Il responsabile provinciale della protezione civile. Campedelli: «Evitare pericoli già corsi in passato»

Operazione antifranesulle pendici del monte

03/08/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

di San­no instal­late bar­riere metal­liche para­mas­si ad alto assor­bi­men­to di ener­gia, reti armate a forte resisten­za, chio­da­ture, sig­illi in resina per sventare una pos­si­bile nuo­va «gran ruina» dal cos­tone del ver­so il lago. La Provin­cia sta per avviare un’operazione di sicurez­za da 800 mila euro, stu­di­a­ta per pre­venire rischi di frane, crol­li di mas­si e detriti.«Il cos­tone dell’“Hortus Europae” è ad alto ris­chio di frane, data la natu­ra geo­log­i­ca di ques­ta mon­tagna», spie­ga Lucio Campedel­li, asses­sore alla e diss­es­ti idro­ge­o­logi­ci. «Un par­ti­co­lare ril­e­vante che toc­ca da vici­no chi abi­ta e sog­gior­na qui». Di rovine, in pas­sato ce ne sono state molte e anche ecla­tan­ti. Il ris­chio è latente, va pre­venu­to e a ciò pun­tano due prog­et­ti appe­na approvati dal­la Provin­cia, mes­si a pun­to dopo mesi di sopral­lu­oghi, stu­di e sim­u­lazioni infor­matiche dell’Unità oper­a­ti­va (Uo) diss­es­ti idro­ge­o­logi­ci, diret­ta da Campedelli.I lavori par­ti­ran­no a fine anno in local­ità Piom­bi, Navene, Mar­to­ra e Cam­pag­no­la. Due i prog­et­ti elab­o­rati. Uno, da 200 mila euro, inter­es­sa il ver­sante sud occi­den­tale del Bal­do, a monte di local­ità Dos­so Mago, dove nel 2005 sono fra­nati cir­ca 200 metri cubi di roc­cia che rov­inò a valle fer­man­dosi per for­tu­na sul pen­dio e nel bosco. Nei pun­ti di dis­tac­co la roc­cia res­ta insta­bile, con frat­ture evi­den­ti sem­pre mon­i­torate, ma che, anche nel 2006, han­no orig­i­na­to crol­li. «Si ovvierà ai prob­le­mi sten­den­do reti para­mas­si ad alta resisten­za e, per con­sol­i­dare la parete, sarà nec­es­sario un altro inter­ven­to che Uo e Dipar­ti­men­to regionale di pro­tezione civile stan­no studiando».Il sec­on­do prog­et­to, da 600 mila euro, riguar­da l’area a est dell’abitato di Mal­ce­sine ver­so il Bal­do, in par­ti­co­lare le local­ità Navene, Mar­to­ra, Cam­pag­no­la e anco­ra Piom­bi. In ques­ta zona, da sem­pre, ci sono scivola­men­ti di mas­si, anche se la veg­e­tazione e la coltre di detri­ti, come un mat­eras­so ai pie­di del ver­sante, han­no spes­so mit­i­ga­to e ridot­to l’impatto di quan­to pote­va finire addos­so alle case. Il prob­le­ma è che la zona è pre­dis­pos­ta a scivola­men­ti e dis­tac­chi anche notevoli potreb­bero ripeter­si. «Si por­ran­no bar­riere para­mas­si in acciaio ad altissi­mo assor­bi­men­to di ener­gia, la migliore garanzia di pro­tezione per chi abi­ta ai pie­di del­la mon­tagna». Siamo in un Sito a inter­esse comu­ni­tario (Sic), con vin­co­lo idro­ge­o­logi­co a inter­esse ambi­en­tale: «L’impatto sull’ambiente sarà ridot­to al min­i­mo. La sicurez­za innanzi tut­to», chi­ude Campedelli.

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