Tutti sul sagrato della chiesa Il parroco lascia la sua gente

Oggi nella frazione di San Benedetto

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Di Luca Delpozzo
g.b.

L’intera comu­nità del­la frazione di San Benedet­to si prepara a salutare don Giuseppe Righ­i­ni, da dieci anni par­ro­co del­la local­ità e che ha chiesto di andare in pen­sione; dal 15 set­tem­bre sarà sos­ti­tu­ito da don Lui­gi Mainente, diret­tore del­la casa di San Fiden­zio. Oggi, a par­tire dalle 20, il sagra­to del­la chiesa si trasformerà in un pun­to di ritro­vo per quan­ti vor­ran­no parte­ci­pare, con la loro pre­sen­za, al com­mi­a­to al prela­to che ha con­trib­u­to alla mag­giore cresci­ta di tut­ta l’attività par­roc­chiale. «Don Giuseppe è sta­to un pun­to di rifer­i­men­to per tut­ti noi», dice Giuseppe Luce dell’Anspi di San Benedet­to, «pro­prio gra­zie alla sua disponi­bil­ità e sem­plic­ità. Sen­za di lui molte attiv­ità non sareb­bero nate ma una vol­ta intrapre­sa la via ha sem­pre saputo e volu­to far­si da parte, cer­can­do di aiutare ognuno a trovare la nec­es­saria autono­mia». Il cir­co­lo Anspi è nato, infat­ti, in questi anni, e don Giuseppe è sta­to uno dei suoi fonda­tori e pro­mo­tori, con il coro par­roc­chiale, il , il grup­po del­la terza età e quel­lo del­la scuo­la mater­na: tut­ti han­no potu­to con­tare sul­la sua conc­re­ta col­lab­o­razione. Lo stes­so vale per impor­tan­ti prog­et­ti, come ad esem­pio, la «vec­chia chieset­ta», la pri­ma del­la frazione e, per questo, così sen­ti­ta da tan­ti abi­tan­ti. Era diven­ta­ta un ripostiglio e in questo decen­nio è sta­ta recu­per­a­ta gra­zie alla sua deter­mi­nazione e oggi viene uti­liz­za­ta per le messe infra­set­ti­manali. Ma non man­cano tra le sue iniz­itive il cam­po da cal­cio adi­a­cente alla chiesa par­roc­chiale, che è sta­to sis­tem­ato, così come la real­iz­zazione del­la pias­tra poli­va­lente degli impianti sportivi. «La nos­tra comu­nità ha ritrova­to, gra­zie a lui, spazi impor­tan­ti, risco­pren­do, al con­tem­po, la voglia e il gus­to del­lo stare insieme con uno spir­i­to di unione e col­lab­o­razione che pri­ma non c’era: non c’è per­sona di San Benedet­to che oggi non par­li con dispi­acere del­la sua parten­za e siamo sicuri», con­clude Luce, «che oggi sare­mo in tan­ti a dirgli “gra­zie” e ad augu­rar­gli ogni bene possibile».

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