In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte la città ricorda l’inventore del violino con una mostra eccezionale

Omaggio a Gasparo con cinque perle della liuteria mondiale

03/04/2009 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo

La cit­tà di Salò cel­e­bra Gas­paro, l’architetto del suono. L’occasione è offer­ta dall’anniversario dei 400 anni dal­la morte del geniale liu­taio che ha for­gia­to il vio­li­no così com’è tut­to­ra, uni­ver­salmente riconosci­u­to come uno dei più gran­di del­la sto­ria. Gas­paro ha costru­ito le migliori vio­le esisten­ti al mon­do per il loro suono forte, pieno ed estrema­mente dut­tile. I suoi con­tra­b­bassi possiedono una pro­fon­dità grandiosa e una rapid­ità di rispos­ta incredibile.Ha dato il con­trib­u­to deci­si­vo all’elaborazione di vio­li­ni per­fet­ti, tan­to da fornire ispi­razione tec­ni­ca a Stradi­vari e Guarneri del Gesù. I suoi stru­men­ti han­no sod­dis­fat­to le cor­ti musi­cali più esi­gen­ti del Rinasci­men­to e del pri­mo Baroc­co con tut­ti i tipi di stru­men­ti ad arco prodot­ti all’epoca. Quel­li, raris­si­mi, che sono arrivati sino a noi sono cus­todi­ti in musei di tut­to il mondo.E alcu­ni di questi giun­gono ora a Salò per la mostra «Gas­paro, architet­to del suono», cura­ta da Flavio Dassen­no (4–26 aprile, Sala dei Provved­i­tori; tut­ti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30; ingres­so libero, infor­mazioni allo 0365.296834). L’esposizione vuole essere l’amorevole omag­gio del­la cit­tà natale al suo genio più famoso e cos­ti­tu­isce, tra l’altro, il pro­l­o­go del­la sezione del nasc­i­turo Museo del­la Cit­tà ded­i­ca­ta a lui e alla inten­sa sto­ria musi­cale del­la cap­i­tale del­la Mag­nifi­ca Patria.Nel sug­ges­ti­vo alles­ti­men­to cura­to da Mat­teo Guar­di­ni ver­ran­no esi­biti cinque stru­men­ti. Cinque per­le del­la liu­te­ria. Tra questi ci sarà il miti­co «Ole Bull», uno dei vio­li­ni più bel­li e famosi del mon­do, sicu­ra­mente il più mis­te­rioso e dis­cus­so. Solo la richi­es­ta del­la cit­tà natale di colui che lo real­iz­zò ha potu­to super­are clau­sole tes­ta­men­tarie sev­eris­sime che ne impe­di­vano qual­si­asi movi­men­to. L’Ole Bull tor­na in Italia in pri­ma esclu­si­va mon­di­ale dopo 400 anni dal­la sua parten­za. Il vio­li­no, cus­todi­to in Norve­g­ia, nel museo di Berg­er, al quale lo donò la moglie dell’ultimo pro­pri­etario, il vio­lin­ista e com­pos­i­tore da cui prende il nome, stupisce esper­ti e ama­tori per la per­fezione liu­taria e la mer­av­igliosa dec­o­razione del­la tes­ta intagli­a­ta, dip­in­ta e dorata.Le sue orig­i­ni sono anco­ra sconosciute e la sua sto­ria ha dell’incredibile. Tra l’altro sopravvisse a un naufra­gio e ciononos­tante rimase inte­gro. Lo stru­men­to, fine­mente dec­o­ra­to con preziosi arabeschi intar­siati, è carat­ter­iz­za­to da una testi­na di put­to e da un ange­lo che imprezio­sis­cono la som­mità del man­i­co. All’interno del­la cas­sa armon­i­ca il vio­li­no pre­sen­ta un’etichetta che recita: «Gas­par da Salò in Bres­cia». Assieme a questo stru­men­to prezio­sis­si­mo si potran­no ammi­rare il con­tra­b­bas­so Colon­na, uno dei sei esisten­ti attribuiti con certez­za a Gas­paro (recen­te­mente acquis­ta­to dal­la famiglia Bion­do di Salò e con­ces­so in comoda­to al Comune), una mag­nifi­ca vio­la da braz­zo del­la L‑Bank Musik­s­tiftung, una vio­la da gam­ba sen­za punte (nel mon­do ne sono rimaste solo tre), un con­tra­b­bas­so sco­v­a­to nei mag­a­zz­i­ni del Museo degli stru­men­ti musi­cali di Roma e la ripro­duzione dei quat­tro stru­men­ti rimasti in sta­to di aut­en­tic­ità gia­cen­ti all’Asmolean Muse­um dell’ di Oxford.In occa­sione dell’inaugurazione del­la mostra, domani alle 17.30, sarà pre­sen­ta­to il vol­ume «Gas­paro da Salò architet­to del suono» a cura di Flavio Dassen­no. Alle 18 è pre­vis­to un momen­to musi­cale con Luca Ranieri, che per l’occasione suon­erà una vio­la di Gas­paro del 1580, e Ger­ar­do Chi­mi­ni al pianoforte. Nel pomerig­gio, a cura del Cir­co­lo numis­mati­co di Salò, ci sarà anche uno spe­ciale annul­lo postale com­mem­o­ra­ti­vo. 

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