Il consiglio comunale rivano ha preteso il taglio di due ettari di verde agricolo dai sette proposti nella variante al prg. Per molti consiglieri l'ubicazione migliore rimane quella della Baltera

Ok al palazzetto, bocciati tennis e giostre

13/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Il vin­co­lo sul­l’area fra via san­ta Cate­ri­na e via san­t’An­drea dove sorg­erà il palazzet­to del­lo sport, c’è: anche se leg­ger­mente ritaglia­to rispet­to alle pre­vi­sioni iniziali. Il risul­ta­to è un com­pro­mes­so onorev­ole fra l’e­si­gen­za, con­di­visa all’u­na­nim­ità, di dotare il Bas­so Sar­ca d’un com­p­lesso sporti­vo all’al­tez­za dei tem­pi, la neces­sità ambi­en­tal­ista del rispet­to per il poco verde rimas­to in Busa e la sod­dis­fazione per la pri­ma aut­en­ti­ca real­iz­zazione sovra­co­mu­nale che i «cug­i­ni» del­l’Al­to Gar­da sono rius­ci­ti a concordare.l’accordo ha richiesto due ser­ate di dis­cus­sione. Nel­la pri­ma l’asses­sore Mosan­er, tito­late del­l’ur­ban­is­ti­ca e reg­ista del­l’­op­er­azione, ha pro­pos­to di des­tinare sette ettari a quel­lo che, negli anni, sarebbe diven­ta­to cuore sporti­vo del­la Busa: tre su comune di Arco e quat­tro su Riva. Par­tendo dal­lo stu­dio di fat­tibil­ità prodot­to dal­l’ingeg­n­er Anto­nio Planchen­stain­er, intorno al palazzet­to — 40.000 metri quadri com­pre­si parcheg­gi e piaz­za­li — era­no pre­viste un’area per gli spet­ta­coli viag­gianti (le giostre ed il cir­co, che per­al­tro ave­vano boc­cia­to l’u­bi­cazione in quan­to trop­po decen­tra­ta), un’area per il ten­nis (boc­cia­ta vig­orosa­mente da De Pas­calis, sec­on­do il quale tan­to var­rebbe chi­ud­ere tut­to e trasferir­si borse e rac­chette ad Arco) più una striscia in fre­gio alla statale Riva-Arco ver­so san Toma­so, di par­co urbano attrez­za­to. Mega­lo­manie, han­no sostenu­to gli ambi­en­tal­isti Pao­lo Mat­teot­ti e Pietro Bertol­di: sog­ni di glo­ria affat­to sostenu­ti da una pro­gram­mazione abbas­tan­za seria da gius­ti­fi­care la can­cel­lazione di altri due ettari di verde agri­co­lo sec­on­dario dal­la geografia sem­pre più cemen­tifi­ca­ta del Bas­so Sar­ca. Di fronte all’even­tu­al­ità d’u­na boc­ciatu­ra del­la pro­pos­ta divenu­ta pos­si­bile quan­do alle ris­erve del­l’op­po­sizione (Riva Domani ha riban­di­to la sua con­ta­ri­età all’u­bi­cazione, ripe­tendo che il pos­to gius­to per il palazzet­to era e res­ta la Bal­tera, chec­chè ne pensi­no gli arcensi) si sono aggiunte quelle d’u­na porzione non trascur­abile del­la mag­gio­ran­za, Mosan­er ha accetta­to di ritoc­care la pro­pos­ta, sfor­bi­cian­do l’area per gli spet­ta­coli viag­gianti e quel­la per il ten­nis: due ettari (sui quat­tro com­p­lessivi di spet­tan­za rivana) resti­tu­iti al verde agri­co­lo. Solo che, trat­tan­dosi d’u­na soluzione già con­cor­da­ta con i part­ner arcensi, non era pos­si­bile cam­biare tan­to dras­ti­ca­mente le carte in tavola. Così per sal­vare capra e cavoli, è salta­ta fuori la scap­pa­toia di un ordine del giorno, con­corda­to nel­la ser­a­ta di ieri fra tut­ti i capi­grup­po. La delib­era sarebbe sta­ta approva­ta nel­la stesura orig­i­nar­ia, però la giun­ta si impeg­na ad uti­liz­zare i trenta giorni pre­visti fra la pri­ma e la sec­on­da approvazione imposte dal­la legge per cam­biare un piano rego­la­tore, per scri­vere un’osser­vazione (ovvi­a­mente des­ti­na­ta ad essere recepi­ta) tale da ridurre la des­ti­nazione sporti­va al solo sed­ime stret­ta­mente nec­es­sario per il palazzet­to. Res­ta anche il par­co attrez­za­to lun­go la statale, che oltre­tut­to occu­pa un’area già di pro­pri­età del comune di Riva. Con ques­ta garanzia il con­siglio s’è espres­so qua­si all’u­na­nim­ità (astenu­to solo Bono­ra di Riva Domani per le ragioni dette) per l’adozione del­la vari­ante. Sen­za par­ti­co­lari entu­si­as­mi, a dire il vero: in quan­to è con­di­visa e trasver­sale la con­vinzione che alla Bal­tera sarebbe sta­to meglio per tut­ti.