Bersani dovrà sancire la «concessione» definitiva dell’attività aerea a Montichiari.

Oggi si decide sul futuro del d’Annunzio

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Di Luca Delpozzo
Gianfranco Bertoli

Si scriverà con ogni prob­a­bil­ità oggi, a Roma. un altro impor­tante capi­to­lo del­la sto­ria dell’aeroporto bres­ciano, il «D’Annunzio» di Mon­tichiari. É infat­ti in pro­gram­ma all’Asso-aeroporti la riu­nione con il min­istro dei Trasporti, Bersani. che si spera asseg­ni anche alla strut­tura bres­ciana la «con­ces­sione» defin­i­ti­va all’esercizio aereo. Come altri aero­por­ti ital­iani, lo sca­lo di Mon­tichiari ha infat­ti inizia­to l’attività in un regime sostanzial­mente provvi­so­rio al quale si dovrà sos­ti­tuire quel­lo defin­i­ti­vo. A Roma, per sostenere le ragioni del «D’Annunzio» non ci sarà nes­sun bres­ciano, ma il pres­i­dente del­la «Cat­ul­lo», Fer­nan­do San­son, che sarà però in col­lega­men­to stret­to con gli ambi­en­ti del­la Provin­cia ed in par­ti­co­lare con l’assessore ai Trasporti, Vig­ilio Bet­tin­soli. «Il defin­i­ti­vo via lib­era romano — spie­ga l’assessore — è ele­men­to deci­si­vo per dis­eg­nare con seren­ità il futuro soci­etario del­lo sca­lo bres­ciano. Con quest’ultimo ’tim­bro’ , già il 17 luglio porter­e­mo in Con­siglio provin­ciale atto cos­ti­tu­ti­vo e statu­to del­la nuo­va soci­età di ges­tione del­la quale faran­no parte inizial­mente «Cat­ul­lo», in mag­gio­ran­za, Provin­cia e Cam­era di Com­mer­cio». Pro­prio la nuo­va soci­età, la «D’Annunzio Spa», potrebbe essere la chi­ave di vol­ta non solo per chiarire l’assetto del­la pro­pri­età e dei dirit­ti, ma pure per dis­eg­nare una strate­gia di svilup­po aggres­si­va per i prossi­mi mesi. «Il pri­mo pas­so dei nuovi ammin­is­tra­tori — aggiunge infat­ti Bet­tin­soli — sarà pro­prio l’allargamento del­la base sociale, anche medi­ante un aumen­to di cap­i­tale ad hoc. Abbi­amo già con­tat­ti impor­tan­ti con la Sab­co, che gestisce Orio al Serio e la Dmg, il colos­so amer­i­cano inter­es­sato al traf­fi­co mer­ci. In questo pas­sag­gio uno spazio potrebbe essere ris­er­va­to anche alla parte­ci­pazione di altri oper­a­tori, pub­bli­ci e pri­vati, ad oper­a­tori tur­is­ti­ci o a vet­tori che volessero puntare con noi sul­la cresci­ta del sis­tema aero­por­tuale del Gar­da». Non a caso pro­prio Bet­tin­soli allude al sis­tema di aero­por­ti bena­cen­si, per­chè notizie sem­pre più insis­ten­ti, pur se non anco­ra con­fer­mate uffi­cial­mente in sede min­is­te­ri­ale, dan­no per cer­ta la lenta, inevitabile dis­mis­sione, da parte dei mil­i­tari, dell’aeroporto di Ghe­di. Il che con­sen­tirebbe di guardare con un occhio diver­so ad un sis­tema aero­por­tuale cen­tra­to pro­prio sulle due piste gemelle di Mon­tichiari e di Ghe­di. Fin d’ora, comunque, anche , con­sigliere provin­ciale e mem­bro bres­ciano del Con­siglio di ammin­is­trazione del «Cat­ul­lo» invi­ta tut­ti a pen­sare in ter­mi­ni di «sis­tema aero­por­tuale» ancor pri­ma di guardare agli asset­ti soci­etari. «Quan­do abbi­amo avvi­a­to l’operazione aero­por­to di Mon­tichiari — ricor­da Galper­ti — abbi­amo pen­sato ad un polo autonomo di servizi legati al trasporto aereo di per­sone