­lar­si la parte preva­lente del cos­to di «infra­strut­ture viarie di impor­tan­za comu­nale o provin­ciale def­i­nite ed indi­vid­u­ate dalle ammin­is­trazioni com­pe­ten­ti». Il Comune da parte sua si impeg­na a indi­vid­uare e attuare «gli stru­men­ti di sem­pli­fi­cazione e di con­cer­tazione ammin­is­tra­ti­va vigen­ti». La stra­da del­la con­feren­za dei servizi pare, a questo pun­to, obbli­ga­ta. Ma pas­si­amo ai com­men­ti dei pro­tag­o­nisti. Il sin­da­co Gianan­to­nio Rosa, con pru­den­za e cir­cospezione, par­la di «pri­mo pas­so di un per­cor­so anco­ra lun­go». Il tra­guar­do è però delin­eato: «Un nuo­vo sta­dio da 25–30mila posti per Bres­cia. I tem­pi? La parte real­iz­za­ti­va è breve, ma è quel­la buro­crat­i­ca a richiedere mesi, forse un anno». Rosa azzar­da anche un sog­no: che pure il Mon­tichiari cal­cio pos­sa gio­care nel nuo­vo sta­dio, e che il Bres­cia scel­ga il nuo­vo cen­tro sporti­vo che Mon­tichiari si accinge a real­iz­zare (tre campi nei pres­si del ) per l’allenamento delle sue gio­vanili. Gino Cori­oni, da parte sua, spriz­za un ottimis­mo con­ta­gioso: «Sono venu­to a Bres­cia per dotare la cit­tà di una squadra che riman­ga sta­bil­mente in serie A. L’ho det­to fin dal pri­mo giorno che un nuo­vo sta­dio è il fuori­classe più impor­tante che può avere. Oggi, invece, abbi­amo lo sta­dio di gran lun­ga peg­giore del­la Serie A». Il pas­so com­pi­u­to ieri è irre­versibile e Cori­oni lo ripete: «Sono fiducioso per la seri­età dell’Amministrazione di Mon­tichiari e dell’Amministrazione provin­ciale. Cer­to, con la fir­ma di oggi siamo tut­ti com­pro­mes­si». Dis­si­di con la cit­tà? Neanche par­larne. Cori­oni spie­ga: «Il Comune di Bres­cia può essere con­tento di ques­ta scelta che risolve un prob­le­ma trenten­nale. So che Corsi­ni ne è con­tento, anche per­chè è la soluzione più log­i­ca per la cit­tà». Quan­to ai tem­pi, Cori­oni spera di pot­er dis­putare sul nuo­vo cam­po il tor­neo 2003–2004. Ma c’è chi cul­la la sper­an­za di pot­er debuttare già a inizio 2003. Infine il pres­i­dente del Bro­let­to, Alber­to Cav­al­li, reg­ista dis­cre­to ma deter­mi­nante dell’operazione-stadio. Il suo aus­pi­cio è che «lo Sta­dio non sia usato una sola vol­ta alla set­ti­mana, ma diven­ti il ful­cro di una cit­tà del­lo sport che attiri sportivi e famiglie per tut­ta la set­ti­mana, per tut­to l’anno». Alla Provin­cia com­pete, in ques­ta parte, «la piani­fi­cazione urban­is­ti­ca di con­torno», aven­do un occhio di riguar­do «alla che va poten­zi­a­ta» e «al coin­vol­gi­men­to del­la Regione e degli altri Comu­ni inter­es­sati». E l’esodo del­lo sta­dio dal capolu­o­go? «Gio­va anche alla cit­tà. Ques­ta col­lo­cazione è sicu­ra­mente la migliore». Il caso-Bres­cia, una vol­ta di più, promette di impor­si a liv­el­lo nazionale: «Tante cit­tà — con­clude Cori­oni — aspet­tano di vedere come fun­ziona questo modo di costru­ire lo sta­dio. E sono pronte a copi­ar­ci, se la nos­tra for­mu­la funzionerà».

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