La gestione associata sul Garda e l’Eridio in futuro potrebbe occuparsi anche di navigazione. Canoni per 1,2 milioni: prosegue la caccia agli evasori

Oggi le boe, domani gli aliscafi

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Per il 2003 la ges­tione asso­ci­a­ta del demanio lacuale extra­por­tuale, che com­prende quat­tordi­ci local­ità del­la riv­iera bres­ciana del Gar­da e i tre di Idro, ha accer­ta­to 1 mil­ione e 266 mila euro di canoni. Di questo impor­to com­p­lessi­vo, fino al 30 giug­no era­no sta­ti incas­sati 742 mila euro. Altri quat­tri­ni, ver­sa­ti dai pri­vati agli uffi­ci postali, sta­vano anco­ra arrivan­do alla sede di Salò, diret­ta da Faus­ta Ton­ni. Il dis­cor­so riguar­da le con­ces­sioni di boe, pon­tili, gia­r­di­ni, aree per rimes­sag­gi e cen­tri nau­ti­ci fuori dai por­ti. Ma presto si potrebbe allargare alla ges­tione del­la inter­na, quin­di ai bat­tel­li di lin­ea. Un busi­ness di notev­ole impor­tan­za. Le cifre. Si va dai 309 mila euro di Sirmione ai 244 mila di Toscolano Mader­no, dai 128 mila di Moni­ga a 110 mila di Maner­ba, dai 100 mila di Padenghe ai 90 mila di Desen­zano, dai 66 mila di Salò ai 61 mila di Gar­done Riv­iera, ecc. Il 50% di tali entrate viene gira­to ai sin­goli comu­ni e il 40% alla ; il 10% rimane alla ges­tione asso­ci­a­ta. Il pas­sag­gio delle com­pe­ten­ze dal Pirellone, che le ha tenute fino a metà del 2001, sta pro­ducen­do notevoli frut­ti. Anche se non è pos­si­bile effet­tuare un raf­fron­to con il pas­sato, poichè non si conoscono le cifre incas­sate a suo tem­po da . «Noi cer­chi­amo di evadere le nuove domande in tem­pi bre­vi, e teni­amo le con­feren­ze dei servizi per il rilas­cio delle con­ces­sioni — han­no spie­ga­to Faus­ta Ton­ni e il pres­i­dente Bernar­do Berar­dinel­li -. Entro due mesi rispon­di­amo a tut­ti. Per quan­to riguar­da le vec­chie pratiche, abbi­amo pre­so in mano le più grosse, da 20 a 30 mila euro. Entro la fine del 2004 con­fidi­amo di sanare anche le altre. Ci sono anni e anni di canoni arretrati mai accer­tati nè riscos­si dal­la Regione, attra­ver­so l’A­gen­zia del demanio». All’assemblea, svoltasi nel­la sala del cen­tro sociale «I pini» a Salò, han­no parte­ci­pa­to i sin­daci o i loro del­e­gati. E’ sta­to approva­to il con­sun­ti­vo del­la ges­tione 2002, con 812 mila euro incas­sati diret­ta­mente, 94 mila rim­bor­sa­ti dal Pirellone rel­a­tivi al 2001-02 (molti pri­vati non sape­vano di dover inviare i quat­tri­ni al nuo­vo uffi­cio di Salò), 5700 di sanzioni ammin­is­tra­tive, ecc., per un totale di 971 mila euro. «Abbi­amo bisog­no di un agente che esca a effet­tuare gli accer­ta­men­ti, quel­lo che ave­va­mo si è dimes­so. Col risul­ta­to che, dai 5700 euro di multe, siamo ora pas­sati a 400 — pros­egue Ton­ni -. Rice­vi­amo spes­so tele­fonate di questo tenore: io pago il canone per la boa, il mio vici­no no. I e la si dan­no da fare, ma poi devono venire in uffi­cio per effet­tuare i cal­coli, assai com­pli­cati. La loro pre­sen­za serve da deter­rente. E il trasfer­i­men­to delle fun­zioni da Milano in loco sta inducen­do molte per­sone a rego­lar­iz­zare la loro posizione». Maner­ba ha inizia­to a com­bat­tere il fenom­e­no del­l’abu­sivis­mo alles­ten­do campi-boe. «Con­tin­u­ano ad affi­dar­ci nuovi com­pi­ti — aggiunge la sig­no­ra Ton­ni -, come la delim­i­tazione delle zone por­tu­ali con l’A­gen­zia del demanio, la ver­i­fi­ca di con­for­mità delle opere finanzi­ate dal­la Regione e real­iz­zate dai comu­ni, ecc. Sen­za dimen­ti­care la neces­sità di man­tenere in effi­cien­za le seg­nalazioni lumi­no se (ad esem­pio all’) e di effet­tuare la manuten­zione stra­or­di­nar­ia delle indi­cazioni gial­lonere, molto rov­inate». Due fun­zionari del Pirellone, Rolan­do Imbrò e Alessio Picarel­li, han­no spie­ga­to che «in pas­sato i con­trol­li sulle boe e le con­ces­sioni era­no piut­tosto alle­gri. Voi state dan­do un seg­nale impor­tante, e i risul­tati sono pos­i­tivi. L’at­tiv­ità delle ges­tioni asso­ciate con­tin­uerà a espan­der­si. E le risorse aumenter­an­no. Ormai lavo­riamo all’ipote­si di pren­dere in cari­co la nav­igazione inter­na, come già suc­ces­so a Iseo. Mag­a­ri ver­rà for­ma­to un con­sorzio, con una autono­mia mag­giore». E’ sta­to soll­e­va­to anche il dis­cor­so del­l’ingeg­nere idrauli­co da nom­inare per l’e­same di prog­et­ti riguardan­ti il lago. «Sia chiaro — han­no con­clu­so i fun­zionari region­ali — che noi sti­amo facen­do un’azione di sal­va­guardia. Abbi­amo boc­cia­to prog­et­ti assur­di, che vol­e­vano creare gia­r­di­ni sul­l’ac­qua o piazze invaden­do l’alveo. Decen­tra­men­to non sig­nifi­ca dereg­u­la­tion asso­lu­ta. Le norme esistono anco­ra. Cer­chi­amo di sal­va­guardare il ter­ri­to­rio e le spi­agge, com­in­cian­do a met­tere un po’ di qualità».