Domenica prossima intervento dei volontari con tredici sommozzatori e cinque barche di appoggio. Il gruppo della Protezione civile ripulirà 200 metri di litorale

Operazione acque pulite sul lago

Di Luca Delpozzo
Federica Sgaggio

Non sarà esat­ta­mente un tuffo dove l’acqua è più blu. Anzi: la mis­sione alla quale i volon­tari del grup­po del­la di Castel­n­uo­vo voter­an­no l’intera gior­na­ta del 14 otto­bre con­sis­terà pro­prio nell’estrarre dai fon­dali del lago tut­to ciò che fa virare il pos­si­bile blu di quelle acque ver­so le sfu­ma­ture di un improb­a­bile mar­rone. «Un’operazione analo­ga», rac­con­ta Fran­co Zen­dri­ni, che del grup­po è pres­i­dente, «la facem­mo già qualche anno fa, e tiram­mo fuori dall’acqua ogni genere di mer­canzia». Il lavoro dei volon­tari — che per la gior­na­ta han­no aller­ta­to anche i «col­leghi» del­la pro­tezione civile Ana di Peschiera e del grup­po sub di Vil­lafran­ca — si svol­gerà su poco più di due­cen­to metri di litorale garde­sano, a par­tire dal­la local­ità Cam­pan­el­lo di Peschiera. Non sarà un cam­po d’azione così vas­to come pure ci si sarebbe potu­ti augu­rare, ma è comunque il mas­si­mo che l’Ispettorato di por­to abbia con­ces­so al grup­po di pulire, con­seguente­mente bloc­can­do in quel trat­to la : «Del resto», spie­ga Zen­dri­ni, «in una gior­na­ta non si rius­cirebbe nem­meno a coprire una zona più ampia, per­ché i fon­dali sono fan­gosi e poco pro­fon­di». E in un metro e mez­zo, la sem­plice azione di smuo­vere un ogget­to rischia di intor­bidare le acque molto a lun­go, costrin­gen­do il «puli­tore» a una lun­ga inter­ruzione. Per portare a ter­mine il com­pi­to, defini­to sot­to l’inevitabile tito­lo di «oper­azione fon­dali puli­ti», i volon­tari potran­no con­tare — oltre che sui col­leghi che han­no invi­ta­to da fuori — sui loro tredi­ci sub­ac­quei «brevet­tati» (nel sen­so che sono effet­ti­va­mente abil­i­tati a svol­gere l’attività di som­moz­za­tore), che si immerg­er­an­no dalle cinque imbar­cazioni che, di rif­fa o di raf­fa, il grup­po è rius­ci­to a recu­per­are: «In pri­mo luo­go», dice Zen­dri­ni, «abbi­amo il gom­mone attrez­za­to che la Regione e il Comune ci han­no dona­to alla fine dell’anno scor­so; poi, pos­si­amo far con­to sul­la nos­tra bar­che­t­ta, e anche sulle imbar­cazioni che i soci han­no deciso di met­ter­ci a dis­po­sizione». Per lo sti­vag­gio delle bot­tiglie, dei sac­chet­ti di plas­ti­ca, dei cop­er­toni, delle lat­tine e di tut­ta la mul­ti­forme ogget­tis­ti­ca che l’affollamento bal­n­eare del­la sta­gione esti­va ha las­ci­a­to in ered­ità all’acqua del Gar­da, il grup­po del­la pro­tezione civile di Castel­n­uo­vo s’è dota­to di una deci­na di sac­chi di iuta: «Al Comune», dice il pres­i­dente, «abbi­amo chiesto la pos­si­bil­ità di uti­liz­zare un con­tain­er per deposi­tarvi l’immondizia che avre­mo rac­colto, e al respon­s­abile del depu­ra­tore abbi­amo chiesto di occu­par­si del­lo smal­ti­men­to di quei rifiu­ti, che ven­gono con­siderati di genere “spe­ciale”». Il tem­po di ripren­der­si dall’avventura sub­ac­quea, e poi la quar­an­ti­na di volon­tari del grup­po di Castel­n­uo­vo ripren­derà in mano la con­sue­ta attiv­ità inver­nale «di ter­rafer­ma»: «A fine otto­bre», dice Zen­dri­ni, «ricom­in­cer­e­mo a fare il giro delle scuole per i nos­tri cor­si di pri­mo soc­cor­so, in pre­vi­sione dell’esercitazione che, come ogni anno, anche quest’inverno coin­vol­gerà gli stu­den­ti del Comune». In sostan­za, in asso­lu­ta con­tem­po­raneità, i ragazzi e gli inseg­nan­ti dovran­no abban­donare tutte le scuole — in fret­ta e furia, ma asso­lu­ta­mente in ordine — esat­ta­mente come dovreb­bero fare nel caso in cui si pre­sen­tasse una qualunque calamità, dall’incendio al ter­re­mo­to. Quan­to all’estate, la mag­gior parte dell’attività dei soci con­siste nel met­tere a dis­po­sizione volon­tari e gom­mone — che cos­ta una cosa come 25 mil­ioni, «e meno male», sor­ride Zen­dri­ni, «che ci han­no aiu­ta­to Regione e Comune!» — per il pat­tuglia­men­to delle acque bena­cen­si nei fine set­ti­mana, di con­cer­to con polizia e . L’allerta, in ogni caso, arri­va qua­si sem­pre dal­la Prefet­tura: «Sono loro», spie­ga il pres­i­dente, «che ci invi­tano a met­ter­ci in azione non appe­na ven­ga seg­nala­to un peri­co­lo per l’incolumità dei cit­ta­di­ni». Per eve­nien­ze come queste, bisogna dunque, preparar­si: «E insieme ai col­leghi di Mal­ce­sine, per esem­pio», con­clude Zen­dri­ni, «noi ci aggior­ni­amo sui tipi d’intervento da seguire in caso di incen­di boschivi o civili».