Prorogata la rassegna che espone articoli realizzati dagli artigiani per una forma di commercio eco-sostenibile

Oggetti dell’Amazzonia in mostra a Palazzo Coen

23/04/2006 in Mostre
Di Luca Delpozzo
se.za.

Il grande suc­ces­so di pub­bli­co ha indot­to a pro­rog­a­re «Tucuma». La mostra, allesti­ta nel Fon­da­co di Palaz­zo Coen a Salò, e inau­gu­ra­ta dal sot­toseg­re­tario agli Esteri Alfre­do Man­ti­ca, avrebbe dovu­to chi­ud­ere mart­edì 25 aprile. Invece il Comune ha deciso di ten­er­la aper­ta ulte­ri­or­mente. Orario: 10–12, il ven­erdì anche dalle 18 alle 21, saba­to, domeni­ca e fes­tivi 10–12 e 18–22. Ingres­so libero. Sono esposti ogget­ti di alto design ottenu­ti con il resid­uo del­la fores­ta amaz­zon­i­ca. Si trat­ta di pezzi (sga­bel­li, tavoli, vas­soi, ces­te por­ta­pane, maschere, sfere, bas­toni di dan­za, remi, ecc.) che incan­tano per bellez­za e sem­plic­ità, per sobri­età ed equi­lib­rio delle forme, nate dal­l’in­ven­ti­va dei design­er e lavo­rate dal­la mani magiche di artisti popo­lari. Tucuma è il nome di una pal­ma tipi­ca del Sud Amer­i­ca e, in par­ti­co­lare, del­l’A­maz­zo­nia, dove è nato il prog­et­to del­la Fon­dazione cen­tro di anal­isi, ricer­ca e inno­vazione tec­no­log­i­ca (Fucapi). L’o­bi­et­ti­vo è di incanalare l’at­tiv­ità degli arti­giani che, per man­can­za di oppor­tu­nità, si ded­i­ca­vano ad attiv­ità di sus­sis­ten­za, a scapi­to del­la loro grande capac­ità. Il pro­gram­ma parte dal­la realtà sociale, dal­la pecu­liar­ità cul­tur­ale e dalle poten­zial­ità umane di questo ampio ter­ri­to­rio, per ottenere dei ricavi, e miglio­rare la qual­ità di vita. Il leg­no che viene uti­liz­za­to è il resid­uo nat­u­rale del­la fores­ta. Un recente stu­dio del­l’I­ma­zon ha ril­e­va­to che, per ogni metro quadro di leg­no, solo il 35% viene trasfor­ma­to in prodot­to fini­to. Il restante 65% rimane sul ter­reno, e finisce per essere bru­ci­a­to. Sono gli arti­giani e le famiglie locali a effet­tuare la lavo­razione, real­iz­zan­do pezzi di alta qual­ità, sec­on­do i det­ta­mi del design­er. Non si trat­ta di arti­coli indus­tri­ali, des­ti­nati al grande mer­ca­to di mas­sa. L’in­ten­zione è comunque di incre­mentare questo tipo di com­mer­cio eco-sosteni­bile. «Non è una mostra mer­ca­to, ma una espo­sizione artis­ti­ca — sot­to­lin­ea il vicesin­da­co Gualtiero Comi­ni, asses­sore alla cul­tura — che pun­ta alla dif­fu­sione del­la cul­tura e alla sal­va­guardia del­l’am­bi­ente amaz­zon­i­co, sen­za trascu­rare il dis­cor­so sociale». Il cura­tore Mau­ro Bono­mi, di Mus­co­l­ine: «È la pri­ma vol­ta che orga­nizzi­amo in Italia una mostra sim­i­le. Ci sem­bra che rives­ta un grande significato».