È arrivato il momento delle decisioni per la viabilità dell'Alto Garda. Nel senso che bisogna dare una risposta definitiva alla Provincia soprattutto sulla cosiddetta Rovereto-Riva e in particolare sul dilemma "tunnel corto o lungo)".

Oggi si decide sulla viabilità dell’alto Garda

03/05/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Cornelio Galas

È arriva­to il momen­to delle deci­sioni per la del­l’Al­to Gar­da. Nel sen­so che entro oggi — come con­fer­ma il vicesin­da­co di Riva Pietro Mat­teot­ti — bisogna dare una rispos­ta defin­i­ti­va alla Provin­cia soprat­tut­to sul­la cosid­det­ta Rovere­to-Riva e in par­ti­co­lare sul dilem­ma (tun­nel cor­to o lun­go) che da tem­po sem­bra dividere i prin­ci­pali comu­ni del Bas­so Sar­ca. Non è un caso che ques­ta sera, alle 19.30 a Riva, pres­so la sede del­l’U­nione sia fis­sato un incon­tro tra il coor­di­na­men­to impren­di­tori, gli ammin­is­tra­tori locali, il pres­i­dente del­la giun­ta provin­ciale Del­lai e i tec­ni­ci. Così come non è una coin­ci­den­za il fat­to che ieri sera fos­se in pro­gram­ma un anal­o­go incon­tro (sen­za Del­la!) per cer­care una “lin­ea comune”. Già, per­ché non più tar­di di ieri pomerig­gio Riva ed Arco, stan­do alle dichiarazioni rispet­ti­va­mente del vicesin­da­co Mat­teot­ti e del sin­da­co Verone­si, non sem­bra­vano sul­lo stes­so binario.Matteotti rib­adisce quan­to det­to alcune set­ti­mane fa: “Sul tun­nel lun­go abbi­amo cam­bi­a­to idea per­ché non pos­si­amo per­me­t­tere che il prob­le­ma del­la via­bil­ità riman­ga sen­za soluzioni o chi si vada ver­so l’en­nes­i­mo, peri­coloso, rin­vio. C’è infat­ti il ris­chio più che fonda­to che di fronte ai ten­ten­na­men­ti dei comu­ni del Bas­so Sar­ca la Provin­cia dirot­ti altrove i finanzi­a­men­ti. E per il futuro dei nos­tri col­lega­men­ti ques­ta sarebbe la maz­za­ta finale”. Fran­co Gam­ba, degli imren­di­tori invece con­fer­ma la con­trari­erà al tun­nel cor­to. “Per­ché non risol­vere adeguata­mente il prob­le­ma vis­to che abbi­amo atte­so tan­ti anni? Non si trat­ta affat­to di far perder tem­po: fig­u­rar­si, siamo noi, e rap­p­re­sen­ti­amo 3800 aziende del­la zona, i pri­mi a spin­gere per­ché si chi­u­da final­mente il cer­chio. Ma occorre trovare anche una soluzione gius­ta dal pun­to di vista tec­ni­co e cre­do .che ques­ta alter­na­ti­va esista”. Sul­la stes­sa fre­quen­za d’on­da anche il sin­da­co di Arcò Verone­si. Che ieri ha sot­to­lin­eato la “for­ti per­p­lessità” rispet­to al prog­et­to pro­pos­to dal­la Provin­cia, men­tre nei giorni scor­si il vicesin­da­co Pran­di ave­va espres­so un sec­co no a quelle che defin­i­ti­va “ingius­ti­fi­ca­bili imposizioni”.Fatto sta che ques­ta sera a Del­lai — a meno che l’in­con­tro non salti all’ul­ti­mo min­u­to — gli ammin­is­tra­tori del­l’Al­to Gar­da dovran­no fornire un quadro omo­ge­neo, più sem­plice­mente un sì o un no a deter­mi­nate pro­poste. Pre­var­rà la lin­ea rivana del “meglio quel­lo che pas­sa il con­ven­to subito piut­tosto che tut­to resti tale e quale per altri ven­t’an­ni” o quel­la arcense che pun­ta al tun­nel lun­go sen­za mediazioni?