Lazise è fiera dei suoi uomini "d'onore": un maresciallo dei carabinieri e un capogruppo alpino.

Onorificenza al Merito della Repubblica a Carlo Parolini e Gianluca Battaglia

01/10/2013 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Sono due i nuovi insigni­ti lacisien­si dell’Ordine al Mer­i­to del­la Repub­bli­ca Ital­iana che il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Gior­gio Napoli­tano, il 2 giug­no scor­so, Fes­ta del­la Repub­bli­ca, ha volu­to ono­rare con il con­fer­i­men­to dell’onorificenza al Mer­i­to del­la Repub­bli­ca ital­iana.

Al mares­cial­lo Gian Luca Battaglia, coman­dante del­la stazione dal mag­gio 2006, è sta­ta con­feri­ta l’onorificenza di Uffi­ciale, men­tre al già capogrup­po degli Car­lo Paroli­ni è sta­ta con­feri­ta quel­la di Cav­a­liere.

Lazise è fiera dei suoi uomi­ni. “Due impor­tan­ti fig­ure che si sono dis­tin­ti sul nos­tro ter­ri­to­rio – sot­to­lin­ea il sin­da­co Luca Sebas­tiano – da molti anni. Il coman­dante Battaglia per il gran­dis­si­mo impeg­no pro­fu­so nel­la lot­ta alla crim­i­nal­ità, alla tutela del ter­ri­to­rio, alle azioni di dife­sa del­la nos­tra popo­lazione. Il sec­on­do, Car­lo Paroli­ni, per la lun­ga dedi­zione al grup­po degli Alpi­ni che  han­no sem­pre col­lab­o­ra­to, e che anco­ra col­lab­o­ra­no con l’amministrazione comu­nale in ogni attiv­ità di volon­tari­a­to”.

Gian Luca Battaglia è sta­to coman­dante del­la stazione di Pas­tren­go dal 2001 al 2006 e ha ottenu­to dall’amministrazione comu­nale di Lazise la cit­tad­i­nan­za ono­raria il 24 feb­braio 2003 per la grande capac­ità, l’impegno e la disponi­bil­ità dimostra­ta a favore del­la comu­nità di Lazise nel peri­o­do 1998–2002, quan­do era coman­dante la stazione tem­po­ranea, ora divenu­ta defin­i­ti­va da anni. Nel cor­so degli anni ha ottenu­to vari apprez­za­men­ti dai Coman­do del­la Regione Cara­binieri del Vene­to e nel 2009 ha ottenu­to dal Pon­tefice Papa Benedet­to XVI la Croce Pro Eccle­sia et Pon­tefice. È cav­a­liere del­l’Om­ri dal 2 giug­no 2008.

Non mi aspet­ta­vo un riconosci­men­to così alto e impor­tante — affer­ma Car­lo Paroli­ni — che mi ha let­teral­mente sor­pre­so e com­mosso. È vero la mia vita è sta­ta ded­i­ca­ta com­ple­ta­mente alla famiglia e agli alpi­ni. Le penne nere sono davvero la mia sec­on­da famiglia. Ho sem­pre lavo­ra­to per loro a liv­el­lo locale e provin­ciale. E sono anco­ra pron­to per altre avven­ture sem­pre con  la pen­na sul cap­pel­lo”.

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