Il Veneto che invecchia:al via il Progetto Care per identificare le soluzionipiù utili ed efficaci per la terza età.

Oggi a Garda si svolge il convegno “Percorsi assistenziali integrati per l’anziano fragile”

21/06/2008 in Convegni
Di Luca Delpozzo

Geri­atri, ammin­is­tra­tori, medici di med­i­c­i­na gen­erale, spe­cial­isti del Trivene­toe dell’Emilia Romagna riu­ni­ti da oggi a Gar­da in occa­sione del convegno“Percorsi assis­ten­ziali inte­grati per l’anziano frag­ile”, real­iz­za­to dal­la Soci­etàI­tal­iana di Geron­tolo­gia e Geri­a­tria (SIGG) con la col­lab­o­razione di sanofiaventisnell’ambito del prog­et­to CARE (Cura e tutela del paziente Anzianonelle REs­i­den­ze san­i­tarie assistite).In Italia più di una per­sona su cinque ha super­a­to i 65 anni e spes­so si trat­ta­di uomi­ni e donne che neces­si­tano di assis­ten­za mira­ta. Sot­to la lente diin­grandi­men­to le prob­lem­atiche sociali e san­i­tarie dell’anziano, le difficoltàdell’assistenza in caso di fragilità, le più recen­ti scop­erte sulle patolo­gie piùfre­quen­ti nel­la terza età. Anco­ra pochi i let­ti disponi­bili in RSA: la medi­anazionale par­la di 2,06 posti let­to ogni 100 ultra­ses­santac­inquen­ni. Eppure leRes­i­den­ze San­i­tarie Assis­ten­ziali (RSA) offrono una modal­ità di rispos­ta alle­si­tu­azioni di bisog­no san­i­tario dell’anziano frag­ile: una popo­lazione la cuiprevalen­za tende ad aumentare in modo espo­nen­ziale con l’avanzare dell’età,e che sec­on­do le stime attuali rap­p­re­sen­terebbe il 3% degli indi­vidui di età­com­pre­sa tra 65 e 70 anni e oltre il 25% di quel­li tra gli 85 e gli 89 anni dietà.Nel 2000 c’erano cir­ca 600 mil­ioni di per­sone con più di 60 anni in tut­to il mon­do, nel 2025 ce nesaran­no 1,2 mil­iar­di e 2 mil­iar­di nel 2050. Bas­tano queste cifre a ricor­dare quan­to sia impor­tan­te­creare un “prog­et­to” socio-assis­ten­ziale per l’anziano, anche e soprat­tut­to in Italia dove ormai laquo­ta degli over65 ha ampia­mente super­a­to il 20 per cen­to del­la popo­lazione generale.L’aumento dell’aspettativa di vita alla nasci­ta, come pure del­la vita media col suc­ced­er­si del­le­gen­er­azioni, impli­ca che un numero sem­pre cres­cente di anni ven­gono trascor­si in senescenza.Ciò com­por­ta con­seguen­ze socio-san­i­tarie di vas­ta por­ta­ta, con­fer­en­do impor­tan­za pri­or­i­taria alla­pos­si­bil­ità che le per­sone anziane vivano la pro­pria senescen­za nelle migliori con­dizioni di salutepos­si­bili.