Un piano per armonizzare i «tempi» di servizi pubblici, scuole e lavoro

Orari degli uffici, si cambia

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Di Luca Delpozzo
M.TO.

Sta­vol­ta urban­is­ti­ca e lavori pub­bli­ci non c’entrano nul­la. Il Pto, infat­ti, è l’acronimo di «piano ter­ri­to­ri­ale degli orari» cioè un pro­gram­ma per ridurre i tem­pi lunghi e stres­san­ti degli sposta­men­ti, il tem­po vuo­to delle attese negli uffi­ci pub­bli­ci, e per armo­niz­zare il tem­po del­la scuo­la dei figli con quel­lo sem­pre più flessibile del lavoro dei genitori.«Più tem­po per tut­ti», è infat­ti lo slo­gan con cui l’assessore ai Valenti­no Maros­ti­ca lan­cia la sec­on­da fase del­la cam­pagna avvi­a­ta dall’amministrazione Pien­az­za, una tap­pa che intende per­fezionare e com­pletare quan­to già di buono sia sta­to fatto.«Alcune cose sono state fat­te — dice Maros­ti­ca — come il tem­po coor­di­na­to degli uffi­ci pub­bli­ci, il ped­ibus per accom­pa­gnare a scuo­la i bam­bi­ni, l’organizzazione degli orari dei bus, l’introduzione del­la terza lin­ea del trasporto urbano e l’apertura del­lo sportel­lo comu­nale di Riv­oltel­la. Le mis­ure da attuare ora sono lo svilup­po del sis­tema degli sportel­li uni­ci e l’uso delle reti telem­atiche nel­la for­ni­tu­ra dei servizi amministrativi».«Quindi — pros­egue l’assessore — l’attivazione di servizi per la con­cil­i­azione del tem­po tra lavoro, scuo­la, famigli­ae anziani, lo svilup­po di un sis­tema sosteni­bile di mobil­ità, di local­iz­zazione e di aper­tu­ra dei servizi di inter­esse pub­bli­co». Nel frat­tem­po lo staff che sta lavo­ran­do attorno a questo piano ha cen­si­to le strut­ture per le quali l’accesso è vin­co­la­to da orari. Il piano ha elab­o­ra­to le con­tro­misure. A com­in­cia­re dall’integrare gli sportel­li di inter­esse pub­bli­co, coor­di­nan­do fra loro gli orari di aper­tu­ra al pub­bli­co e dal­la real­iz­zazione di un uni­co front office telem­ati­co per il cit­tadi­no, per pros­eguire con la sin­croniz­zazione del tem­po lavoro dei gen­i­tori con quel­lo del­la scuo­la dei figli minori. Infine, una rete viaria per i cit­ta­di­ni più dis­agiati, una piani­fi­cazione degli orari delle attiv­ità com­mer­ciali e dei locali di svago.

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