L’inizio dei lavori di sminamento dell’isola del Trimelone è attesa in paese da oltre 50 anni. In molti in paese si chiedono in questi giorni cosa stiano facendo gli uomini della Bosca

Ordigni al fosforo bianco e all’iprite

27/01/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
(g.m.)

L’inizio dei lavori di smi­na­men­to dell’isola del Trimel­one è atte­sa in paese da oltre 50 anni. In molti in paese si chiedono in questi giorni cosa stiano facen­do gli uomi­ni del­la Bosca. Ecla­tan­ti sono le prime notizie che arrivano dall’isolotto, ovvero quelle rel­a­tive al ritrova­men­to degli ordig­ni, resid­uati delle due guerre mon­di­ali e spar­si nel lago dopo uno scop­pio e un incen­dio dura­to tre giorni, nel 1954. Fino­ra sono centi­na­ia le bombe di vario tipo indi­vid­u­ate con la sem­plice ric­og­nizione visi­va dagli esper­ti. «Tra queste», pre­cisa Ennio Laz­zari­ni, ras­trel­la­tore Bcm (bonifi­ca campi minati) del­la dit­ta e coor­di­na­tore dei lavori a fian­co del diret­tore Nico­la Fal­coni, «svari­ate decine sono proi­et­tili di mor­taio, bombe sgan­ci­ate da aerei e bombe a mano». È sta­ta avvis­ta­ta anche una «bom­bar­da di 40 kili di peso che avrebbe pure un inter­esse stori­co e bel­li­co», con­fer­ma l’esperto, «oltre a bombe da can­non­ci­no, alcune delle quali mod­ifi­cate arti­gianal­mente dalle officine cam­pali». Inoltre, con­fer­ma Fal­coni, «sono sta­ti avvis­ta­ti ordig­ni a cari­ca­men­to spe­ciale che par­reb­bero rip­i­eni di fos­foro bian­co, ovvero bombe incen­di­arie. È molto prob­a­bile che si tro­ver­an­no bombe chimiche urtican­ti o vesci­colan­ti come l’iprite, o addirit­tura con­te­nen­ti gas asfis­sianti come il fos­gene». Tut­ti questi, pros­egue l’ex mil­itare, «sono ben più del­i­cati degli ordig­ni sem­plice­mente det­o­nan­ti, per­ché han­no pareti più sot­tili, le sicure sono più pic­cole e più esposte all’usura del tem­po». Una vera rogna, insom­ma, sia recu­per­ar­le che smaltir­le, anche per chi è esper­to. I tec­ni­ci ter­restri e i sub­ac­quei del­la Bosca sono dotati di apparec­chia­ture di stra­or­di­nario val­ore tec­ni­co e cos­to eco­nom­i­co: in questi giorni i sub­ac­quei stan­no usan­do cer­ca-mine Fos­ter del val­ore di 40 mila euro cias­cuno e sonde ter­restri che ser­vono a scan­dagliare il ter­reno. Nelle set­ti­mane suc­ces­sive al Trimel­one arriverà un’ imbar­cazione molto par­ti­co­lare con a bor­do tec­nolo­gia avan­za­tis­si­ma, come un sonar mul­ti beam, del val­ore di 500 mila euro, oltre a ecoscan­dagli, mon­i­tor di ulti­ma gen­er­azione e altre diav­o­lerie in dotazione agli eserci­ti più avan­za­ti e alla Nato.