I Verdi chiedono un confronto sul progetto. Sul tavolo il trasferimento della ditta e 500 appartamenti

Operazione Tavina. «C’è troppa fretta»

07/11/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

L’operazione infi­amma il dibat­ti­to politi­co a Salò. In un comu­ni­ca­to dif­fu­so ieri, i Ver­di dicono di essere «pre­oc­cu­pati», dopo che la soci­età pro­dut­trice di acqua min­erale ha chiesto al Comune di trasferir­si nel­la piana tra Cunet­tone e Vil­la, e di pot­er trasfor­mare l’attuale sta­bil­i­men­to in 120 mila metri cubi res­i­den­ziali, pari a 500 appar­ta­men­ti da 80 metri quadri cias­cuno. I Ver­di con­sigliano di «andar­ci piano»: la pro­pos­ta dell’azienda sarebbe a loro dire trop­po poco det­tagli­a­ta, e il «gradi­men­to» espres­so dal sin­da­co trop­po pre­maturo. «La doman­da dell’azienda è sta­ta pro­to­col­la­ta il 24 luglio — ram­men­ta Car­lo Cani­pari, por­tav­oce dei Ver­di, grup­po del Gar­da occi­den­tale -. E’ com­pos­ta da una let­tera, due tav­o­lette gra­fiche di pic­co­lo for­ma­to e un piano di fat­tibil­ità eco­nom­i­ca di due pagine, dove si speci­f­i­cano le richi­este e si esplici­ta la pro­pos­ta di cor­rispon­dere un con­trib­u­to aggiun­ti­vo di 4.800.000 euro in cam­bio dei 40.000 mq di nuove super­fi­ci res­i­den­ziali, e del­la trasfor­mazione di un’area agri­co­la di cir­ca 38.000 mq a Cunet­tone. La super­fi­cie esat­ta del lot­to e le vol­ume­trie indus­tri­ali richi­este non sono spec­ifi­cate». Poi l’affondo: «Di fronte ad una pro­pos­ta tan­to scar­na ma di for­tis­si­mo impat­to ambi­en­tale, dopo appe­na sette giorni il sin­da­co risponde che un’eventuale delo­cal­iz­zazione del­la strut­tura pro­dut­ti­va Tavina non può che essere con­sid­er­a­ta pos­i­ti­va­mente dall’amministrazione comu­nale. Ed esprime per­tan­to parere di mas­si­ma favorev­ole alla pro­pos­ta, anche se dovrà poi essere val­u­ta­ta nei det­tagli». I Ver­di crit­i­cano il fat­to che «su un tema così impor­tante, pre­sen­ta­to in modo scarno ma di chiara impostazione oper­azione immo­bil­iare spec­u­la­ti­va, e sen­za det­tagli­ate gius­ti­fi­cazioni di carat­tere pro­dut­ti­vo per la richi­es­ta di trasfer­i­men­to dell’attività, in una set­ti­mana il sin­da­co si assuma la respon­s­abil­ità di dare un parere pre­lim­inare favorev­ole, sen­za alcun con­fron­to con la sua mag­gio­ran­za, con la mino­ran­za e la cit­tad­i­nan­za». «Una curiosità — pros­eguono gli ambi­en­tal­isti — emerge subito dal­la let­tera del sin­da­co, che affer­ma: la Tavina va trasferi­ta in un’altra zona del ter­ri­to­rio per­ché ora è a ridos­so di ambiti di tipo res­i­den­ziale, che mal si con­cil­iano con l’attività pro­dut­ti­va. Dove met­ter­la? A Cunet­tone e Vil­la. Si vede che lì invece non esistono ambiti di tipo res­i­den­ziale tan­to deg­ni. Per il sin­da­co i cit­ta­di­ni delle due frazioni sono di poco pre­gio, forse per­ché non han­no la vista lago. Il tema del­la parte­ci­pazione del­la popo­lazione al proces­so deci­sion­ale non è sta­to pre­so in con­sid­er­azione. Non bas­ta dare infor­mazioni o orga­niz­zare una ser­a­ta pub­bli­ca per rac­cogliere sug­ger­i­men­ti su dove spostare una panchi­na. Occorre indi­care alla cit­tad­i­nan­za quale futuro dare a Salò, sen­za inseguire uni­ca­mente una log­i­ca di spec­u­lazione del ter­ri­to­rio, a van­tag­gio di pochi». I Ver­di si impeg­nano a orga­niz­zare, insieme alle forze di mino­ran­za disponi­bili e a tut­ti i cit­ta­di­ni sen­si­bili, «un’adeguata oppo­sizione a questo modo di fare, con­tro pro­poste che, allo sta­to di fat­to, non sono nep­pure emend­abili, e a dare avvio a una reale dis­cus­sione sul futuro di Salò».