Oggi, a Arco, chiude «Pagine del Garda»

20/11/2016 in Attualità, Cultura
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Di Redazione

Si con­clude oggi, domeni­ca 20 novem­bre, la 24ª rasseg­na del­l’ed­i­to­ria garde­sana «»: la mostra del libro nel salone delle feste del Cas­inò munic­i­pale è aper­ta dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30, men­tre nel­la vic­i­na sala con­sil­iare alle 16 si pre­sen­ta il libro di Pao­lo Boc­cafoglio «Ter­ra di con­fine. Edith von Sal­burg: dal Kurort di Arco alla Dres­da nazion­al­so­cial­ista» (ed. Il ). Pre­sen­tazione a cura del­l’au­tore, di Mau­ro Grazi­oli e Pao­la Maria Fil­ip­pi. Infine, alle 20.30 all’o­ra­to­rio San Gabriele si proi­et­ta il nuo­vis­si­mo docu­film di Francesco Fei «Segan­ti­ni, ritorno alla natu­ra», vinci­tore del Pre­mio del pub­bli­co nel­la sezione Arte al Biografilm Fes­ti­val di Bologna lo scor­so giug­no. Con Fil­ip­po Timi; dura­ta un’o­ra e 16 minu­ti; ingres­so libero (fino a esauri­men­to dei posti); sarà pre­sente il reg­ista Francesco Fei.

edith-von-salburg-nella-sua-casa-di-arco-01Ter­ra di con­fine. Edith von Sal­burg: dal Kurort di Arco alla Dres­da nazion­al­so­cial­ista

a cura di Pao­lo Boc­cafoglio

Quan­do la con­tes­sa Edith von Sal­burg (1868–1942) giunge ad Arco nel­la pri­mav­era del 1898 per sog­giornarvi fino al mag­gio del 1914 insieme al mar­i­to, il barone Franz Krieg von Hochfelden, ave­va già rag­giun­to una cer­ta noto­ri­età come scrit­trice. Dopo aver esor­di­to gio­vanis­si­ma ed aver mietu­to fin dal 1888 ripetu­ti suc­ces­si con dram­mi e tragedie di sogget­to stori­co nei teatri di Graz, Linz, Baden, era sali­ta a fama nazionale per alcu­ni romanzi forte­mente polemi­ci nei con­fron­ti dell’aristocrazia e degli ambi­en­ti di corte. Oltre a numerose altre opere, frut­to diret­to del­la per­ma­nen­za ad Arco furono i romanzi Deutsche Frauen in Welsch­land (Donne tedesche in ter­ra ital­iana) del 1909 e Das Haus an der Gren­ze. Ein Roman aus Südtirol (La casa in ter­ra di con­fine. Un roman­zo dal Sudtiro­lo) del 1915 e il sec­on­do dei tre volu­mi del­la sua auto­bi­ografia Erin­nerun­gen ein­er Respek­t­losen (Ricor­di di una irrispet­tosa) del 1927–8.

L’arretratezza dell’economia trenti­na con una nobiltà di provin­cia chiusa in dife­sa dei suoi priv­i­le­gi ed un ceto con­tadi­no sot­tomes­so e sen­za prospet­tive, l’immobilismo di una soci­età in cui il grup­po famil­iare con­diziona pesan­te­mente i rap­por­ti per­son­ali con la don­na con­dan­na­ta alla sot­tomis­sione, la fun­zione con­ser­va­trice svol­ta dal­la Chiesa attra­ver­so un sof­fo­cante con­trol­lo delle coscien­ze, sono questi i temi che per­cor­rono le pagine del pri­mo roman­zo che, ambi­en­ta­to in una cit­tad­i­na in cui pos­si­amo riconoscere Arco, mette in sce­na il mat­ri­mo­nio, des­ti­na­to ad entrare in crisi, tra un ric­co pos­si­dente, l’italiano Andrea Tor­na­di­ni, e la tedesca Mar­i­anne Höriger.

