Completato l'iter burocratico del progetto D'Agostino-Salizzoni, non rimane che indire l'appalto. Spesa superiore al milione: 780 mila euro vengono dal Lotto. Tre dei quattro piani originari disponibili per i futuri visitatori

Ok dei Beni culturali al Bastione

08/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Il Comi­ta­to tec­ni­co dei Beni cul­tur­ali del­la provin­cia ha approva­to il prog­et­to fir­ma­to dagli architet­ti Cinzia D’Agosti­no e Clau­dio Sal­iz­zoni per il recu­pero del Bas­tione. Si trat­ta­va del­l’ul­ti­mo pas­sag­gio del­l’iter buro­crati­co: ora non rimane che indire la gara d’ap­pal­to e com­in­cia­re i lavori. L’in­ter­ven­to prevede una spe­sa com­p­lessi­va di 1.038.364 euro di cui 258.845 a cari­co del comune e 779.719 finanziati dal­la provin­cia con parte dei proven­ti del gio­co del Lot­to. Il prog­et­to riguar­da recu­pero e val­oriz­zazione del­la for­ti­fi­cazione costru­i­ta dai Veneziani nel ‘500, dan­neg­gia­ta in maniera irrepara­bile dai france­si del Ven­dome nel 1703 (l’an­no prossi­mo una mostra del ricorderà l’even­to) e poi abban­do­na­ta per due sec­oli e mez­zo: fra gli anni Cinquan­ta e Ses­san­ta mod­esti inter­ven­ti del comune han­no comunque con­tribuito se non altro a fer­marne il degra­do. Gli stu­di pre­lim­i­nari dei prog­et­tisti han­no per­me­s­so di accertare che l’o­rig­i­nario bas­tione si svilup­pa­va su quat­tro piani: tre dei quali ver­ran­no resi vis­itabili. Quel­lo più spet­ta­co­lare sarà il ter­zo, che ospi­ta­va le boc­che da fuo­co pun­tate in direzione sud-est a dife­sa da even­tu­ali attac­chi dal lago e ver­so nord-est per bat­tere le strade che scen­de­vano da Pran­zo, Ten­no e da Arco. Il modo di rag­giun­gere il ter­zo piano rap­p­re­sen­ta anche il prob­le­ma prog­et­tuale di mag­gior dif­fi­coltà dato l’in­dub­bio impat­to architet­ton­i­co del­la scala inter­na. Due gli ingres­si: al pian­oter­ra dal cor­tile in un locale-depos­i­to carat­ter­iz­za­to dal­la pre­sen­za di due cis­terne per l’ac­qua (c’è anco­ra un pez­zo del­la canalet­ta che con­vogli­a­va quel­la pio­vana nel pri­mo con­teni­tore); al pri­mo piano ver­rà ripristi­na­to sul lato nord ovest l’in­gres­so prin­ci­pale, ora tam­pona­to, che immette in una sala con un camino, un pic­co­lo depos­i­to forse per munizioni e tre finestre da cui si gode un panora­ma da car­toli­na. Sul­l’ester­no, a parte una risis­temazione delle pavi­men­tazioni con rimozione del cemen­to, l’aspet­to più inter­es­sante riguar­da una serie di scavi alla ricer­ca di altri cor­pi del­la for­ti­fi­cazione originaria.

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