e di mer­ci, inte­gra­to in un sis­tema vas­to che com­pren­desse Verona e Berg­amo. Un polo, in qualche modo anche alter­na­ti­vo a Malpen­sa, che offrisse alle popo­lazioni ed agli oper­a­tori eco­nomi­ci di ques­ta parte d’Italia col­lega­men­ti rapi­di ed effi­ci­en­ti, a costi con­cor­ren­ziali, con il resto d’Europa e del Mon­do. Ora si trat­ta di dare con­cretez­za a questo dis­eg­no, ver­i­f­i­can­do innanz­i­tut­to con Berg­amo gli inter­es­si real­mente con­ver­gen­ti. Se si tro­verà, come io cre­do, ques­ta asso­nan­za di obi­et­tivi, una soluzione soci­etaria o di sem­plice col­lab­o­razione non sarà dif­fi­cile da sot­to­scri­vere, anche rap­i­da­mente». Sul pos­si­bile posizion­a­men­to di aerei e rotte del­la com­pag­nia vene­ta Volare Air­lines a Mon­tichiari, Galper­ti mostra poi per intero il suo con­sen­so. «Volare annun­cia in questi giorni una sig­ni­fica­ti­va espan­sione con l’acquisizione di AirEu­rope — com­men­ta — É una com­pag­nia gio­vane che sta viven­do un momen­to d’oro, con prog­et­ti e pro­gram­mi su vas­ta scala. Potrebbe essere davvero inter­es­sante se questo vet­tore, cresci­u­to rap­i­da­mente su altri scali, pren­desse in con­sid­er­azione l’ipotesi di uti­liz­zare anche il D’Annunzio». Nelle parole di Galper­ti, pur nell’estrema ris­er­vatez­za, c’è comunque la con­vin­ta sot­to­lin­ea­tu­ra che in ques­ta pos­si­bile inte­sa un ruo­lo non mar­ginale spet­ti a Bre­vivet ed ai bres­ciani che deten­gono quote sig­ni­fica­tive nel cap­i­tale di Volare. «Il nos­tro aero­por­to sta crescen­do — affer­ma Galper­ti — : i voli di si stan­no riv­e­lando un suc­ces­so, il Mon­tichiari-Roma ed il Mon­tichiari-Olbia fun­zio­nano. É questo il momen­to di com­in­cia­re ad intavolare qualche ragion­a­men­to oper­a­ti­vo con altri oper­a­tori. Ed è nat­u­rale che guardiamo innanz­i­tut­to a vet­tori e tour oper­a­tor impor­tan­ti, dinam­i­ci, anch’essi in fase di svilup­po. Da qui nascono i nos­tri con­tat­ti con Volare, soprat­tut­to attra­ver­so Bre­vivet ed i bres­ciani che parte­ci­pano a ques­ta com­pag­nia aerea. Ed il fat­to che il pel­le­gri­nag­gio dioce­sano di quest’anno, orga­niz­za­to da Bre­vivet col Vesco­vo, par­ta l’11 luglio da Mon­tichiari con un Air­bus di Volare ha per noi un sig­ni­fi­ca­to sim­bol­i­co da non trascu­rare». A parere del con­sigliere del­la «Cat­ul­lo», Gio­van­ni Sesana e la Bre­vivet non sono inoltre soltan­to azion­isti di Volare, ben­sì «inter­locu­tori di pri­mo piano pro­prio in qual­ità di tour oper­a­tor leader in un set­tore spe­cial­iz­za­to». Ed al di là delle parole uffi­ciali, qualche idea sulle pos­si­bili col­lab­o­razioni sem­bra già per­al­tro esser­ci: «Aprire una rot­ta in un nuo­vo aero­por­to è un inves­ti­men­to impor­tante per com­pag­nia e tour oper­a­tor; è per questo moti­vo che la ges­tione aero­por­tuale deve varare politiche com­mer­ciali in gra­do di agevolare quel­lo che in ter­mine tec­ni­co si chia­ma start up. Occorre insom­ma creare con­dizioni eco­nomiche van­tag­giose per chi parte e per chi arri­va. Ed è pro­prio quel­lo che ’D’Annunzio spa’ dovrà met­tere in cam­po rap­i­da­mente». Gian­fran­co Bertoli

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