Le dif­fi­coltà insite nel rap­por­to tra coni­u­gi di diver­sa nazion­al­ità, cul­tura e men­tal­ità, si con­fer­ma anco­ra più dram­mati­ca­mente nel sec­on­do roman­zo, vis­to che allo scop­pio del­la guer­ra la famiglia “mista” Mir si divide tra chi parteggia per gli ital­iani e chi per gli aus­triaci.

La Sal­burg che, pur pre­sen­tan­do ele­men­ti pro­gres­sivi quali una spic­ca­ta coscien­za sociale, una con­cezione mod­er­na del ruo­lo del­la don­na, una visione reli­giosa non big­ot­ta, fin da gio­vane ave­va mat­u­ra­to una posizione vic­i­na a quel movi­men­to deutsch-völkisch in cui panger­manes­i­mo e anti­semitismo era­no le com­po­nen­ti carat­ter­iz­zan­ti, in questi due romanzi finisce con lo scior­inare tut­ti i pregiudizi e i cliché nazion­al­is­ti­ci più vieti nei con­fron­ti degli ital­iani.

In segui­to le espe­rien­ze vis­sute durante e dopo la guer­ra (declas­sa­men­to, impov­er­i­men­to accel­er­arono e rad­i­cal­iz­zarono le sue scelte politiche por­tan­dola ad un’aperta ade­sione al nazion­al­so­cial­is­mo. Domeni­ca 20 novem­bre alle ore 16.00, nell’ambito del­la XXIV Mostra del libro “Pagine del Gar­da”, pres­so la Sala con­sil­iare del Cas­inò di Arco, ne par­ler­an­no Pao­la Maria Fil­ip­pi, Mau­ro Grazi­oli e Pao­lo Boc­cafoglio, autore del con­trib­u­to sul­la scrit­trice pub­bli­ca­to dal­la riv­ista “Il Som­mo­la­go”.

segantini-ritorno-alla-natura_3Segan­ti­ni, ritorno alla luce

docu­film, regia di Grancesco Fei

In atte­sa del­l’us­ci­ta nelle sale con Nexo Dig­i­tal il 17 e 18 gen­naio 2017, appro­da ad Arco il film-doc­u­men­tario «Segan­ti­ni, ritorno alla natu­ra». Vinci­tore del Pre­mio del pub­bli­co nel­la sezione Arte al Biografilm Fes­ti­val di Bologna lo scor­so giug­no, il film sul­la sto­ria del pit­tore nato nel­la cit­tad­i­na del Bas­so Sar­ca nel 1858 è inter­pre­ta­to da Fil­ip­po Timi e diret­to da Francesco Fei, con Gio­con­da Segan­ti­ni, Annie-Paule Quin­sac, Fran­co Mar­roc­co, Romano Tur­ri­ni. Prodot­to da Apnea Film, «Segan­ti­ni, ritorno alla natu­ra» è sta­to scrit­to a sei mani da Rober­ta Bonaz­za, Francesco Fei e Fed­er­i­ca Masin. Preziose per lo svilup­po del prog­et­to la col­lab­o­razione con Sky Arte HD, la co-pro­duzione del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, del Comune di Arco e il sup­por­to del­la Fon­dazione Lom­bar­dia Film Com­mis­sion. La vita del pit­tore Gio­van­ni Segan­ti­ni, inter­pre­ta­to da Fil­ip­po Timi, è ricostru­i­ta nei luoghi che le fecero da sfon­do e ispi­razione, inda­gan­do sul sen­so che il luo­go d’origine dell’artista ebbe in tutte le sue suc­ces­sive vicende artis­tiche e di vita. Segan­ti­ni ritorno alla natu­ra nar­ra la sto­ria sin­go­lare e stra­or­di­nar­ia di Gio­van­ni Segan­ti­ni, ponen­do l’ac­cen­to sul suo modo di sen­tire la natu­ra come fonte d’ispi­razione artis­ti­ca e spir­i­tuale.

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