A coltivazione dieci ettari sulle colline moreniche. Finora registrate quattro aziende

Olio, cresce la produzione

Di Luca Delpozzo
Marilena Russo

La pro­duzione di olio nel­la provin­cia di Man­to­va è con­cen­tra­ta sulle colline moreniche e, sec­on­do i dati del­la Cam­era di Com­mer­cio, riguar­da una super­fi­cie di cir­ca 3 ettari. Quat­tro le aziende reg­is­trate, che pro­ducono Olio Dop (denom­i­nazione orig­ine pro­tet­ta, sec­on­do un dis­ci­pli­nare del Min­is­tero del set­tem­bre 1998) del Gar­da Ori­en­tale: a Cavri­ana Gianan­to­nio Bot­turi, a Mon­zam­bano la Corte Casevec­chie di Fer­di­nan­do Fer­ri, a Pon­ti s/Mincio Rosan­na Fiz­zot­ti e a Solferi­no la Corte Bel­la Idea di Maria Orazia Mascagna. Vis­i­tan­do le colline, non è però dif­fi­cile vedere appez­za­men­ti dove, da alcu­ni anni, sono sta­ti impiantati nuovi uliveti.” I dati uffi­ciali — chiarisce Mar­co Boschet­ti, respon­s­abile di Tur­is­mo verde per la Cia di Man­to­va — non dan­no con­to del forte incre­men­to nel­l’impianto di uliveti, ver­i­fi­catosi negli ulti­mi anni nel­l’Al­to man­to­vano. Le nuove aziende han­no incon­tra­to dif­fi­coltà buro­cratiche per l’is­crizione, che si sono ora risolte. Già nei prossi­mi mesi i dati del­la Cam­era di Com­mer­cio inizier­an­no a dar con­to di una realtà che, rispet­to ai dati uffi­ciali che ril­e­vano cir­ca 3 ettari di super­fi­cie a ulive­to, vedono invece colti­vati ben 10 ettari, con una pro­duzione di cir­ca 70 quin­tali di olio. Ci sono state aziende che han­no chiesto la pos­si­bil­ità di costru­ire fran­toi, ma dif­fi­coltà tipo urban­is­ti­co e buro­crati­co han­no bloc­ca­to la realizzazione.Questo è un prob­le­ma che dovrà trovare soluzione: la trasfor­mazione diret­ta assi­cu­ra un prodot­to migliore e andrebbe nel­la direzione del­l’ac­quis­to diret­to di olio in cam­pagna. Attual­mente, la trasfor­mazione avviene in strut­ture che lavo­ra­no per con­to terzi.“C’è un bel­lis­si­mo libro,“Dialoghi agrari” — pros­egue Mar­co Boschet­ti ‑che il Comune di Cavri­ana ha ripro­pos­to qualche anno fa. Si trat­ta del rap­por­to di un ispet­tore del­l’im­pero aus­troun­gari­co, sul pae­sag­gio agrario e sulle pro­duzioni del­l’al­to man­to­vano, carat­ter­iz­zate da ulivi e man­dor­li. Curioso vedere come gli inter­ven­ti comu­ni­tari si ori­en­tano ver­so un recu­pero del­la vocazione stor­i­ca del ter­ri­to­rio: spazio a forestazioni, ulivi e pro­duzioni spe­cial­iz­zate. Anche per le famo­sis­sime man­dor­le di Cavri­ana, prodot­to stori­ca­mente di qual­ità, spaz­zate via dal­la con­cor­ren­za tur­ca, c’è la volon­tà di evitare l’estinzione delle poche piante rimaste.

Nessun Tag Trovato

Commenti

commenti