Oltre il confine della tela. Una mostra a Riva del Garda

15/07/2015 in Arte
Iscriviti al nostro canale
Di Redazione

Venerdì 17 luglio alle ore 21 al museo di Riva del Garda verrà inaugurata la mostra “Oltre il confine della tela. Fontana, Burri, Manzoni, Dadamaino, Bonalumi, Scheggi”, nell’ambito del progetto “In Pinacoteca. Finestre sul contemporaneo”, nato a seguito dell’accordo sancito tra i musei trentini nel 2013.

Il MAG, in collaborazione con il Mart di Rovereto, presenta “Oltre il confine della tela”, una mostra che riunisce alcuni tra i maggiori artisti dell’arte contemporanea italiana: Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Dadamaino, Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi. Nella Pinacoteca del Museo di Riva del Garda saranno esposti venticinque capolavori, di questi diciassette provengono dalle raccolte del Mart, quattro sono stati concessi dalla Fondazione Piero Manzoni e i restanti derivano da collezioni private.

“Oltre il confine della tela”  è una mostra che nasce dagli anni Cinquanta e ricostruisce, attraverso le opere e il catalogo, un percorso comune tra artisti straordinari, fatto di relazioni, confronti, acquisizioni reciproche e mostre collettive che diedero vita a un clima culturale inedito e vivace. L’esposizione copre un arco temporale che va dagli anni Cinquanta alla fine del Novecento soffermandosi in particolare sulla produzione degli anni Cinquanta e Sessanta. Diverse  delle opere presenti in passato sono state inserite in mostre storiche di rilievo internazionale, il che rende questa mostra un’esposizione significativa anche dal punto di vista scientifico.
La curatrice Daniela Ferrari ha dato una spiegazione alla mostra: «Il racconto che sta alla base del progetto espositivo è quello dell’apertura di un varco, di una strada mai percorsa. L’arte italiana è protagonista di una rivoluzione estetica, paragonabile alla rivoluzione copernicana, a partire dalla quale si apre un nuovo modo di vedere e concepire il quadro e lo spazio che lo contiene». Fontana, Burri e Manzoni rappresentano negli anni Cinquanta le punte più avanzate della ricerca artistica italiana, le loro riflessioni influenzano e corrono parallele a quelle dei più giovani Dadamaino, Bonalumi e Scheggi.
Gli artisti hanno molti punti in comune, ma anche molte differenze: nei “Concetti spaziali” di Fontana viene evocato lo spazio come dimensione reale e allo stesso tempo cosmica, al di là dei buchi e dei tagli sulla tela. Nell’opera di Burri il protagonista assoluto è la materia, presente soprattutto attraverso materiali poveri: sacchi di juta, legni bruciati, lamiere saldate e fogli di cellophane, che conservano e “narrano” la loro storia. Invece le opere di Manzoni sono guidate dal gesto, dal pensiero, dall’idea, si tratta spesso di opere provocatorie e irriverenti,  che tendono all’azzeramento linguistico della pratica artistica. Un esempio sono gli “Achromes”, opere totalmente monocrome, di un bianco assoluto, di una purezza radicale, l’unica concessione formale è la superficie grinzata o cucita. Le tele di Bonalumi superano il limite tradizionale del quadro, vanno oltre, dilatandone i confini.  La struttura portante del suo operato sono centine o imbottiture, ricoperte dalla tela, sulla quale è steso un colore monocromo e saturo. Nelle opere di Dadamaino, la tela invece è bucata con tagli sagomati che lasciano intravedere porzioni di muro, mentre Scheggi,  lo ricopre adottando la tecnica delle tele sovrapposte.
In occasione dell’inaugurazione della mostra il Museo rimarrà aperto a ingresso gratuito dalle 20 alle 23. La mostra sarà visitabile fino all’1 novembre.
Per ulteriori informazioni si può contattare il museo ai numeri:  0464 573869 / 328 4583564, oppure visualizzare il sito internet: www.museoaltogarda.it

Commenti

commenti