Ettore il cigno è il vero signore del lungolago

Nutrito dai commercianti

17/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Ettore l’impavido. Lo scon­troso. Con­trari­a­mente a quan­to potrebbe sem­brare, Ettore non è un uomo. È un ani­male. Per la pre­ci­sione un cig­no. Un cig­no appe­san­ti­to al pun­to tale da far fat­i­ca a alzarsi in volo: ci riesce per bre­vi trat­ti, a pelo dell’acqua del lago. Ettore è bian­chissi­mo ed ha una cer­ta età: sicu­ra­mente più di quat­tro anni, dicono a Lazise, dove è ben conosci­u­to. Vita bel­la e spen­sier­a­ta, la sua, sen­za far­si mai man­care le pre­li­batezze culi­nar­ie del pos­to. Ettore è un buongus­taio. In estate cer­ca il cibo diret­ta­mente dalle mani dei tedeschi, o sul­la banchi­na del lun­go­la­go Mar­coni oppure diret­ta­mente sulle spi­agge dei campeg­gi. È un «afe­ciona­do» dei campeg­gi. Lo conoscono tut­ti. D’inverno invece la vita è dura per chi, come lui e come per tut­ti quel­li che vivono di tur­is­mo, non ha introiti dal set­tore. Ma Ettore è intrapren­dente. Non si limi­ta a nuotare sull’acqua come i suoi sim­ili. Abban­dona ogni giorno la famiglia e si fa una bel­la passeg­gia­ta per le vie del cen­tro stori­co. Bar­col­lan­do e con pas­so deciso giunge dap­pri­ma in via Alberel­lo, dal gior­nali­no. Non com­pra il gior­nale e nem­meno è inter­es­sato alla let­tura. Attende invece Gian­ni De Angeli, il tito­lare del­la riven­di­ta, per pot­er sgra­noc­chiare subito, e di cor­sa, almeno due bei grissi­ni. «Se non esco subito», spie­ga De Angeli, «mi bat­te al vetro del negozio con il bec­co. È il seg­nale. Sa che io lo accon­tento. Spes­so mi por­ta un regali­no», sor­ride, «ed allo­ra mi toc­ca anche pulire. Ettore, cosi l’abbiamo chiam­a­to noi com­mer­cianti», aggiunge De Angeli, «è fat­to così, ma è sim­pati­co a tut­ti in paese». Fini­to il suo pri­mo spunti­no in via Alberel­lo, il cig­no si incam­mi­na per rag­giun­gere il negozio di frut­ta e ver­du­ra in via Sco­lari. Lì ten­ta di agguantare, mag­a­ri non vis­to, qualche pomodoro in bel­la mostra: se la tito­lare lo vede pri­ma del mis­fat­to, lo accon­tenta con qualche prim­izia. La gior­na­ta di Ettore non è fini­ta. Gira anco­ra per il paese. Si fer­ma di fronte a qualche bar o negozio, e aspet­ta. Qual­cuno arri­va sem­pre con un pen­sieri­no buono per lui. Sazio, pian piani­no, rien­tra in famiglia, sul lun­go­la­go. Con la pan­cia piena e sod­dis­fat­to si ded­i­ca al nuo­to ed alla pulizia delle piume nell’attesa del­la sera e di un’altra gior­na­ta in centro.