"Vi ho già raccontato tutto lunedì, adesso basta. Non ho nessuna intenzione di essere preso in giro"

Ora lasciatemi in pace”

01/03/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

La notizia del­la super­vinci­ta al Toto­cal­cio real­iz­za­ta da Pao­lo Baz­er­la non “infi­amma” il paese. O per­lomeno così ’ sem­bra. Lo stu­pore per il mil­iar­do e 116 mil­ioni collezion­a­to gra­zie ad un sis­tema di tré doppie e una tripla non supera ormai più la soglia di atten­zione. Gius­to qualche escla­mazione col­ori­ta e poi il deside­rio di non essere dis­tur­bati da domande ovvie, per forza di cose, o imper­ti­nen­ti. L’ar­go­men­to rimane comunque sul­la boc­ca di tut­ti. Anche dei frati dei Fratel­li di San Francesco che lunedì sera, nel­la chiesa di San Nicolò durante l’in­con­tro dialoga­to con gli uomi­ni e i gio­vani nel­l’am­bito del­la mis­sione par­roc­chiale, han­no dato la lieta notizia diret­ta­mente dal­l’am­bone. Fuori in piaz­za, il giorno dopo, gli ani­mi sono decisa­mente meno coin­volti ed ecc­i­tati. A ricor­dare il seg­no del pas­sag­gio del­la dea ben­da­ta in riva al lago la locan­d­i­na de L’Are­na che sven­to­la fuori dal­l’edi­co­la. La gente sten­ta a par­lare o meglio si scioglie solo a tac­cui­ni chiusi. Non man­cano allo­ra le prese di posizione. C’è chi stig­ma­tiz­za la deci­sione del mil­iar­dario di uscire allo scop­er­to, chi lo appog­gia e chi invece molto più tran­quil­la­mente se ne infischia.Lui, Pao­lo Baz­er­la, non vuole asso­lu­ta­mente rilas­cia­re inter­viste. “Vi ho già rac­con­ta­to tut­to lunedì, adesso bas­ta. Non ho nes­suna inten­zione di essere pre­so in giro” e las­cia di tut­ta fret­ta il negozio di arti­coli da rega­lo di cor­so Umber­to I.“Ha ragione, gius­ti­fi­ca dietro il ban­co il fratel­lo Emil­iano. A tut­ta ques­ta vicen­da è sta­ta fat­ta anche trop­pa pub­blic­ità. Pao­lo non vuole che si cre­da che lui abbia grida­to ai quat­tro ven­ti la sua vinci­ta per mania di pro­tag­o­nis­mo”. Un pen­siero che rac­coglien­do i com­men­ti dei più cia­r­lieri sfio­ra pochi, per non dire nes­suno. “Cer­to che ha fat­to bene a rac­con­tare agli ami­ci del tredi­ci. Che c’è di male. Sarebbe comunque sta­to un seg­re­to di breve dura­ta. Non capis­co invece per­ché volete con­tin­uare a dare fia­to alla vinci­ta. Guar­di che non lo dico per­ché sono ami­co dì Pao­lo”, affer­ma un gio­vane che preferisce man­tenere l’anonimato.Sulla stes­sa lunghez­za molti altri. “Va bene, ha vin­to un mil­iar­do. E allo­ra beato lui. Pun­to e bas­ta. Non vedo cosa ci sia da com­mentare”, risponde cortese l’ot­ti­co di Bor­go Cavour. “L’im­por­tante è che abbia vin­to uno del paese”, sostiene con spir­i­to cam­panilis­ti­co più di un bar­do­linese. “Pec­ca­to che pio­va sem­pre sul bag­na­to”, rib­at­te pron­to qual­cun altro.Non man­cano i malig­ni: “Spe­ri­amo solo che man­ten­ga le promesse fat­te e doni vera­mente le car­rozzelle a Vil­la Serena”.Alla casa di riposo di via Gia­co­mo Leop­ar­di, a due pas­si dal Park­ing Bar dove il neo mil­iar­dario è soli­to fare una cap­ati­na, san­no già tut­to. “Abbi­amo let­to ma sin­ce­ra­mente qui il for­tu­na­to vinci­tore non si è anco­ra fat­to vivo”, affer­ma la madre supe­ri­ore, una suo­ra polac­ca che par­la per­fet­ta­mente l’i­tal­iano. Non so, forse ha par­la­to diret­ta­mente con il par­ro­co che è il pres­i­dente di Vil­la Ser­e­na. Eccome se ci fan­no como­do delle car­rozzelle. Quelle che abbi­amo ci sono state prestate dal­la sezione dei Dona­tori di sangue”. Adesso non rimane che attendere.

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