Finalmente dopo cinque secoli e mezzo due donne nella Consorteria che detiene i diritti di pesca davanti al Vò

Ora l’altra metà del cielo entra negli antichi originari

04/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Sono Nico­let­ta Maf­fez­zoli e Bian­ca Malfer le prime due donne ad entrare, dopo ben cinque sec­oli e mez­zo, nel con­siglio gen­erale del­la cor­po­razione degli antichi orig­i­nari, che detiene i dirit­ti esclu­sivi di pesca sul­la cosid­det­ta Peschiera del Vò. È sta­to uno spoglio labo­rioso quel­lo delle schede votate nel­la vicinia natal­izia del­la Cor­po­razione. C’è volu­to più di una set­ti­mana. E c’è sta­ta incertez­za sino all’ultimo sul­la stes­sa legit­tim­ità del voto: per un dis­gui­do postale qua­si due­cen­to soci «orig­i­nari» non ave­vano rice­vu­to il cer­ti­fi­ca­to elet­torale. Gli scru­ta­tori si sono riu­ni­ti due volte. Poi la deci­sione: votazione val­i­da. Del resto, l’afflusso al seg­gio allesti­to sot­to il ten­done ris­torante del tra gli olivi, sul lun­go­la­go, è sta­to comunque altissi­mo. Di soli­to a votare ci anda­va una cinquan­ti­na di per­sone. Sta­vol­ta i votan­ti sono sta­ti 153 («un record», ha com­men­ta­to il pres­i­dente Fabio Gag­gia) e han­no espres­so com­p­lessi­va­mente pref­eren­ze per ben 76 can­di­dati. La scelta del­la ten­da-cuci­na come sede di seg­gio era sta­ta quan­to mai azzec­ca­ta. In calce al cer­ti­fi­ca­to elet­torale c’era un «buono vali­do per il bac­calà degli orig­i­nari». Sot­to il ten­done si cuci­na­va infat­ti polen­ta e bac­calà, com’è nel­la tradizione dei momen­ti solen­ni del­la Cor­po­razione. Qual­cuno potrà anche restare per­p­lesso di fronte a una sim­i­le usan­za: pesce di mare per il paese dei pesca­tori d’acqua dolce? Ma riflet­ten­do­ci un atti­mo, la fac­cen­da non è poi così strana: nei giorni di fes­ta si man­giano cibi rari, inusu­ali, fuori dagli sche­mi, e dunque per i pesca­tori garde­sani cosa pote­va esser­ci in pas­sato di più «esoti­co» d’un piat­to di bac­calà mari­naro? A propos­i­to di bac­calà. A Gar­da spes­so ci si conosce col sopran­nome del cep­po famil­iare, soprat­tut­to in con­sid­er­azione che alcu­ni dei cog­no­mi «orig­i­nari» sono dif­fu­sis­si­mi: è il caso dei Malfer, dei Mon­ese, dei Maf­fez­zoli. Ebbene, un ramo dei Malfer è det­to «Bac­calà», e sono ben tre i Malfer «Bac­calà» elet­ti nel con­siglio del­la Cor­po­razione: Ettori­no, prob­a­bil­mente il più cele­bre fra i pesca­tori del lago, ma anche il più tito­la­to in asso­lu­to fra i voga­tori che han­no cor­so sulle «bisse» da rega­ta, il fratel­lo Alber­to, ban­car­io e anch’egli otti­mo rema­tore, più volte vinci­tore del­la «» e tut­to­ra in attiv­ità, nonché la sorel­la Bian­ca. Ma vedi­amo quali sono, uno per uno, i quindi­ci elet­ti. Il verdet­to dell’urna è sta­to questo: pri­mo degli elet­ti Fabio Gag­gia, vicesin­da­co e pres­i­dente uscente del­la cor­po­razione (ha ottenu­to 101 voti), segui­to da Gigi Mon­ese (seg­re­tario in car­i­ca), e poi, nell’ordine, Ettore Malfer, Fran­co Cresci­ni, Clau­dio Malfer, Mario Mon­ese, Pier­francesco Maf­fez­zoli, Giuseppe Ton­di­ni, Ivano Mon­ese, Alber­to Malfer, Nico­let­ta Maf­fez­zoli (è la moglie di Gag­gia), Rino Maf­fez­zoli, Bian­ca Malfer, Raf­faele Mon­ese e Mat­teo Malfer. Quest’ultimo ha ottenu­to lo stes­so numero di voti di Omar Simonel­li (43), ma che l’ha sur­clas­sato per motivi d’età: a par­ità di pref­eren­ze, pas­sa il più anziano. Sono rimaste fuori dal con­siglio per pochissi­mi voti le altre tre donne che s’erano can­di­date in ques­ta «stor­i­ca» vicinia: Livia Mon­ese (42 pref­eren­ze), Ste­fa­nia Pasot­ti (41) e Camil­la Mon­ese (40). Per­ché «stor­i­ca»? L’abbiamo det­to: per­ché era la pri­ma vol­ta, dal lon­tano 1452, data di nasci­ta del­la Cor­po­razione, che le donne pote­vano avere dirit­to di voto. E scusate se vi pare poco.

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