L’esito della vicenda giudiziaria, il passivo della società veronese e la «virata» veneta: tre ragioni che facilitano un’intesa per il D’Annunzio

Ora Brescia può davvero acquistare Montichiari

13/02/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Natalia Danesi

«Siamo davvero sod­dis­fat­ti, ma aspet­ti­amo di leg­gere le moti­vazioni del­la sen­ten­za per capire come muover­ci». È di poche parole il pres­i­dente di Abem, Fran­co Tam­buri­ni, nel com­mentare la sen­ten­za dell’altro ieri del Tar di Bres­cia. Un atto «riv­o­luzionario», sospen­si­vo del­la con­ven­zione siglata il 20 aprile 2008 dall’Enac, che asseg­na­va alla Cat­ul­lo la con­ces­sione per lo sca­lo di Montichiari.IL DECRETO MINISTERIALE di reg­is­trazione del doc­u­men­to avrebbe dovu­to per­fezionare l’iter e con­seg­nare defin­i­ti­va­mente ai verone­si il D’Annunzio per 40 anni. Decre­to che non è mai arriva­to e che a questo pun­to, dopo ques­ta sen­ten­za che la con­ven­zione l’annulla, non arriverà più.Ora — spie­gano i legali del­la soci­età bres­ciana — si aprono tutte le pos­si­bil­ità e nel­la par­ti­ta per il D’Annunzio la pal­la tor­na al cen­tro. L’ipotesi più ragionev­ole è che si vada a gara pub­bli­ca, ma solo dalle moti­vazioni del­la sen­ten­za — che saran­no rese note pre­sum­i­bil­mente nel giro di un mese — si potrà evin­cere quali sono gli ori­en­ta­men­ti da seguire.Nel frat­tem­po, l’aeroporto con­tin­uerà la sua nor­male oper­a­tiv­ità. È pos­si­bile che Enac riaf­fi­di la ges­tione del D’Annunzio con un provved­i­men­to d’urgenza alla stes­sa Cat­ul­lo la quale sem­bra inten­zion­a­ta a ricor­rere al Con­siglio di Sta­to. «Erava­mo fiduciosi nel­la mag­i­s­tratu­ra e nel fat­to che la con­ven­zione siglata dall’Enac non rispet­tasse la leg­is­lazione euro­pea — incalza Fran­co Bet­toni, pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio che insieme ad Aib è un po’ il cuore di Abem -. Ques­ta sen­ten­za rimette tutte le cose a pos­to». Anche se cosa accadrà ora non è anco­ra ben chiaro «dob­bi­amo riflet­ter­ci un atti­mo» , sostiene Bettoni.In sospe­so c’è poi un ulte­ri­ore ricor­so, quel­lo che Abem ha deposi­ta­to il 2 luglio al Tar del Vene­to. In questo caso la soci­età ha chiesto la sospen­si­va del decre­to che rin­no­va la con­ces­sione alla Cat­ul­lo per l’aeroporto di Verona Vil­lafran­ca. Atto in cui si indi­ca­va nei verone­si «gli uni­ci sogget­ti legit­ti­mati a pre­sentare istan­za di con­ces­sione per gli aero­por­ti di Bres­cia e Verona». Ma la vicen­da vene­ta è in tut­to e per tut­to sub­or­di­na­ta al ricor­so di Bres­cia, il cui esi­to rap­p­re­sen­ta la vera chi­ave di vol­ta per la par­ti­ta di rilan­cio del D’Annunzio.LA GARA PUBBLICA, si dice­va, è una delle ipote­si che ora si aprono e che Abem richiede con forza. Ma non è det­to che si deb­ba arrivare a quel pun­to. La guer­ra tra Bres­cia e Verona potrebbe anche finire molto pri­ma. Sec­on­do fonti bres­ciane, si stareb­bero inten­si­f­i­can­do negli ulti­mi giorni i con­tat­ti tra le due par­ti final­iz­za­ti a rag­giun­gere un accor­do per la ces­sione del D’Annunzio.Del resto, a Verona ser­vono nuove risorse eco­nomiche final­iz­zate a coprire il pas­si­vo di fine anno del sis­tema aero­por­ti del Gar­da, sti­ma­to sui 5 mil­ioni di euro. Quale migliore occa­sione, dunque, per «lib­er­ar­si» del­lo sca­lo bres­ciano che dal 2002 ad oggi ha accu­mu­la­to perdite per 30 mil­ioni di euro? Il momen­to potrebbe essere davvero quel­lo propizio, tan­to più in con­sid­er­azione del fat­to che, appun­to, le ultime vicende giudiziarie stan­no dan­do ragione ai bres­ciani e che la strate­gia del­la Cat­ul­lo pun­ta a un raf­forza­men­to sull’asse vene­ta, anziché su quel­la lom­bar­da. «Siamo sem­pre sta­ti disponi­bili a trattare — com­men­ta Tam­buri­ni — ma non abbi­amo mai rice­vu­to risposte sod­dis­facen­ti». Il futuro potrebbe ris­er­vare sor­p­rese.