Onore al bersagliere lonatese

14/03/2013 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Consegnato al figlio di Castillo Castellini il piastrino del bersagliere lonatese morto in Russia nel 1942

È mor­to ser­ven­do la patria: «Per anni lo abbi­amo cre­du­to dis­per­so, ora appren­di­amo uffi­cial­mente del­la sua morte», ricor­da Pieri­no Castelli­ni che ha rice­vu­to, nel­la chiesa di Esen­ta, il pias­tri­no del padre Castil­lo Castelli­ni, bersagliere lonatese in Rus­sia durante la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale.  Il bersagliere Castil­lo Castelli­ni nacque a Lona­to il 7 feb­braio 1912 e morì al fronte all’età di trent’anni, il 19 dicem­bre 1942; era figlio di Giuseppe e Cate­ri­na Rebec­chi. Il pias­tri­no è sta­to recen­te­mente con­seg­na­to da un cit­tadi­no rus­so a uno stu­dente ital­iano appas­sion­a­to di sto­ria e let­ter­atu­ra rus­sa, che ha con­tat­ta­to il Comune di Lona­to del Gar­da per la ricon­seg­na del pias­tri­no alla famiglia Castelli­ni.

«Fino al ritrova­men­to del pias­tri­no, mio padre è sem­pre sta­to dato per dis­per­so. Per anni abbi­amo cer­ca­to in vano di avere sue notizie», ricor­da il figlio Pieri­no e aggiunge: «Ho saputo che mio padre era mor­to da questo pias­tri­no. È sta­ta per me una grande sor­pre­sa ricev­er­lo dopo tan­ti anni di ricerche». Alla con­seg­na era pre­sente il sin­da­co di Lona­to , il quale ha sot­to­lin­eato «il par­ti­co­lare sig­ni­fi­ca­to eti­co, morale, stori­co e cul­tur­ale del­la cer­i­mo­nia e l’importanza di ono­rare gli impeg­ni e i sac­ri­fi­ci, fino alla morte, che han­no carat­ter­iz­za­to i sol­dati del nos­tro Paese las­cian­do un seg­no indelebile in tutte le gen­er­azioni».

Il ritrova­men­to del pias­tri­no è sta­to pos­si­bile gra­zie a Gia­co­mo Mat­a­cot­ta, stu­dente uni­ver­si­tario dell’Emilia Romagna. La sua conoscen­za del­la lin­gua rus­sa gli ha per­me­s­so di entrare in con­tat­to con un esper­to di sto­ria, un rus­so in pos­ses­so di alcu­ni pias­tri­ni dei cadu­ti ital­iani durante la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale in ter­ri­to­rio sovi­eti­co. L’iniziativa par­ti­ta pro­prio dal­la Rus­sia ha indot­to Mat­a­cot­ta a con­tattare vari comu­ni, tra cui Lona­to del Gar­da, per­ché tra i nom­i­na­tivi c’era quel­lo di un cit­tadi­no lonatese, Castil­lo Castelli­ni, il cui pias­tri­no era sta­to ritrova­to in una zona ai con­fi­ni dell’Ucraina. Insieme al pias­tri­no, al figlio Pieri­no è sta­ta con­seg­na­ta anche una tar­ga ricor­do.

Castil­lo ha anco­ra una sorel­la in vita, la più gio­vane, Giusep­pina, men­tre la medi­ana si chia­ma­va Lucia ed è scom­parsa qualche anno fa. Il figlio Pieri­no per anni ha cer­ca­to di sen­tire più vic­i­na la figu­ra pater­na attra­ver­so le let­tere che il padre solda­to invi­a­va dal fronte e qualche immag­ine sbia­di­ta. Castillo Castellini. Come mil­itare di leva Castil­lo ave­va fat­to la guer­ra in Alba­nia. Poi, tes­ti­mo­ni­ano i suoi scrit­ti, pri­ma di par­tire per la Rus­sia ave­va trascor­so un peri­o­do a Besoz­zo e un peri­o­do a Bolzano. In Alba­nia era sta­to nel Sec­on­do Reg­g­i­men­to Bersaglieri, men­tre quan­do era par­ti­to per la Rus­sia era arruo­la­to nel Ter­zo Reg­g­i­men­to Bersaglieri.

La moglie di Castil­lo, madre di Pieri­no, è mor­ta all’età di qua­si cent’anni dopo una vita trascor­sa sen­za l’amato con­sorte; se fos­se sta­ta viva oggi cer­ta­mente si sarebbe com­mossa per questo inaspet­ta­to ritrova­men­to. Del mar­i­to ha con­ser­va­to tutte le let­tere per trasmet­tere al figlio il suo affet­tu­oso ricor­do, e far­gli sen­tire un po’ dell’amore pater­no mai rice­vu­to.

 

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