La nuova «Freccia» collega la sponda veronese con la riviera bresciana, eredita il nome del vecchio aliscafo. Sala coperta con aria condizionata nell’imbarcazione con 192 posti

Ora il lago ha anche il catamarano

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

una «Frec­cia del Gar­da» a sol­care le rotte del Bena­co: il nome del vec­chio alis­cafo vara­to nel 1958 è sta­to infat­ti asseg­na­to al nuo­vo e mod­er­no cata­ma­ra­no che per­corre ora le acque del , per col­le­gare i pae­si dal ver­sante bres­ciano, a quel­li del­la spon­da veronese. Nei cantieri di Peschiera sono final­mente ulti­mati i lavori del nuo­vo cata­ma­ra­no «Frec­cia del Gar­da», un mez­zo di col­lega­men­to par­ti­co­lar­mente veloce e mod­er­no, in gra­do di accogliere 192 passeg­geri sedu­ti e che ered­i­ta il nome dall’aliscafo che prese servizio 44 anni fa per accel­er­are i col­lega­men­ti tra i vari pae­si del lago che com­in­ci­a­vano a essere sem­pre più fre­quen­tati dai tur­isti. Dunque, eliche a pieni giri per il nuo­vo cata­ma­ra­no che da ormai una set­ti­mana sta per­cor­ren­do le rotte del Bena­co, e des­ti­na­to a col­le­gare i pae­si di Peschiera, Lazise, e Gar­da sul­la spon­da veronese; Gar­done, Salò, Portese, Moni­ga, Desen­zano e Sirmione sul­la spon­da bres­ciana. Con la «Frec­cia del Gar­da» nei cantieri si sono, dunque, con­clusi i lavori per il poten­zi­a­men­to del­la flot­ta, in vista del­la sta­gione tur­is­ti­ca ormai a pieno regime. Il nuo­vo e mod­er­no cata­ma­ra­no è largo 6 metri e lun­go 28. Dispone di due motori Mtu a 16 cilin­dri, con uno scafo di allu­minio ed una capac­ità di trasporto di 192 passeg­geri sedu­ti, qua­si come una moton­ave. È dota­to di due eliche di super­fi­cie Sea rid­er. «Frec­cia del Gar­da» è in gra­do di rag­giun­gere la veloc­ità mas­si­ma di 30 nodi. «Allo­ra come oggi», dice il vicedi­ret­tore di Nav­i­gar­da Gior­gio Pasquali, «questo nome è sta­to por­ta­tore di idee inno­v­a­tive. Il nuo­vo cata­ma­ra­no “Frec­cia del Gar­da” incor­po­ra soluzioni di tec­nolo­gia navale par­ti­co­lar­mente avan­zate. Questo mez­zo rap­p­re­sen­ta un pas­so in avan­ti notev­ole per le soluzioni adot­tate, sia per il con­fort offer­to ai passeg­geri, che per la flessibil­ità di eser­cizio». La sul lago di Gar­da dispone com­p­lessi­va­mente di una flot­ta di ven­ti unità, tra moton­avi, traghet­ti, cata­ma­rani e alis­cafi. A bor­do delle vec­chie navi d’epoca a pale «Italia» e «Zanardel­li» si può anco­ra ass­apo­rare il cli­ma del­la roman­ti­ca crociera fine Otto­cen­to, men­tre sulle moton­avi «Bren­nero» e «Tonale» si viag­gia con l’auto al segui­to, ma è anche pos­si­bile orga­niz­zare meet­ing o ser­ate di gala indif­fer­ente­mente per 40 o per 400 per­sone. Il pri­mo servizio pub­bli­co di nav­igazione sul Gar­da risale al 1827, con il varo del piroscafo «Arcid­u­ca Ranieri». I cata­ma­rani sono gli ulti­mi mezzi entrati a far parte del­la flot­ta, ma anche i pri­mi di ques­ta cat­e­go­ria a svol­gere servizio pub­bli­co rapi­do sui laghi ital­iani, impo­nen­dosi subito all’at­ten­zione per alcune loro pecu­liari carat­ter­is­tiche: l’estrema maneggev­olez­za, soprat­tut­to durante le manovre di appro­do, e la ril­e­vante veloc­ità, qua­si come quel­la degli alis­cafi. I cata­ma­rani dispon­gono di una sala al cop­er­to con aria con­dizion­a­ta. Sono con­sigliati per grup­pi di media con­sis­ten­za che inten­dono effet­tuare gite con più soste e han­no neces­sità di rapi­di sposta­men­ti: in quat­tro ore cir­ca con­sentono di effet­tuare la stes­sa crociera per la quale una moton­ave imp­ie­ga l’intera giornata.

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