Centinaia di interventi, per recuperare mezzi e soccorrere persone. Le statistiche segnano una media regolarità ma anche qualche novità

Olandesi e belgi in secca.
Soccorsi a pieno ritmo

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Un’estate sul lago tut­to som­ma­to tran­quil­la. Pochi even­ti fuori dal­la nor­male rou­tine di lavoro per Guardia costiera e Vig­ili del fuo­co di Bar­dolino. Il coman­dante del­la Guardia costiera, Mar­co Ravanel­li, sti­la un bilan­cio degli inter­ven­ti ese­gui­ti sulle acque del Garda.«Non ci sono sta­ti gravi inci­den­ti, solo una lieve col­li­sione e qualche avaria per imbar­cazioni in sec­ca sug­li scogli. Abbi­amo avu­to però un incre­men­to però del 10 per cen­to degli inter­ven­ti; anche se, rispet­to a due anni fa, il 20 per cen­to in meno, quin­di siamo nel­la media. Solo nel 2003 c’era sta­to un pic­co, poichè durante il tro­feo “Gor­la”, (rega­ta da Gargnano a Riva e ritorno), affon­darono in un solo colpo 40 barche per un fortunale».Il coman­dante spie­ga anche una «novità» del 2007: «C’è sta­to un for­tis­si­mo incre­men­to di pre­sen­ze di tur­isti olan­desi e bel­gi, i quali non han­no una grande conoscen­za del lago di Gar­da e quin­di non conoscono le zone dove ci sono le sec­che che sono peri­colose. Così ci sono sta­ti molti inter­ven­ti, soprat­tut­to di notte per recu­per­are imbar­cazioni sulle sec­che, in par­ti­co­lare in prossim­ità dell’, alle sec­che dell’Altare e anche pres­so pun­ta Grò, tra Lugana e Sirmione. Sono i pun­ti più peri­colosi per­chè l’acqua è molto bas­sa e affio­ra­no gli scogli». «La grande col­lab­o­razione con tutte le altre forze isti­tuzion­ali, ha fat­to si che non ci siano mai sta­ti momen­ti di estrema crit­ic­ità, poichè siamo rius­ci­ti a eseguire inter­ven­ti di soc­cor­so sem­pre immediati».Sulla stes­sa lin­ea, i Vig­ili del fuo­co di Bar­dolino, dis­tac­ca­men­to del Coman­do di Verona. Il capo turno Giampao­lo Car­li, rac­con­ta l’estate 2007: «Siamo nel­la media di uscite dell’anno scor­so: due al giorno. Quest’anno ci sono sta­ti pochi tem­po­rali e di inten­sità minore e la nos­tra zona non è sta­ti intac­ca­ta dagli incen­di di ster­paglie, quan­do tut­ta Italia era in fiamme». Il dis­tac­ca­men­to di Bar­dolino, è mis­to: svolge due servizi, quel­lo a ter­ra e quel­lo nau­ti­co. È il pri­mo dis­tac­ca­men­to nau­ti­co d’Italia, par­ti­to in via sper­i­men­tale e divenu­to defin­i­ti­vo nel 2001.«Gli inter­ven­ti nau­ti­ci», spie­ga Car­li caposquadra, «van­no dal soc­cor­so alla per­sona, al recu­pero di imbar­cazioni e ricer­ca annegati col sup­por­to dei som­moz­za­tori: dal pri­mo agos­to fino al 15 set­tem­bre, abbi­amo una squadra fis­sa di sub di Vicen­za di stan­za al dis­tac­ca­men­to. Gli inter­ven­ti a ter­ra, si con­cen­tra­no soprat­tut­to negli inci­den­ti stradali, incen­di, fuga di gas, soc­cor­so di per­sona per incen­di in cuci­na, inter­ven­ti per nidi di vespe in abitazione, soc­cor­so ani­mali. Quest’anno ci han­no chiam­a­to un paio di volte per ser­pen­ti d’acqua entrati nelle case».In acqua le uscite più fre­quen­ti sono in soc­cor­so ai sur­fisti. «Sono fre­quen­tis­si­mi», sot­to­lin­ea il capo­turno, «escono, poi si alza il ven­to e non riescono a rientrare».Neanche il tem­po di finire la frase che suona la cam­panel­la: è la chia­ma­ta per un sur­fista a Castel­let­to. poi subito altra chia­ma­ta per un cata­ma­ra­no sem­pre a Castel­let­to, bloc­ca­to al largo dal ven­to. Il lago, ques­ta estate, se ne è sta­to cal­mo, ma non è da sot­to­va­l­utare: quan­do si scate­na sono rischi seri.

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